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TUTTOFOOD 2026 chiude a Milano con 123mila presenze

17/05/2026

TUTTOFOOD 2026 chiude a Milano con 123mila presenze

TUTTOFOOD 2026 si è chiusa a Milano con numeri record: in quattro giorni la manifestazione ha registrato 123mila presenze, di cui 27mila dall’estero, con una crescita del 30% rispetto all’edizione 2025. La fiera, organizzata per il secondo anno da Fiere di Parma, conferma così il proprio ruolo di piattaforma internazionale per il food and beverage e per la promozione del Made in Italy agroalimentare.

Dieci padiglioni e 5mila brand in fiera

L’edizione 2026 ha occupato 10 padiglioni e 82mila metri quadrati netti di superficie espositiva sold out, in crescita del 15%. In fiera erano presenti 5mila brand, il 20% in più rispetto alla precedente edizione, con una quota di espositori esteri pari a circa il 30%.

Il dato più significativo riguarda la presenza di operatori professionali: industria, distribuzione, ristorazione, importatori e buyer hanno animato una manifestazione pensata per trasformare la domanda globale di qualità alimentare in relazioni commerciali, sviluppo e accesso ai mercati. I top buyer internazionali presenti sono stati 4mila.

Il risultato nasce da un’alleanza tra Fiere di Parma e Fiera Milano, con il coinvolgimento per la parte internazionale di Koelnmesse, organizzatore di Anuga di Colonia. Una collaborazione che punta a rafforzare la posizione dell’Italia nel calendario mondiale delle grandi fiere agroalimentari.

Cellie: l’Italia ha un hub globale per il food

Per Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, i numeri e i giudizi positivi di espositori, buyer e visitatori confermano la nascita in Italia di un evento agroalimentare di portata internazionale. L’alternanza strategica tra Cibus e TUTTOFOOD, ha spiegato, offrirà ogni anno al Made in Italy un palcoscenico globale per consolidare la propria presenza nei mercati.

Secondo Cellie, le fiere non sono più soltanto vetrine di prodotto, ma luoghi di business in cui le imprese misurano la domanda internazionale, costruiscono rapporti commerciali e trasformano la reputazione del Made in Italy in risultati economici. La crescita delle presenze indica la ricerca, da parte di aziende e operatori, di luoghi fisici qualificati in cui orientarsi dentro un mercato globale frammentato e competitivo.

Il successo di TUTTOFOOD arriva in una fase complessa, segnata da tensioni geopolitiche, dazi, pressione sui costi energetici, volatilità delle materie prime e ridefinizione delle catene internazionali di fornitura. In questo scenario, l’agroalimentare italiano continua a mostrarsi uno dei comparti più solidi dell’economia nazionale.

Export alimentare a 72,4 miliardi e 25 tonnellate donate

Nel 2025 le esportazioni italiane di beni alimentari hanno raggiunto 72,4 miliardi di euro, con un aumento del 4,9% rispetto al 2024. Anche l’industria alimentare mantiene una forte capacità di crescita: secondo Federalimentare, il fatturato del comparto ha toccato 204 miliardi di euro, in aumento del 3,6% sull’anno precedente.

I buyer internazionali presenti in fiera hanno confermato l’attrattività del cibo italiano, considerato un riferimento europeo per il segmento premium e gourmet. Dagli Stati Uniti all’America Latina, dall’Asia al Golfo, fino ai mercati europei, il Made in Italy alimentare viene riconosciuto per qualità delle materie prime, autenticità, affidabilità produttiva e valore culturale.

Tra le testimonianze raccolte emerge anche il peso dell’Italia nell’horeca internazionale: per un importante buyer europeo, circa il 70% del business ristorativo della sua insegna ruota attorno a prodotti italiani. Alcuni mercati considerano difficilmente sostituibili categorie come olio d’oliva, aceto balsamico, farina, pasta, biscotti e cioccolato.

La manifestazione ha dato spazio anche all’innovazione, con startup provenienti da sette Paesi e specializzate in piattaforme software, bevande funzionali, salse artigianali e macchinari per la trasformazione. Al termine della fiera, il Banco Alimentare della Lombardia ha raccolto circa 25 tonnellate di cibo dalle oltre 600 aziende che hanno donato le eccedenze, destinandole a più di 1.000 organizzazioni territoriali convenzionate a beneficio di oltre 200mila persone in difficoltà.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to