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Manifattura lombarda, produzione in crescita nel 2026

26/05/2026

Manifattura lombarda, produzione in crescita nel 2026

La manifattura lombarda apre il 2026 con un nuovo segno positivo: nel primo trimestre dell’anno la produzione industriale cresce dello 0,5 per cento rispetto ai tre mesi precedenti, mentre il fatturato registra un incremento dello 0,6 per cento. In aumento anche gli ordini interni, pari a +1,3 per cento, mentre la domanda estera resta sostanzialmente stabile, con un +0,3 per cento che conferma la tenuta internazionale del sistema produttivo regionale.

Industria e artigianato tengono anche su base annua

Il quadro resta favorevole anche nel comparto artigiano, dove la produzione cresce dello 0,3 per cento, il fatturato dello 0,2 per cento e gli ordini esteri dello 0,7 per cento. Numeri contenuti, ma significativi in una fase segnata da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati, rincari energetici e incertezza sulle materie prime.

Su base annua, la Lombardia mantiene performance superiori alla media europea. La produzione industriale cresce del 2,4 per cento, mentre l’artigianato registra un aumento del 2 per cento. Ancora più marcato l’andamento del fatturato: +2,8 per cento per l’industria e +1,9 per cento per l’artigianato.

Il risultato conferma la capacità del tessuto economico regionale di generare valore anche in un contesto complesso. La manifattura lombarda continua a poggiare su filiere articolate, competenze tecniche diffuse, innovazione produttiva e forte presenza sui mercati internazionali.

Export vicino ai massimi storici e occupazione positiva

L’export resta uno dei principali punti di forza della regione: il 38,9 per cento del fatturato industriale lombardo viene realizzato sui mercati esteri, un livello ancora vicino ai massimi storici. Parallelamente si rafforza anche la domanda interna, con ordini industriali in crescita del 3,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.

Segnali positivi arrivano anche dal lavoro. Nell’industria il saldo tra ingressi e uscite torna favorevole, con un +0,4 per cento, mentre nell’artigianato raggiunge il +0,8 per cento. Resta inoltre contenuto il ricorso alla Cassa integrazione, elemento che conferma la buona tenuta complessiva del sistema produttivo lombardo.

La crescita interessa gran parte dei settori manifatturieri. Nell’industria si distinguono mezzi di trasporto, legno-arredo, siderurgia, meccanica e sistema moda ad alto valore aggiunto. Nell’artigianato prevalgono i comparti in espansione, con risultati rilevanti per alimentare, tessile, carta-stampa e manifatture innovative.

Guidesi: “Servono meno vincoli e più protagonismo dei territori”

L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha richiamato la necessità di un cambio di passo a livello europeo. Secondo l’esponente della Giunta lombarda, la regione continua a resistere, ma il sistema produttivo rischia di perdere competitività se non cambiano vincoli, regole e condizioni di concorrenza.

Guidesi ha parlato di una competizione internazionale iniqua, con concorrenti cinesi ed extraeuropei che operano con meno vincoli e costi produttivi inferiori. Per difendere lavoro e filiere, ha spiegato, serve un coraggio istituzionale che la Lombardia chiede con forza a Bruxelles.

Il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio, ha evidenziato la tenuta del sistema produttivo regionale, sottolineando competitività, capacità di esportazione e qualità manifatturiera. Per consolidare il ruolo della Lombardia tra i motori economici d’Europa, ha aggiunto, occorre continuare a sostenere micro, piccole e medie imprese, rafforzando export, produttività e competenze.

Energia, materie prime e ricambio generazionale

Il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, ha segnalato i rischi legati al contesto globale. Pur dentro un quadro di crescita, i dati indicano una frenata in corso. Guerre, crisi permanenti e incertezza stanno incidendo sui prezzi delle materie prime, cresciuti dell’8,4 per cento rispetto al 2025, e sulle commodity energetiche.

Pasini ha chiesto maggiore coraggio ai decisori italiani ed europei per costruire autonomia strategica, potenziare le reti infrastrutturali, rafforzare le interconnessioni Nord-Sud per le rinnovabili e sbloccare le concessioni. Ha inoltre richiamato il ruolo dell’idroelettrico, che in Lombardia rappresenta il 27 per cento dell’energia prodotta.

Per il presidente dell’Unione Artigiani Lombardia, Stefano Fugazza, le principali preoccupazioni delle imprese artigiane restano costi energetici, materie prime, accesso al credito e carenza di nuova forza lavoro. Efficientamento e autoproduzione energetica sono entrati nei piani d’investimento delle aziende, ma molte micro e piccole imprese faticano a ottenere liquidità dal sistema bancario tradizionale.

Accanto al tema dei costi, Fugazza ha posto quello del ricambio generazionale. L’età media dei titolari aumenta e l’artigianato deve tornare a essere presentato ai giovani come un’opportunità concreta, attuale e capace di offrire percorsi professionali qualificati. La crescita del primo trimestre, pur positiva, si misura quindi con una sfida più ampia: mantenere competitività, lavoro e capacità produttiva dentro uno scenario internazionale instabile.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to