Carburanti, FIGISC chiede una riforma della rete
30/05/2026
FIGISC Confcommercio lancia l’allarme sullo stallo della riforma della distribuzione carburanti e critica la scelta del Governo di intervenire ancora con proroghe temporanee sulle accise. Secondo la Federazione dei gestori degli impianti, il comparto resta senza una strategia strutturale mentre continua a perdere equilibrio economico, capacità di programmazione e presidio territoriale.
La preoccupazione dei gestori carburanti
In una nota diffusa il 28 maggio 2026, FIGISC Confcommercio esprime forte preoccupazione per una situazione definita di sostanziale immobilismo. Il tema, secondo l’organizzazione, non riguarda soltanto l’andamento dei prezzi o la gestione delle accise, ma il futuro di una rete considerata essenziale per il funzionamento del Paese.
Il direttore Paolo Uniti sottolinea che la distribuzione carburanti non può essere trattata come un semplice settore commerciale. Gli impianti, infatti, sostengono ogni giorno la mobilità privata, la logistica, il trasporto merci, i servizi di emergenza e numerose attività produttive e industriali. Per questo, secondo FIGISC, la mancanza di una riforma organica rischia di indebolire un’infrastruttura fondamentale.
Margini compressi e rapporti contrattuali squilibrati
La Federazione segnala da tempo una trasformazione profonda del settore. Operatori finanziari, retisti privati e grandi gruppi stanno incidendo in modo crescente sugli assetti della rete, spesso con dinamiche lontane dalla realtà quotidiana degli impianti e dei gestori.
Nel frattempo, migliaia di operatori continuano a lavorare in condizioni di forte incertezza. I margini restano compressi, i costi aumentano e i rapporti contrattuali vengono descritti come progressivamente squilibrati. In questo scenario, FIGISC teme che l’assenza di regole chiare possa esporre i gestori agli effetti di logiche finanziarie e commerciali difficili da governare sul piano locale.
Il nodo della sicurezza e del presidio territoriale
Secondo Paolo Uniti, la questione supera la tutela della categoria e investe direttamente la tenuta del sistema nazionale. Una rete carburanti fragile, desertificata o guidata soltanto da obiettivi finanziari può compromettere la continuità del servizio, soprattutto nei piccoli comuni, nelle aree periferiche e nei territori meno redditizi.
Il rischio indicato da FIGISC riguarda anche la resilienza energetica del Paese in caso di crisi internazionali o tensioni geopolitiche. Senza una presenza capillare degli impianti e senza strumenti di controllo adeguati, la distribuzione potrebbe diventare più vulnerabile proprio nei momenti in cui la disponibilità di carburanti assume un valore strategico.
La richiesta al Governo è quindi di superare la logica delle misure emergenziali. Per FIGISC Confcommercio servono una riforma strutturale, regole certe e strumenti capaci di restituire sostenibilità economica all’intera filiera distributiva. L’obiettivo indicato è riportare equilibrio tra operatori, garantire continuità territoriale del servizio e costruire una programmazione coerente con le esigenze reali della mobilità e dell’economia nazionale.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.