Sciopero dei rider a Milano il 15 luglio: orari, corteo e motivi della protesta
14/07/2026
Mercoledì 15 luglio i rider di Milano incroceranno le braccia per chiedere maggiori garanzie economiche e una protezione più efficace durante le giornate segnate dal caldo estremo. La mobilitazione coinvolgerà i lavoratori delle principali piattaforme di consegna a domicilio e potrebbe ridurre la disponibilità del servizio nel corso della serata.
Al centro della protesta c’è soprattutto una questione: la sospensione delle consegne nelle ore più calde non dovrebbe comportare una perdita di reddito per i lavoratori. Lo sciopero anticiperà inoltre un incontro previsto al Ministero del Lavoro, durante il quale i sindacati porteranno le richieste della categoria all’attenzione delle istituzioni.
Quando comincia lo sciopero dei rider a Milano
Lo sciopero è stato proclamato per mercoledì 15 luglio 2026, con inizio alle ore 18. I ciclofattorini di Glovo, Deliveroo e Just Eat sono chiamati ad astenersi dalle consegne e a partecipare alla manifestazione organizzata nel centro di Milano.
Il corteo partirà dalla zona della Stazione Centrale, punto scelto anche per rendere più visibile la protesta. La decisione è stata presa durante un’assemblea organizzata il 10 luglio in piazza Duca d’Aosta, alla quale hanno partecipato i rider insieme ai rappresentanti di Nidil Cgil Milano e Filt Cgil Milano.
Non è stata indicata un’adesione obbligatoria: ogni lavoratore potrà decidere se partecipare. Nel corso della serata, quindi, il numero di rider disponibili sulle piattaforme potrebbe essere inferiore rispetto a quello abituale. L’obiettivo della mobilitazione resta quello di richiamare l’attenzione sulle condizioni di chi effettua consegne in bicicletta o in moto, spesso affrontando temperature molto elevate.
Perché i rider hanno deciso di scioperare
La protesta nasce dalle conseguenze economiche delle misure adottate per proteggere i lavoratori durante le ondate di calore. L’ordinanza in vigore fino alla fine di settembre prevede infatti il blocco delle attività nelle ore caratterizzate dalle temperature più alte.
La sospensione delle consegne tutela la salute dei rider, ma allo stesso tempo può tradursi in una diminuzione dei compensi. Se il lavoratore viene pagato in base alle consegne effettuate, ogni ora di stop forzato corrisponde a un periodo nel quale non può guadagnare.
Secondo i rider e le organizzazioni sindacali, il costo economico di una misura pensata per garantire la sicurezza non dovrebbe ricadere interamente sui lavoratori. La richiesta è quindi quella di individuare un sistema che permetta di interrompere le consegne nei momenti più rischiosi, mantenendo una forma di copertura del reddito.
Il nodo delle consegne sospese durante il caldo
Il confronto riguarda il difficile equilibrio tra salute e continuità economica. I rider svolgono gran parte della loro attività all’aperto, spostandosi nel traffico urbano e rimanendo esposti al sole per lunghi periodi. Durante le giornate più calde, continuare a pedalare o guidare uno scooter può rappresentare un rischio.
Il blocco delle consegne nelle fasce orarie interessate dall’ordinanza risponde quindi a una necessità concreta. Per i lavoratori, però, fermarsi significa spesso rinunciare a una parte degli incassi della giornata. La tutela della salute finirebbe così per entrare in contrasto con quella del reddito.
Nidil Cgil Milano e Filt Cgil Milano chiedono che le piattaforme assumano una responsabilità diretta, introducendo misure economiche per compensare le ore nelle quali l’attività viene sospesa. Lo stop, secondo i sindacati, non può essere considerato una libera scelta del rider quando deriva da un provvedimento adottato per ragioni di sicurezza.
Cosa chiedono i lavoratori alle piattaforme
Le richieste sono rivolte principalmente a Glovo, Deliveroo e Just Eat, ma coinvolgono anche la Prefettura e le istituzioni nazionali. I rider domandano soluzioni concrete capaci di proteggere contemporaneamente la salute e il salario.
La principale rivendicazione riguarda il riconoscimento di un’indennità economica durante i periodi di sospensione obbligatoria delle consegne. In questo modo il lavoratore potrebbe rispettare le limitazioni previste dall’ordinanza senza subire una riduzione immediata delle proprie entrate.
Un altro punto riguarda l’accesso agli ammortizzatori sociali. Le organizzazioni sindacali intendono chiedere che questi strumenti vengano applicati anche ai rider, tenendo conto delle particolari caratteristiche del lavoro svolto attraverso le piattaforme digitali.
La mobilitazione vuole quindi andare oltre il problema contingente delle temperature estive. La protesta riporta al centro del dibattito la necessità di costruire garanzie più stabili per una categoria esposta alle variazioni delle consegne e alle interruzioni determinate da condizioni climatiche difficili.
Dopo lo sciopero l’incontro al Ministero del Lavoro
Lo sciopero di Milano rappresenterà anche una tappa di preparazione all’incontro fissato per il giorno successivo al Ministero del Lavoro, a Roma. In quella sede i sindacati presenteranno le richieste dei ciclofattorini e solleciteranno l’introduzione di strumenti di sostegno economico adeguati.
L’attenzione sarà concentrata sulla possibilità di estendere gli ammortizzatori sociali anche a queste specifiche categorie di lavoratori. Il confronto dovrà chiarire chi debba sostenere economicamente le sospensioni imposte per proteggere la salute e quali soluzioni possano essere applicate durante le future ondate di calore.
Con lo sciopero del 15 luglio, i rider chiedono che sicurezza e reddito non vengano messi in contrapposizione. Il messaggio della protesta è chiaro: fermare le consegne durante le ore più calde può essere necessario, ma questa decisione non dovrebbe lasciare i lavoratori senza compenso.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to