Auto sempre più grandi: a Milano potrebbe sparire un parcheggio su 10 entro il 2040
26/06/2026
Le automobili continuano a crescere. Sono più lunghe, più larghe e soprattutto più alte rispetto ai modelli venduti all’inizio degli anni Duemila. Una trasformazione che può sembrare legata soltanto alle preferenze degli automobilisti, ma che in realtà produce conseguenze concrete sulla vita urbana. Le strade, i parcheggi e molti spazi pubblici sono stati progettati quando le vetture avevano dimensioni inferiori. L’arrivo di mezzi sempre più ingombranti rischia quindi di ridurre il numero dei posti disponibili e di aumentare i problemi per pedoni, ciclisti e motociclisti.
A lanciare l’allarme è uno studio realizzato da Transport & Environment e Clean Cities Campaign. Secondo le proiezioni, mantenendo l’attuale andamento, entro il 2040 le città europee potrebbero perdere una quota compresa tra l’8,5 e il 14% dei parcheggi presenti lungo le strade.
A Roma potrebbero scomparire fino a 95 mila posti auto
Le conseguenze sarebbero particolarmente evidenti nelle grandi città, dove lo spazio è già limitato e trovare parcheggio rappresenta spesso un problema quotidiano. A Roma, entro il 2040, potrebbero scomparire tra 58 mila e 95 mila posti auto. A Milano la perdita stimata sarebbe compresa tra 17 mila e 28 mila parcheggi.
In pratica, nelle due città potrebbe diventare inutilizzabile quasi un posto su dieci. Le aree di sosta, infatti, hanno dimensioni stabilite sulla base delle caratteristiche delle automobili tradizionali. Se le vetture diventano progressivamente più lunghe, il numero di mezzi che possono essere sistemati lungo una strada diminuisce.
Il problema non riguarda soltanto l’Italia. Effetti simili potrebbero verificarsi in molte altre città europee, tra cui Londra, Madrid, Berlino, Parigi e Varsavia. Il rischio è quello di dover destinare una quantità sempre maggiore di spazio alle auto, sottraendolo a marciapiedi, piste ciclabili, alberi, dehors e aree pedonali.
Le dimensioni delle vetture aumentano ogni anno
Dall’inizio del nuovo millennio, la lunghezza media delle automobili nuove è cresciuta di circa 1,2 centimetri all’anno. Anche larghezza e altezza sono aumentate, mediamente, di mezzo centimetro ogni dodici mesi. Presi singolarmente, questi valori possono sembrare piccoli. Sommando l’aumento per oltre vent’anni, però, la differenza diventa evidente.
Una parte importante di questa crescita è legata alla diffusione di Suv e crossover. Molti produttori hanno ridotto la presenza delle utilitarie nei propri cataloghi, concentrandosi su modelli più grandi, spesso venduti a prezzi superiori e caratterizzati da margini economici più elevati.
Le esigenze reali delle famiglie, però, non sembrano essere aumentate con lo stesso ritmo. Il numero medio dei componenti dei nuclei familiari è diminuito e molte vetture circolano ogni giorno con una sola persona a bordo. Nonostante questo, sulle strade vengono utilizzati mezzi sempre più pesanti e voluminosi.
I rischi per pedoni, ciclisti e bambini
L’ingombro non è l’unico aspetto preoccupante. Le auto più alte e pesanti possono avere conseguenze maggiori in caso di incidente. A destare particolare attenzione è il frontale dei veicoli, che nei modelli di grandi dimensioni si trova a un’altezza superiore rispetto a quello delle normali berline.
Secondo le stime dello studio, proseguendo con l’attuale crescita, nel 2040 l’altezza media del frontale potrebbe arrivare a circa 86 centimetri. Una misura che rende più pericolosi gli urti con pedoni e ciclisti. Un adulto può essere colpito principalmente nella zona del busto, mentre per un bambino l’impatto può interessare direttamente la testa o il torace.
Le proiezioni indicano che, tra il 2026 e il 2040, il fenomeno potrebbe provocare in Europa circa 2.500 morti aggiuntive tra gli adulti e altre 400 vittime tra gli utenti più esposti, come pedoni, ciclisti e motociclisti. Questi dati renderebbero più difficile raggiungere l’obiettivo europeo di eliminare le vittime della strada entro il 2050.
Le proposte per limitare il gigantismo delle auto
Tra le soluzioni suggerite compare l’introduzione di limiti alle dimensioni dei nuovi veicoli. Le associazioni propongono di stabilire una larghezza massima di 192 centimetri e un’altezza del frontale non superiore a 85 centimetri. Questi valori potrebbero essere inseriti nelle regole europee per l’omologazione dei nuovi modelli.
Un’altra possibilità riguarda le tasse automobilistiche. I veicoli più pesanti e ingombranti potrebbero pagare imposte di immatricolazione e circolazione più elevate. Anche i Comuni potrebbero differenziare il prezzo della sosta in base alle dimensioni o al peso dell’automobile.
Una scelta simile è già stata valutata o adottata in alcune città europee, dove parcheggiare un Suv costa più rispetto a lasciare nello stesso spazio una piccola utilitaria. Il principio è semplice: chi occupa più suolo pubblico dovrebbe contribuire maggiormente alle spese della città.
Viene inoltre proposto un aggiornamento dei test di sicurezza, con verifiche più severe sulla visibilità dal posto di guida. Un cofano molto alto può infatti creare una zona cieca davanti alla vettura, impedendo al conducente di vedere una persona di bassa statura nelle immediate vicinanze.
Incentivi destinati alle elettriche compatte
La crescita delle dimensioni interessa anche il mercato delle auto elettriche. Batterie più grandi e mezzi più pesanti richiedono maggiori quantità di materiali e consumano più energia durante gli spostamenti. Per questo motivo, secondo le associazioni, gli incentivi pubblici dovrebbero favorire soprattutto i modelli elettrici compatti, con una lunghezza non superiore a 4,2 metri.
La transizione verso una mobilità meno inquinante, infatti, non dipende soltanto dal tipo di motore. Conta anche la quantità di spazio, energia e materie prime necessarie per costruire e utilizzare ogni veicolo.
Il problema delle auto sempre più grandi riguarda dunque l’intera organizzazione delle città. Senza nuove regole, i parcheggi potrebbero diminuire mentre la sicurezza stradale rischierebbe di peggiorare. La sfida sarà trovare un equilibrio tra le scelte degli automobilisti e la necessità di proteggere uno spazio urbano che appartiene a tutti.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to