Università di Milano: chi sale e chi scende nella nuova classifica Censis
16/07/2026
La nuova classifica Censis delle università italiane restituisce un’immagine articolata del sistema accademico milanese. L’edizione 2026/2027 conferma il ruolo di primo piano della città, soprattutto grazie al Politecnico e agli atenei privati, ma mette in evidenza anche risultati differenti tra le università statali.
La Bicocca continua la propria crescita, mentre la Statale perde una posizione tra i mega atenei. Accanto alle conferme emergono alcune novità, come l’ingresso dell’Università Vita-Salute San Raffaele nella graduatoria riservata agli atenei non statali di medie dimensioni.
Il Politecnico di Milano domina la classifica Censis
Il risultato più importante per il capoluogo lombardo arriva ancora una volta dal Politecnico di Milano. L’ateneo mantiene saldamente il primo posto nella graduatoria dedicata ai politecnici italiani e raggiunge il punteggio complessivo di 100,8.
Il distacco dalle altre università tecniche è evidente. Al secondo posto si trova il Politecnico di Torino con 94,8 punti. Poi il Politecnico di Bari (con 85,7 punti) e in seguito lo Iuav di Venezia (83,7 punti). Il PoliMi riesce quindi a conservare una posizione di netta superiorità nella propria categoria.
A sostenere il risultato contribuiscono soprattutto l’elevata occupabilità dei laureati e il livello di internazionalizzazione dei corsi. Sono due aspetti particolarmente importanti per gli studenti che, oltre alla qualità della formazione, valutano le prospettive professionali e la possibilità di costruire un percorso aperto verso l’estero.
Il punteggio del Politecnico rafforza il ruolo di Milano come punto di riferimento nazionale per la formazione tecnica. Ingegneria, architettura e design continuano a rappresentare aree capaci di richiamare studenti e di mantenere un forte collegamento con il mercato del lavoro.
Statale e Bicocca seguono due direzioni differenti
La situazione cambia osservando i due grandi atenei pubblici milanesi. La Statale di Milano rientra nella categoria dei mega atenei, riservata alle università con più di 40.000 iscritti. Nell’edizione 2026/2027 scende al quinto posto nazionale, ottenendo 85,3 punti.
Davanti all’Università degli Studi di Milano si collocano Padova, Bologna, Sapienza di Roma e Pisa. La flessione appare legata soprattutto alla difficoltà di adeguare strutture e servizi alle esigenze di una comunità universitaria molto numerosa. Gestire un numero così elevato di iscritti richiede infatti spazi, strumenti e risorse capaci di accompagnare la crescita dell’ateneo.
Il risultato non cancella il peso della Statale nel panorama accademico, ma segnala alcuni aspetti sui quali sarà necessario intervenire. La classifica Censis non considera soltanto la didattica: prende in esame anche le strutture disponibili, i servizi digitali, l’internazionalizzazione e l’occupabilità dei laureati.
Il percorso della Milano-Bicocca procede invece nella direzione opposta. Inserita tra i grandi atenei statali con un numero di iscritti compreso tra 20.000 e 40.000, l’università guadagna una posizione e sale al sesto posto. Il punteggio complessivo è di 84,5, lo stesso raggiunto dall’Università di Salerno.
La graduatoria della categoria è guidata dall’Università della Calabria, mentre Pavia occupa la seconda posizione. Per la Bicocca il miglioramento rappresenta comunque un segnale positivo e conferma un percorso di crescita costante.
Bocconi e Cattolica sul podio degli atenei privati
Milano mantiene un ruolo centrale anche nell’università non statale. Tra i grandi atenei privati, la Bocconi conserva il secondo posto nazionale con 92,6 punti, alle spalle della Luiss di Roma. La Cattolica si conferma invece in terza posizione con un punteggio pari a 79.
Due dei tre gradini del podio sono dunque occupati da università milanesi. Il risultato evidenzia la capacità della città di offrire percorsi accademici privati molto competitivi e capaci di richiamare studenti provenienti da altri territori.
Buone notizie arrivano anche dallo Iulm, che nella categoria degli atenei non statali di medie dimensioni conquista il secondo posto con 83,8 punti. Davanti all’università milanese si trova soltanto la Lumsa.
La principale novità riguarda però l’Università Vita-Salute San Raffaele. L’ateneo entra per la prima volta nella graduatoria dei medi atenei privati e debutta direttamente al quarto posto, raggiungendo 75,4 punti. Un ingresso significativo, che amplia ulteriormente la presenza milanese nelle diverse categorie prese in esame dal Censis.
Il problema degli alloggi può condizionare l’attrattività di Milano
I risultati della classifica 2026/2027 confermano la concentrazione nel territorio milanese di università pubbliche e private con un peso nazionale. Allo stesso tempo, i numeri fanno emergere sfide che non dipendono esclusivamente dalla qualità dell’offerta formativa.
La capacità degli atenei di richiamare nuovi iscritti sarà legata anche alle condizioni concrete nelle quali gli studenti potranno vivere. Il caro affitti e la limitata disponibilità di alloggi per i fuori sede rischiano di rendere più difficile la scelta di Milano, persino in presenza di corsi prestigiosi e di buone prospettive lavorative.
Università e istituzioni saranno quindi chiamate a lavorare anche sui servizi che circondano l’esperienza accademica. Il primato del Politecnico, la crescita della Bicocca e i risultati delle università private dimostrano la forza del sistema milanese. Per conservarla sarà però necessario rendere la città realmente accessibile a chi la sceglie per studiare.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to