Nuove imprese, Milano non si ferma: quasi 17.600 iscrizioni nel 2026
15/07/2026
Le crisi internazionali e le incertezze economiche non sembrano aver spento la voglia di fare impresa a Milano. Il territorio continua, infatti, a registrare nuove aperture, investimenti e un andamento positivo dell’occupazione. I dati contenuti nel rapporto Milano Produttiva della Camera di Commercio descrivono un sistema capace di crescere più velocemente rispetto alla media nazionale.
Accanto ai risultati positivi, però, rimane una questione difficile da ignorare. Il costo dell’energia potrebbe diventare un freno per le aziende, soprattutto in una fase segnata dalle difficoltà negli approvvigionamenti e dalle conseguenze delle crisi internazionali. La capacità di trasformare la transizione energetica in un’opportunità sarà quindi determinante per difendere la competitività raggiunta.
Oltre 26mila nuove attività aperte a Milano
Il dato più evidente riguarda il numero delle imprese. Nel corso del 2025, considerando l’area formata da Milano, Monza Brianza e Lodi, la differenza tra nuove aperture e chiusure ha superato le 10mila unità. La crescita complessiva è stata del 2,1%, un risultato superiore al doppio della media registrata a livello nazionale.
Il contributo principale è arrivato da Milano. In città sono nate 26.262 nuove attività e, dopo aver sottratto le cessazioni, il saldo è rimasto positivo per 9.179 imprese. Ciò significa che il territorio continua a essere considerato favorevole per avviare un progetto imprenditoriale, anche in presenza di uno scenario economico internazionale poco stabile.
Le difficoltà non sono mancate, ma il sistema produttivo milanese ha mostrato una notevole capacità di reazione. Le nuove iniziative hanno compensato ampiamente le chiusure, permettendo alla città di conservare il proprio ruolo centrale nell’economia dell’intera area.
La crescita prosegue nel primo semestre del 2026
I risultati del 2025 non rappresentano un episodio isolato. La tendenza positiva è continuata anche durante i primi sei mesi del 2026, quando sono state registrate quasi 17.600 nuove iscrizioni. Nello stesso periodo, il numero complessivo delle aziende è aumentato di altre 3.763 unità.
Il ritmo delle nuove aperture conferma quindi la vitalità del tessuto produttivo. Milano continua ad attirare persone intenzionate a investire, creare attività e sviluppare nuovi servizi. Il saldo positivo mostra inoltre che la nascita delle imprese procede a una velocità sufficiente a superare quella delle chiusure.
In una fase caratterizzata da incertezze sui mercati e possibili aumenti dei costi, un simile andamento assume un valore ancora maggiore. Le imprese milanesi non si limitano a resistere alle difficoltà, ma continuano ad aumentare di numero.
Pil e occupazione registrano nuovi progressi
La crescita delle attività economiche trova conferma anche negli altri indicatori. Il Pil del territorio è aumentato dello 0,7%, raggiungendo un risultato migliore rispetto alla media italiana. A sostenere questo andamento sono stati soprattutto i servizi, che continuano a svolgere una funzione centrale nell’economia milanese.
Un altro segnale positivo arriva dal mercato del lavoro. L’occupazione è cresciuta dell’1%, accompagnando l’espansione delle imprese e della produzione economica. La combinazione tra incremento del Pil, nuove attività e aumento degli occupati restituisce l’immagine di un territorio ancora dinamico.
I tre dati sono strettamente collegati. La nascita di nuove aziende può generare occasioni di lavoro, mentre una maggiore occupazione sostiene l’economia locale. Allo stesso tempo, la crescita del settore dei servizi rafforza una delle componenti più importanti del sistema produttivo milanese.
Il costo dell’energia può frenare le aziende
I numeri positivi non cancellano i fattori di rischio. Le crisi in Medio Oriente e la situazione dello Stretto di Hormuz mantengono alta l’attenzione sul prezzo dell’energia. Lo stretto rappresenta infatti un passaggio strategico per il petrolio e ogni situazione di instabilità può incidere sugli approvvigionamenti.
Per l’Italia il problema è particolarmente delicato. Il Paese dipende ancora in larga misura dalle importazioni e sostiene prezzi dell’elettricità più elevati rispetto ad altri partner europei. Questa differenza può pesare sui bilanci delle imprese e ridurre la loro capacità di competere.
Un’azienda costretta a spendere di più per l’energia dispone di minori risorse da destinare agli investimenti e all’innovazione. Per questo motivo, il tema energetico riguarda direttamente anche Milano, nonostante i risultati economici favorevoli registrati dal territorio.
La transizione energetica diventa una sfida economica
La crescita raggiunta deve essere protetta attraverso scelte capaci di ridurre la vulnerabilità del sistema produttivo. Il rapporto indica nella transizione energetica una possibile opportunità, a condizione che venga accompagnata da interventi concreti.
Le priorità riguardano le energie rinnovabili, l’efficienza, l’innovazione e la sicurezza degli approvvigionamenti. Accelerare in queste direzioni potrebbe limitare l’esposizione alle crisi esterne e aiutare le imprese a controllare meglio i costi.
Milano parte da una situazione economica positiva, con più aziende, più occupazione e un Pil in crescita. Il passaggio successivo sarà consolidare questi risultati, affrontando il nodo dell’energia prima che possa diventare un ostacolo allo sviluppo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to