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Popillia japonica, nuova invasione a Milano: quali sono i rischi

28/06/2026

Popillia japonica, nuova invasione a Milano: quali sono i rischi

A Milano è tornato l’allarme per la Popillia japonica, il coleottero originario dell’Asia che negli ultimi anni si è diffuso in diverse aree del Nord Italia. La sua presenza è stata segnalata nuovamente in numerosi quartieri del capoluogo lombardo, con gruppi di insetti osservati su foglie, fiori, marciapiedi e spazi verdi.

Conosciuta anche come scarabeo giapponese, questa specie può provocare danni rilevanti a giardini, parchi, prati e coltivazioni. A preoccupare è soprattutto la comparsa anticipata degli esemplari adulti, avvenuta prima del periodo in cui solitamente si registra il picco della loro attività.

Popillia japonica a Milano, segnalazioni in diversi quartieri

La presenza della Popillia japonica non rappresenta una novità assoluta per Milano. Negli ultimi anni lo scarabeo giapponese è stato osservato più volte nel territorio lombardo, ma la nuova diffusione ha richiamato l’attenzione dei cittadini per la quantità di insetti comparsi nel giro di pochi giorni.

Fotografie e video pubblicati sui social mostrano numerosi esemplari raccolti sulle piante o in volo nelle aree maggiormente ricche di vegetazione. Gli adulti tendono infatti a spostarsi in gruppo, concentrandosi sulle specie vegetali dalle quali possono ricavare nutrimento.

I quartieri con giardini, grandi prati e impianti sportivi risultano particolarmente esposti. In queste zone il coleottero trova sia le piante di cui si nutrono gli adulti sia il terreno adatto allo sviluppo delle larve.

Tra le aree già interessate in passato c’è quella di San Siro, dove l’attenzione si era concentrata anche sull’ippodromo. I grandi tappeti erbosi possono offrire alle larve un ambiente favorevole, perché durante la fase sotterranea esse si alimentano delle radici delle graminacee.

La comparsa anticipata viene collegata alle temperature elevate e alle condizioni climatiche che hanno favorito lo sviluppo degli insetti durante la primavera. Periodi caldi e terreni adatti possono infatti accelerare il ciclo vitale della specie e rendere più evidente la presenza degli adulti.

Come riconoscere lo scarabeo giapponese

La Popillia japonica è un coleottero di dimensioni relativamente contenute. Presenta una colorazione verde metallizzata nella zona della testa e del torace, mentre le ali appaiono generalmente color rame o marrone brillante.

Un altro elemento utile per riconoscerla è rappresentato dai piccoli ciuffi di peli bianchi presenti lungo i lati e nella parte posteriore del corpo. Questa caratteristica permette di distinguerla da altri coleotteri che possono avere colori simili.

Gli adulti compaiono soprattutto durante i mesi più caldi e possono essere osservati direttamente sulle foglie, sui fiori o sui frutti. Spesso diversi esemplari si raccolgono sulla stessa pianta, provocando in poco tempo danni molto visibili.

La loro alimentazione lascia infatti un segno caratteristico. Gli insetti consumano la parte morbida delle foglie, evitando in molti casi le nervature principali. La foglia assume così un aspetto scheletrico, bucherellato e progressivamente secco.

Quando l’attacco è intenso, la pianta perde una parte importante della superficie necessaria alla fotosintesi. Di conseguenza può indebolirsi, crescere con maggiore difficoltà e diventare più vulnerabile ad altri problemi.

Quali piante rischiano di essere danneggiate

Lo scarabeo giapponese può nutrirsi di numerose specie vegetali. La sua capacità di adattarsi a piante differenti è uno dei motivi per cui viene considerato particolarmente dannoso.

Nei giardini privati può colpire rose, piante ornamentali, alberi da frutto e piccoli frutti. Anche la vite, il pesco, il melo e il nocciolo rientrano tra le specie esposte. In ambito agricolo il problema può riguardare inoltre colture come la soia.

Gli adulti danneggiano soprattutto foglie, fiori e frutti presenti sulla parte esterna della pianta. Le larve, invece, vivono nel terreno e attaccano le radici. Il loro effetto può risultare evidente nei prati, dove l’erba tende a ingiallire, indebolirsi o staccarsi facilmente dal suolo.

Questa doppia azione rende più complesso il contenimento. Mentre gli adulti sono visibili e possono essere individuati sulle piante, le larve rimangono nascoste sottoterra per una parte importante del loro sviluppo.

Il rischio non riguarda soltanto l’aspetto estetico dei giardini. In presenza di infestazioni estese possono verificarsi perdite nelle coltivazioni, deterioramento degli alberi da frutto e danni ai tappeti erbosi pubblici o privati.

La diffusione tra Lombardia e Piemonte

La Popillia japonica è stata individuata nell’Europa continentale più di dieci anni fa, nell’area vicina al Ticino compresa tra Lombardia e Piemonte. Da quel primo focolaio, la specie ha progressivamente ampliato il proprio territorio.

Il Piemonte è una delle regioni maggiormente interessate, con segnalazioni in numerosi Comuni e una presenza particolarmente rilevante in alcune zone della provincia di Alessandria. Anche diverse province lombarde devono fare i conti con la diffusione del coleottero.

Cosa fare quando si trovano gli insetti sulle piante

Chi nota esemplari di Popillia japonica nel proprio giardino dovrebbe controllare con attenzione le foglie e i fiori, soprattutto nelle ore in cui gli insetti risultano meno attivi. Quando il numero è limitato, gli adulti possono essere raccolti manualmente e rimossi dalle piante.

È utile osservare anche lo stato del prato, verificando la presenza di zone ingiallite o indebolite che potrebbero indicare l’attività delle larve. In caso di infestazioni consistenti è consigliabile seguire le indicazioni diffuse dagli enti regionali o rivolgersi a personale specializzato.

La nuova invasione registrata a Milano conferma quanto la Popillia japonica sia ormai una presenza da sorvegliare. Riconoscere rapidamente l’insetto e individuare i primi danni può contribuire a proteggere piante, giardini e coltivazioni, evitando che l’infestazione si estenda ulteriormente.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to