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Multe a Milano, una su due non viene pagata: centinaia di milioni diventano irrecuperabili

27/08/2026

Multe a Milano, una su due non viene pagata: centinaia di milioni diventano irrecuperabili

Le multe elevate ogni anno a Milano raggiungono cifre molto alte, ma soltanto una parte delle somme contestate viene incassata in tempi brevi. Nel 2025 vigili, ausiliari, telecamere e autovelox hanno prodotto sanzioni per un valore complessivo di 294,47 milioni di euro. Nello stesso anno, tuttavia, nelle casse comunali sono entrati 145,11 milioni, equivalenti al 49,3% del totale.

Il dato non significa che tutte le somme rimanenti siano immediatamente perdute. Le multe non saldate vengono trasformate in crediti da recuperare e possono essere riscosse successivamente. Con il passare del tempo, però, la probabilità di ottenere il pagamento diminuisce. Milano si ritrova così a gestire una quantità crescente di arretrati, mentre centinaia di milioni di euro finiscono per essere eliminati dal bilancio perché considerati ormai difficilmente recuperabili.

Multe a Milano, meno della metà viene incassata nell’anno

Il rapporto tra sanzioni emesse e pagamenti ricevuti mostra una difficoltà presente da tempo. Nel 2016 la percentuale delle multe saldate durante lo stesso anno in cui erano state contestate si fermava al 39,5%. Quattro anni più tardi era salita al 54,3%, superando quindi la metà del valore complessivo.

Negli anni successivi, però, il dato è tornato sotto il 50%. Nel 2025, per ogni cento euro di multe elevate, il Comune è riuscito a incassarne nello stesso periodo poco più di 49. Rimane dunque una differenza di quasi 150 milioni di euro tra le somme richieste e quelle effettivamente entrate nelle casse cittadine.

È importante distinguere il mancato pagamento immediato dalla perdita definitiva del credito. Una sanzione non saldata entro l’anno continua infatti a risultare dovuta. Il problema si sposta semplicemente in avanti, rendendo necessarie ulteriori attività amministrative e trasformando un possibile incasso in una risorsa ancora incerta.

Dalla sanzione al credito da recuperare

Quando una multa rimane insoluta, l’importo viene registrato come credito da riscuotere. Da quel momento possono partire solleciti, ingiunzioni e altre procedure finalizzate al recupero. In alcuni casi si arriva anche ai pignoramenti, mentre l’iter può essere rallentato dalla presenza di ricorsi.

Queste somme restano nei documenti contabili, ma non possono essere utilizzate come se fossero già disponibili. Fino al pagamento, infatti, si tratta di risorse soltanto potenziali, che non possono finanziare con certezza la spesa ordinaria o gli interventi programmati per la città.

La dimensione del fenomeno emerge dal rendiconto comunale relativo al 2025. Nel documento risultano quasi 511 milioni di euro di multe arretrate ancora da incassare. È una massa di crediti accumulata nel corso del tempo, alla quale ogni anno possono aggiungersi nuove sanzioni non pagate.

La gestione degli arretrati richiede quindi un lavoro che prosegue ben oltre il momento in cui viene accertata l’infrazione. Più il credito diventa vecchio, però, più diminuiscono le possibilità di trasformarlo in un’entrata effettiva.

Oltre 793 milioni di crediti stralciati in sette anni

Quando le probabilità di recupero diventano minime, i crediti più datati vengono stralciati dal bilancio. Non si tratta più, quindi, di un semplice ritardo nel versamento, ma di somme che l’amministrazione rinuncia a considerare concretamente riscuotibili.

La ricostruzione che si basa sui dati del Comune dal 2019 al 2025 mostra la portata del problema. Nell’arco di sette anni sono stati stralciati oltre 793 milioni di euro derivanti da multe non incassate. Una cifra vicina agli 800 milioni che, se recuperata, avrebbe potuto rappresentare una disponibilità rilevante per servizi e interventi cittadini.

Il dato permette anche di comprendere perché il valore delle multe elevate non coincida con le risorse realmente a disposizione. Le sanzioni possono generare sulla carta entrate molto consistenti, ma soltanto i pagamenti effettivamente ricevuti possono trasformarsi in denaro utilizzabile.

Il recupero delle vecchie multe resta limitato

Le maggiori difficoltà riguardano soprattutto i crediti meno recenti. Per il periodo compreso tra il 2016 e il 2020, la Corte dei conti aveva rilevato percentuali di recupero delle partite più datate comprese appena tra il 3% e il 4%.

Tra il 2018 e il 2020, inoltre, il bilancio comunale aveva accumulato più di un miliardo di euro di crediti arretrati collegati alle violazioni del Codice della strada. Anche i dati successivi mostrano risultati contenuti. Nel 2024 sono stati recuperati circa 45 milioni di euro, corrispondenti all’8,4% dell’arretrato. Nel 2025 l’incasso è stato superiore a 33 milioni, pari al 6,5%.

Il recupero continua dunque a produrre entrate, ma non riesce a eliminare rapidamente la grande quantità di somme rimaste insolute. Nel frattempo, altri crediti invecchiano e rischiano di diventare sempre più difficili da riscuotere.

Il quadro milanese mette così in evidenza una distanza notevole tra il valore delle sanzioni contestate e quello degli incassi reali. Quasi una multa su due non viene pagata nello stesso anno e una parte degli arretrati, dopo diversi tentativi di recupero, finisce per essere stralciata. Il risultato è un capitale considerevole che rimane a lungo soltanto sulla carta, prima di scomparire definitivamente dai conti comunali.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.