Milano, un negozio su due è chiuso nei mezzanini della metro: piano da 21 milioni di euro
04/07/2026
I mezzanini della metropolitana di Milano potrebbero cambiare volto nei prossimi anni. Attualmente, infatti, quasi la metà degli spazi commerciali risulta vuota, una situazione che ha spinto il Comune e Atm a definire un nuovo progetto di rilancio.
Il piano, denominato Milano Metro Retail, prevede un investimento complessivo di circa 21 milioni di euro e punta a riqualificare i locali presenti nelle stazioni sotterranee, rendendoli più moderni, sicuri e adatti ad accogliere nuove attività.
L’obiettivo non riguarda soltanto l’apertura di nuovi negozi. Il progetto mira anche a migliorare l’aspetto dei mezzanini, valorizzando zone attraversate ogni giorno da migliaia di passeggeri, residenti, lavoratori e turisti.
Solo il 54 per cento degli spazi commerciali è occupato
Secondo i dati riportati nella delibera approvata dalla giunta comunale, soltanto il 54 per cento dei locali commerciali presenti nella rete metropolitana risulta attualmente dato in locazione.
Questo significa che quasi un negozio su due è chiuso o inutilizzato. Complessivamente, gli spazi destinati alle attività commerciali occupano una superficie di circa 17 mila metri quadrati.
Una parte consistente dei locali necessita però di interventi. Circa il 48 per cento delle superfici disponibili richiede infatti lavori di adeguamento, in particolare per quanto riguarda gli impianti elettrici, la sicurezza e l’ammodernamento generale degli ambienti.
La presenza di serrande abbassate rappresenta da tempo uno dei problemi più evidenti nelle stazioni della metropolitana milanese. In alcuni mezzanini, soprattutto quelli più grandi, i locali vuoti rendono gli spazi meno frequentati e meno accoglienti, in particolare nelle ore serali.
Il progetto Milano Metro Retail
Per rilanciare la rete commerciale, Atm ha individuato Altarea Italia, società specializzata nella gestione e nello sviluppo di spazi dedicati al commercio.
L’operatore investirà circa 7,3 milioni di euro nella gestione dei negozi presenti lungo le linee M1, M2 e M3. A questa cifra si aggiungeranno 13,8 milioni destinati alla riqualificazione di alcune delle stazioni più importanti.
L’investimento complessivo arriverà così a circa 21 milioni di euro, messi a disposizione da soggetti privati.
Il piano prevede una gestione più coordinata degli spazi, con l’obiettivo di ridurre il numero dei locali sfitti e aumentare l’attrattività delle stazioni. Le attività commerciali dovrebbero diventare una parte più integrata del sistema di trasporto pubblico, contribuendo a rendere i mezzanini luoghi più vivi e frequentati.
Le nove stazioni interessate dai lavori
Gli interventi principali riguarderanno nove fermate considerate strategiche per la città: Duomo, Lima, Cairoli, Cardona, San Babila, Cordusio, Porta Venezia, Wagner e Gioia.
Si tratta di stazioni molto utilizzate, collocate in zone centrali, commerciali o turistiche. Ogni giorno vengono attraversate da un numero elevato di persone e rappresentano alcuni dei principali punti di accesso alla parte sotterranea di Milano.
Il progetto potrà comunque essere esteso anche ad altre fermate più periferiche. Tra le stazioni citate figura, per esempio, Lampugnano, importante nodo di collegamento con autobus e linee extraurbane.
La riqualificazione dovrebbe riguardare non soltanto i negozi, ma anche l’organizzazione generale degli spazi, la qualità degli ambienti e la percezione di sicurezza da parte dei passeggeri.
Nuove attività e canoni di affitto più elevati
Uno degli aspetti più discussi del progetto riguarda la futura gestione dei canoni di locazione.
Il piano commerciale prevede infatti un aumento degli affitti, con l’obiettivo di attirare operatori capaci di sostenere investimenti più consistenti e di garantire una presenza più stabile nel tempo.
Secondo le stime, i ricavi legati agli affitti potrebbero arrivare a triplicare. Gli aumenti, però, non dovrebbero essere immediati per le attività già presenti.
I contratti in corso resteranno invariati e gran parte delle superfici attualmente affittate arriverà a scadenza soltanto a partire dal 2034. La transizione sarà quindi graduale e distribuita nel corso degli anni.
Resta da capire quali tipi di attività riusciranno a sostenere i nuovi canoni e se il progetto favorirà soprattutto grandi marchi o lascerà spazio anche a negozi di vicinato, servizi rapidi e piccole imprese.
Priorità alle attività con rilevanza sociale
Il piano prevede anche la presenza di attività considerate utili dal punto di vista sociale.
Nei mezzanini potrebbero quindi trovare spazio servizi rivolti ai cittadini, iniziative legate al territorio e attività capaci di rispondere alle esigenze quotidiane dei passeggeri.
Il Comune di Milano ha inoltre previsto la creazione di un comitato di coordinamento tra Atm e Altarea Italia. Questo organismo avrà il compito di controllare l’avanzamento dei lavori, valutare i costi e verificare gli effetti del progetto dal punto di vista commerciale e urbano.
L’amministrazione potrà così seguire le diverse fasi dell’iniziativa e intervenire nel caso in cui emergano problemi o ritardi.
Una nuova vita per la città sotterranea
Il rilancio dei negozi nei mezzanini potrebbe avere un impatto importante sulla qualità delle stazioni.
Avere più locali aperti significa aumentare il passaggio di persone, migliorare l’illuminazione percepita e rendere gli spazi meno isolati. Le attività commerciali possono inoltre offrire servizi utili durante gli spostamenti quotidiani, dai bar ai punti vendita, fino alle attività di assistenza.
La sfida sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e utilità pubblica. Il successo del progetto dipenderà quindi dalla capacità di creare un’offerta commerciale varia, accessibile e coerente con le caratteristiche delle singole stazioni.
Milano prova così a trasformare i mezzanini della metropolitana da semplici luoghi di passaggio a spazi urbani più curati e frequentati. Il percorso sarà graduale, ma l’investimento previsto mostra la volontà di recuperare una parte importante della città sotterranea.
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