Milano sempre più calda: entro il 2100 temperature in aumento di oltre 5 gradi
16/07/2026
Il clima di Milano potrebbe cambiare profondamente nel corso dei prossimi decenni. Le nuove proiezioni elaborate dal Comune descrivono una città caratterizzata da temperature medie più elevate, estati particolarmente difficili e un numero crescente di notti durante le quali il caldo non concederà tregua. Non si tratta soltanto di uno scenario lontano: le ondate di calore e le condizioni di rischio per la salute sono fenomeni con cui il capoluogo lombardo deve già confrontarsi.
I dati contenuti nel Profilo Climatico Locale arrivano fino al 2100 e mostrano quanto il riscaldamento globale possa modificare la vita urbana. Per limitare gli effetti più gravi, l’amministrazione punta sulla riduzione delle superfici asfaltate, sull’aumento del verde e sulla trasformazione di Milano in una città maggiormente capace di assorbire l’acqua piovana.
Le temperature di Milano potrebbero aumentare di oltre 5 gradi
Rispetto al periodo compreso tra il 1985 e il 2014, la temperatura media cittadina potrebbe crescere di oltre 3 gradi già intorno al 2050. L’aumento potrebbe poi superare i 5 gradi entro la fine del secolo, modificando in maniera evidente le condizioni climatiche alle quali i milanesi sono abituati.
Le conseguenze più marcate si registrerebbero durante l’estate. Nei mesi più caldi le differenze rispetto ai valori del passato potrebbero raggiungere anche i 7 gradi. Non sarebbe quindi soltanto una questione di giornate eccezionalmente torride, ma di una trasformazione progressiva e duratura del clima urbano.
Tra circa cinquant’anni, secondo le proiezioni, per 336 giorni all’anno le temperature potrebbero risultare molto diverse da quelle osservate oggi negli stessi periodi. Il caldo diventerebbe così una condizione presente per gran parte dell’anno, con effetti sulla salute, sulle abitudini quotidiane e sul modo di progettare gli spazi pubblici.
Fino a 120 notti tropicali ogni anno
Uno degli indicatori più significativi riguarda le notti tropicali, ovvero quelle in cui la temperatura minima rimane sopra i 20 gradi. Verso la metà del secolo Milano potrebbe registrarne mediamente tra 80 e 90 all’anno. Entro il 2100 il numero potrebbe invece superare quota 120.
Lo scenario più preoccupante riguarda le notti con minime superiori ai 25 gradi, che potrebbero diventare tra 70 e 80 ogni anno. In queste condizioni anche le ore notturne smettono di offrire un vero sollievo dopo il caldo accumulato durante il giorno.
La mancanza di refrigerio rende più difficile il riposo e impedisce all’organismo di recuperare. Anziani, bambini e persone fragili sono i soggetti maggiormente esposti, ma temperature tanto elevate possono produrre conseguenze sull’intera popolazione. Il problema coinvolge soprattutto le abitazioni che trattengono il calore e le zone cittadine con poco verde e molte superfici asfaltate.
Il caldo estremo è già una realtà
Le previsioni per i prossimi decenni si inseriscono in una situazione che presenta già diversi segnali di allarme. Milano è entrata tra le città contrassegnate dal bollino rosso nel bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute.
Il livello rosso non riguarda esclusivamente i cittadini considerati vulnerabili. Indica infatti condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose per tutti, soprattutto quando le alte temperature persistono per più giorni e si sommano all’umidità e al calore trattenuto dagli edifici.
Milano è una delle 16 città italiane per le quali è previsto il massimo livello di rischio venerdì 17 luglio. Nello stesso elenco compaiono, tra le altre, Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Palermo, Roma e Torino. Per il capoluogo lombardo si tratta del primo bollino rosso registrato durante la terza ondata di calore dell’anno.
Questa situazione dimostra come il cambiamento climatico non possa essere considerato soltanto un problema delle generazioni future. Le sue conseguenze sono già visibili e richiedono interventi capaci di adattare la città a temperature più alte e a fenomeni meteorologici sempre più intensi.
Milano punta sul modello della città spugna
Tra le strategie individuate dal Comune rientra la depavimentazione delle aree maggiormente esposte al caldo. Rimuovere l’asfalto consente di ridurre l’effetto delle isole di calore e, allo stesso tempo, di migliorare la capacità del terreno di assorbire l’acqua durante i temporali.
L’amministrazione ha individuato 27 nuove aree da depavimentare. Alcuni interventi sono già terminati, altri sono in corso, mentre una parte dei progetti sarà realizzata nei prossimi anni. Il programma comprende anche la creazione di spazi alberati in zone precedentemente occupate dalla sosta irregolare.
L’obiettivo è rendere Milano una città spugna, capace di affrontare due conseguenze apparentemente opposte del cambiamento climatico. Da una parte ci sono il caldo persistente e le temperature notturne elevate; dall’altra le piogge intense, che possono provocare allagamenti quando l’acqua incontra grandi superfici impermeabili.
La trasformazione non è semplice. Ogni intervento può modificare la viabilità, ridurre alcuni parcheggi e incontrare le resistenze di chi vorrebbe mantenere l’organizzazione precedente. Tuttavia, aumentare il verde e restituire spazio a terreni permeabili rappresenta una delle risposte con cui Milano prova a prepararsi a un clima destinato a diventare sempre più caldo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to