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Milano nella morsa del caldo, massime oltre i 36 gradi: da venerdì bollino arancione

18/06/2026

Milano nella morsa del caldo, massime oltre i 36 gradi: da venerdì bollino arancione

Milano entra in una fase di caldo intenso, con temperature destinate a salire in modo netto nel giro di pochi giorni. La città si prepara a un fine settimana segnato dall’afa, dalle notti più pesanti e da un livello di attenzione più alto per le persone fragili. Da venerdì 19 giugno, infatti, il capoluogo lombardo sarà tra le città italiane indicate con bollino arancione nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute.

La nuova impennata termica arriva dopo giorni già molto caldi. In centro, la colonnina di mercurio ha raggiunto i 34 gradi lunedì, mentre martedì si è fermata a 31,9 gradi. Mercoledì il valore massimo torna verso quota 34. Il quadro, però, è destinato a peggiorare nel fine settimana, quando le massime potranno spingersi fino a 36-37 gradi. Il picco viene atteso tra domenica e lunedì, con una permanenza del caldo anche nei giorni successivi.

L’origine di questa fase viene collegata alla spinta dell’anticiclone africano, in risalita dall’Algeria verso nord. L’effetto sulla Lombardia sarà un aumento progressivo delle temperature, accompagnato da un’umidità più alta. A Milano il disagio non riguarderà soltanto le ore centrali del giorno, perché anche le minime notturne tenderanno a crescere oltre la soglia dei 25 gradi.

Il bollino arancione cambia il livello di attenzione in città

Il passaggio al bollino arancione indica un rischio sanitario legato al caldo, in particolare per le categorie più esposte. Anziani, bambini piccoli, persone con patologie croniche e soggetti fragili possono risentire maggiormente di giornate così pesanti, soprattutto quando il caldo non cala in modo adeguato durante la notte.

Milano sarà inserita tra le città italiane con questo livello di allerta da venerdì 19 giugno. Il dato arriva in una fase in cui l’estate meteorologica mostra già un volto molto severo. Le temperature previste, infatti, saranno ben oltre i valori considerati normali per questo periodo dell’anno. Le massime, in condizioni stagionali più regolari, dovrebbero collocarsi intorno ai 27-28 gradi. Il salto previsto, quindi, porta la città su livelli superiori di diversi gradi.

La sensazione di caldo potrà aumentare con il passare dei giorni, perché l’aria diventerà via via più umida. Non si tratta quindi soltanto di numeri elevati sul termometro. Il disagio percepito, in presenza di afa, può risultare più marcato, soprattutto negli ambienti urbani, dove asfalto, cemento e traffico trattengono calore e rendono più lenta la dispersione termica nelle ore serali.

Un altro elemento da tenere sotto osservazione riguarda la domanda di energia. Con temperature così alte, cresce l’uso di climatizzatori e ventilatori, e questo può mettere sotto pressione la rete elettrica. Il rischio di blackout viene indicato come una possibilità legata proprio all’aumento dei consumi durante le fasi più calde.

Le notti tropicali renderanno il caldo più difficile da sopportare

Nei giorni precedenti, le minime erano rimaste su valori ancora abbastanza sopportabili, tra 19,9 e 23,3 gradi. Questo aveva permesso alla città di recuperare almeno durante le ore notturne. Nei prossimi giorni, però, lo scenario cambierà. Le temperature minime potranno superare i 25 gradi, trasformando le notti in una parte rilevante del problema.

Quando il caldo non si attenua dopo il tramonto, il corpo fa più fatica a recuperare. Il riposo peggiora, le abitazioni restano calde e l’afa continua a farsi sentire anche nelle prime ore del mattino. Questo aspetto pesa soprattutto su chi vive in appartamenti molto esposti al sole, in zone densamente costruite o in edifici con scarso isolamento.

La meteorologa Samantha Pilati, della Fondazione Omd-Osservatorio meteorologico Milano Duomo, ha spiegato che le minime dei giorni scorsi erano risultate nel complesso gradevoli, consentendo di non soffrire troppo durante la notte. La previsione dei prossimi giorni, invece, indica un rialzo deciso anche nelle ore più fresche. Il passaggio oltre i 25 gradi segna un cambio netto, perché riduce la pausa naturale tra una giornata rovente e quella successiva.

Il picco, atteso tra domenica e lunedì, arriverà dopo un fine settimana già molto caldo. Le massime previste intorno ai 36-37 gradi porteranno Milano in una condizione di stress termico prolungato. La fase non sembra destinata a esaurirsi subito, perché il caldo potrebbe continuare anche nella settimana successiva, pur con un aumento dell’instabilità sulle aree alpine e prealpine.

Proprio dopo ondate di calore così intense, cresce l’attenzione per i fenomeni violenti. L’energia accumulata nell’atmosfera, unita a possibili cambiamenti delle condizioni meteo, può favorire temporali forti, grandinate o eventi estremi, con danni anche rilevanti. Per ora, il primo tema resta il caldo, ma la situazione successiva andrà seguita con cautela.

La primavera appena chiusa ha già segnato un record storico

La nuova ondata arriva dopo una stagione già fuori scala per Milano. Le rilevazioni della Fondazione OMD, attraverso la stazione meteo di Milano Centro collocata presso la sede centrale dell’Università degli Studi di Milano, hanno indicato la primavera meteorologica più calda mai registrata in città.

Il periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 maggio ha chiuso con una temperatura media di 17,1 gradi. Il valore supera di 2,3 gradi il riferimento climatico 1991-2020 e di 3,6 gradi quello 1961-1990, usato spesso negli studi sul cambiamento climatico. Anche le minime hanno raggiunto livelli record: la media del trimestre è stata di 13,1 gradi, contro i 10,7 del periodo di riferimento 1991-2020.

Le massime primaverili hanno mostrato un andamento molto elevato, con una media di 21,9 gradi, superiore al valore di riferimento di 19,6 gradi. In questo caso il dato resta secondo solo a quello del 2007, ma conferma comunque la portata anomala della stagione appena terminata.

Tra i mesi più caldi spicca aprile, che ha registrato una media di 17,9 gradi rispetto a un valore atteso di 14,5. Dal 1897, anno da cui sono disponibili i dati digitalizzati, solo l’aprile del 2007 e quello del 2011 hanno fatto segnare valori più alti. Anche marzo e maggio si sono mantenuti sopra la norma: marzo ha chiuso a 12,6 gradi, con +1,8 rispetto al riferimento climatico, mentre maggio è arrivato a 20,8 gradi, con +1,7.

Il trimestre non è stato uniforme in ogni fase. La seconda decade di maggio è risultata più fredda della norma, con 16,9 gradi contro un valore atteso di 18,8. Ben diverso il quadro della seconda decade di aprile, arrivata a 18,1 gradi, cioè 4,1 gradi sopra il riferimento. Ancora più marcata l’ultima parte di maggio, quando la media ha raggiunto 27 gradi, con uno scarto di 6,2 gradi.

Proprio a fine maggio Milano aveva già sperimentato una precoce ondata di calore. Per tre giorni erano stati raggiunti o superati i 35 gradi. Il 27 maggio sono stati registrati due record per il mese: una massima di 35,8 gradi e una minima di 24,7 gradi. Anche le notti tropicali hanno dato un segnale netto, con nove episodi contro un valore atteso di uno solo.

Il nuovo rialzo di giugno, quindi, non arriva come episodio isolato. Si inserisce in una sequenza già segnata da valori eccezionali, con una città che affronta temperature elevate in anticipo e per periodi sempre più lunghi. A Milano, il caldo dei prossimi giorni sarà quindi una prova concreta per residenti, servizi urbani e persone più vulnerabili.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to