Milano, bando per dieci librerie di quartiere negli spazi comunali: concessioni fino a 12 anni
20/04/2026
A Milano prende forma un nuovo intervento che prova a tenere insieme commercio di prossimità, presidio culturale e rigenerazione urbana. Si chiama “Liber in libris - Libero fra i libri” il bando pubblicato dalla Direzione Demanio e Patrimonio del Comune, pensato per chi vuole aprire oppure rilanciare una libreria di quartiere all’interno di spazi comunali distribuiti in tutti i municipi della città. La scadenza è fissata al 28 maggio e mette a disposizione dieci immobili al piano terra di edifici di edilizia residenziale pubblica, concessi per 12 anni.
L’idea che sostiene l’iniziativa è chiara: rafforzare la presenza delle librerie indipendenti come luoghi capaci di andare oltre la semplice vendita. Spazi in cui fermarsi, incontrarsi, proporre letture, organizzare attività per bambini, creare relazioni con scuole, biblioteche e associazioni. In una fase in cui molte librerie faticano a reggere i cambiamenti del mercato, il Comune sceglie così di intervenire offrendo occasioni concrete a chi intende investire in un’attività con una forte funzione culturale e sociale.
Come funziona il bando e chi può partecipare
L’avviso pubblico è rivolto a imprese individuali, società, cooperative e raggruppamenti, sia già costituiti sia ancora in via di costituzione. Gli spazi disponibili hanno metrature diverse, da circa 30 a 190 metri quadrati, e sono collocati in più aree della città, con l’obiettivo di garantire una presenza diffusa nei quartieri. La formula della concessione di lungo periodo punta a favorire investimenti stabili e a rendere più sostenibile l’avvio o il consolidamento dell’attività.
Tra gli elementi più rilevanti del bando c’è il sistema di valutazione. La parte tecnica pesa infatti 70 punti su 100, segnale di una scelta precisa da parte dell’amministrazione: premiare la qualità del progetto più ancora dell’offerta economica. Vengono valorizzate le microimprese, cioè quelle con meno di dieci dipendenti, ma soprattutto i contenuti culturali e sociali che ogni candidato intende sviluppare nel proprio spazio.
A fare la differenza saranno l’assortimento librario, il calendario di iniziative, la capacità di costruire collaborazioni con il territorio, le ore di apertura settimanale e l’attivazione di servizi aggiuntivi. Rientrano tra questi la consegna a domicilio, la compravendita di libri usati, i corsi di lettura e scrittura, ma anche le convenzioni con biblioteche, scuole e associazioni. Viene inoltre attribuito rilievo alle condizioni agevolate destinate agli abitanti del complesso di edilizia residenziale pubblica in cui si trova il locale, così come agli under 18, agli anziani e alle persone con disabilità.
Dieci spazi in tutta la città e una visione che guarda ai quartieri
I dieci immobili messi a bando si trovano in via Scaldasole, via Palmanova, piazzale Dateo, viale Lombardia, corso XXII Marzo, via Sant’Abbondio, via Rimini, via Nikolajevka, via Satta e via Pietro Borsieri. La distribuzione in tutti i municipi restituisce bene il senso dell’operazione: non concentrare l’offerta in poche zone centrali, ma costruire una rete di presìdi culturali di prossimità, inseriti nella vita ordinaria dei quartieri.
Il progetto consente anche di prevedere piccoli punti ristoro o attività complementari, purché coerenti con la vocazione libraria e contenuti entro il 30% della superficie complessiva. È un’apertura significativa, perché riconosce come oggi una libreria indipendente possa reggersi più facilmente se capace di ampliare con misura la propria proposta, trasformandosi in un luogo multifunzionale ma senza perdere identità.
L’iniziativa si inserisce nel programma Sefémm, avviato dall’Assessorato al Demanio per valorizzare gli spazi al piano terra dei caseggiati popolari. In quattro anni il programma ha prodotto 24 bandi e oltre 150 assegnazioni tra attività profit e no profit, confermando una linea amministrativa che guarda agli immobili pubblici come strumenti di attivazione urbana e sociale, non come semplici beni da gestire.
L’obiettivo del Comune: difendere le librerie e creare nuovi spazi di comunità
Nelle parole dell’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Emmanuel Conte, le librerie indipendenti vengono descritte come molto più di un’attività commerciale. Sono luoghi di incontro, spazi attraversabili senza obbligo, realtà capaci di costruire legami con famiglie, scuole e associazioni. Il senso politico e culturale del bando sta proprio in questo passaggio: sostenere ciò che esiste, ma anche creare le condizioni perché nascano nuove librerie in una fase segnata da chiusure che suscitano preoccupazione.
La scelta del Comune di Milano prova dunque a rispondere a un’esigenza concreta: riportare funzioni vive negli spazi pubblici e, al tempo stesso, dare valore alla dimensione quotidiana della cultura. Ogni libreria che apre in un quartiere può diventare un presidio discreto ma decisivo, un punto di riferimento che tiene insieme lettura, relazioni e qualità urbana. Per questo il bando “Liber in libris” ha un peso che va oltre l’assegnazione di dieci locali: misura la volontà di investire sulla presenza dei libri come parte della vita della città.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to