Maturità 2026, tra le tracce anche Alzarsi all'alba dello scrittore milanese Mario Calabresi
18/06/2026
La prima prova della Maturità 2026 ha portato tra i banchi autori, temi e spunti pensati per misurare capacità di analisi, scrittura e riflessione personale. Nel quadro generale dell’esame, una delle tracce ha attirato in modo particolare l’attenzione: quella legata a Mario Calabresi, giornalista e scrittore scelto attraverso un brano tratto dal libro Alzarsi all’alba.
La scelta del ministero dell’Istruzione e del Merito ha acceso l’interesse attorno a un testo che parla di fatica, impegno e percorsi di vita segnati dalla costanza. Per molti studenti, chiamati a confrontarsi con la scrittura in una giornata carica di aspettative, il nome di Calabresi è diventato così uno dei riferimenti centrali della prova. Il giornalista, da parte sua, ha raccontato con sorpresa il momento in cui ha saputo di essere finito tra gli argomenti proposti ai maturandi.
La prima prova porta in aula il tema della fatica
Tra gli spunti messi a disposizione degli studenti per l’esame di Stato 2026, il brano tratto da Alzarsi all’alba è stato inserito nella tipologia C2, quella dedicata al tema di attualità. Una scelta che ha portato dentro la prova scritta un argomento vicino alla vita quotidiana: la fatica intesa come esperienza concreta, personale, fisica e mentale.
Il libro di Mario Calabresi, secondo quanto spiegato dallo stesso autore, nasce da un incontro con alcuni ragazzi prossimi alla Maturità. In quell’occasione il giornalista aveva augurato loro di incontrare nella vita molta fatica. Una frase che, letta fuori contesto, potrebbe suonare dura. Nel racconto di Calabresi, però, il senso è diverso: la fatica diventa una forma di crescita, una prova attraverso cui si costruisce una parte importante del proprio percorso.
Per gli studenti impegnati nella prima prova, il tema ha quindi offerto un terreno adatto a riflettere su lavoro, sacrificio e responsabilità. Non una traccia astratta, distante dall’esperienza dei ragazzi, ma un invito a ragionare su ciò che richiede tempo, impegno e resistenza.
Chi è il giornalista scelto per il tema
Mario Calabresi è nato a Milano nel 1970 ed è uno dei volti più conosciuti del giornalismo italiano. Nel corso della sua carriera ha guidato due quotidiani di rilievo nazionale: La Stampa, dal 2009 al 2015, e La Repubblica, dal 2016 al 2019.
La sua storia personale è legata anche alla figura del padre, il commissario Luigi Calabresi, ucciso nel 1972. Un elemento biografico che ha segnato la vita del giornalista e che si inserisce in un percorso pubblico costruito attraverso scrittura, cronaca e racconto della società.
Dopo gli studi in Storia all’Università statale di Milano, Calabresi ha seguito la formazione giornalistica presso l’Istituto Carlo De Martino. La sua carriera professionale è iniziata alla fine degli anni Novanta: dal 1997 è giornalista professionista, mentre nel 1998 è entrato all’Ansa come cronista parlamentare. L’anno dopo è passato a La Repubblica, prima di proseguire il suo percorso in altri ruoli di primo piano.
Dalle redazioni ai podcast, una carriera ampia
Prima di diventare direttore, Calabresi ha lavorato anche come inviato. Per La Stampa ha seguito gli attentati dell’11 settembre, una delle pagine più rilevanti della cronaca internazionale recente. La sua attività giornalistica, nel tempo, si è poi allargata oltre la carta stampata, fino ad arrivare al settore audio.
Oggi è cofondatore di Chora Media, realtà italiana dedicata ai podcast, di cui è alla guida. Questo passaggio conferma un percorso professionale che ha attraversato forme diverse del racconto giornalistico, dalla cronaca politica alla narrazione audio.
Proprio questa esperienza, costruita tra giornali, libri e nuovi linguaggi, aiuta a capire perché il suo nome sia stato inserito tra le tracce della Maturità. Calabresi porta con sé un profilo riconoscibile, legato alla scrittura e alla capacità di raccontare storie individuali dentro questioni più ampie.
La sorpresa di Calabresi dopo la scelta del Ministero
La presenza del suo libro tra le tracce non era attesa dallo stesso autore. Intervenuto a Radio24, Calabresi ha spiegato che non pensava di ritrovarsi tra i temi della Maturità. La notizia lo ha quindi colpito in modo diretto, anche per il legame tra il libro e gli studenti.
Parlando di Alzarsi all’alba, il giornalista ha ricordato che l’opera nasce proprio dal confronto con un gruppo di ragazzi in procinto di affrontare l’esame. Da lì sarebbe arrivata la riflessione sulla fatica, tema centrale del libro. Calabresi ha chiarito che il volume racconta persone che si alzano presto, che lavorano e non si sottraggono all’impegno richiesto dalla propria vita.
Nei giorni precedenti alla prova, alcuni studenti di un liceo di Fondi gli avevano scritto per dirgli che la loro tesina orale era stata ispirata proprio al suo libro. Un dettaglio che rende ancora più diretto il rapporto tra l’opera e il percorso scolastico dei maturandi.
L'episodio familiare e la battuta sulla traccia
Nel racconto di Calabresi c’è spazio anche per un episodio familiare. Le sue due figlie, infatti, si sono diplomate l’anno precedente e quindi non hanno trovato il brano del padre tra le tracce d’esame. Il giornalista ha riferito che le ragazze, con tono scherzoso, gli hanno detto di essere state fortunate: meglio che quella traccia non fosse uscita durante la loro Maturità.
La battuta chiude una vicenda che unisce scuola, giornalismo e vita privata. La presenza di Alzarsi all’alba nella prova scritta ha portato Calabresi al centro dell’attenzione degli studenti, trasformando il suo libro in un punto di partenza per ragionare sul valore dello sforzo.
Nel quadro della Maturità 2026, la traccia dedicata al suo lavoro si distingue quindi per un elemento preciso: parla ai ragazzi di ciò che spesso accompagna ogni passaggio importante. La fatica non viene raccontata come un ostacolo sterile, ma come una parte concreta del cammino personale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to