Lombardia, bando Nuova Impresa 2026: domande dal 30 aprile
21/04/2026
Aprirà alle ore 10 del 30 aprile 2026 il bando “Nuova Impresa” promosso da Regione Lombardia e gestito da Unioncamere Lombardia, misura che sostiene l’avvio di nuove attività attraverso contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 10 mila euro per ciascun beneficiario. La finestra per presentare domanda resterà aperta fino alle ore 12 del 29 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
Chi può partecipare e quali soggetti restano esclusi
Il bando è rivolto a micro, piccole e medie imprese attive e iscritte al Registro delle Imprese, con partita Iva attiva e sede legale e operativa in Lombardia, purché l’attivazione rientri nel periodo compreso tra il 1° giugno 2025 e il 31 dicembre 2026. Tra i destinatari figurano anche i lavoratori autonomi con domicilio fiscale in Lombardia, non iscritti al Registro delle Imprese, e i professionisti iscritti a un ordine, sempre con domicilio fiscale in regione e partita Iva individuale attiva.
Per i professionisti ordinistici, la misura riguarda chi ha dichiarato l’inizio dell’attività da non oltre quattro anni rispetto alla data della domanda e comunque entro il 31 dicembre 2026. La finalità è accompagnare le prime fasi dell’autoimprenditorialità e della nuova impresa, sostenendo investimenti già effettuati e collegati all’avvio dell’attività.
Sono invece esclusi i soggetti operanti nei settori dell’agricoltura, delle attività finanziarie e assicurative, oltre ad alcune attività specifiche come il commercio al dettaglio di articoli per adulti e le attività legate a lotterie, scommesse e case da gioco. Restano fuori anche le associazioni tra lavoratori autonomi e professionisti iscritti a un ordine, così come le nuove imprese che detengono apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.
Spese ammissibili, limiti e condizioni da rispettare
Il contributo copre il 50% del programma di spesa ritenuto ammissibile. Il progetto può comprendere spese in conto capitale e spese in parte corrente, ma almeno il 50% del totale deve essere costituito da investimenti in conto capitale. In questa categoria rientrano l’acquisto di macchinari, attrezzature, arredi, hardware, software gestionali, licenze, servizi cloud, brevetti e spese per marchi e certificazioni di qualità. Sono escluse, tra le altre, le spese per autoveicoli, veicoli in generale, smartphone e cellulari.
Tra le spese correnti ammissibili trovano spazio gli onorari notarili, i costi di costituzione, le consulenze per marketing, logistica, produzione, organizzazione, sistemi informativi, contrattualistica, contabilità e fiscalità, oltre ai canoni di locazione della sede e ai costi per il piano di comunicazione, compresa la realizzazione del sito internet, il dominio, il logo e le campagne promozionali. Le spese generali vengono riconosciute in modo forfettario fino al 7% delle altre voci ammesse.
Le spese devono essere già sostenute e quietanzate prima della presentazione della domanda, perché il bando opera a consuntivo, e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. Non sono ammissibili singole spese inferiori a 250 euro, né programmi di investimento sotto i 3 mila euro. Ogni domanda potrà contenere un massimo di 10 fatture, e per ogni pagamento dovranno risultare con chiarezza gli estremi delle fatture di riferimento.
Domande online e valutazione con procedura a sportello
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online a partire dalle ore 10 del 30 aprile. Ogni richiedente potrà presentare una sola domanda anche rispetto alle precedenti edizioni del bando, salvo rinuncia formale alla richiesta già inoltrata oppure mancata ammissione di una domanda precedente.
La selezione seguirà una doppia fase. La prima sarà un’istruttoria formale a sportello, basata sull’ordine cronologico di arrivo delle richieste e finalizzata a verificare requisiti, regolarità della documentazione e ammissibilità delle spese. La seconda sarà un’istruttoria tecnica a punteggio, che terrà conto della coerenza del progetto con le finalità del bando e della presenza di elementi legati a innovazione, transizione verde e transizione digitale. Un impianto che punta a finanziare nuove attività già avviate, premiando quelle più solide sotto il profilo progettuale e più orientate all’evoluzione del sistema economico regionale.
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