Affitti transitori, Milano supera di oltre 7 euro al metro quadro la media nazionale
26/07/2026
Milano conserva un primato poco favorevole per chi deve trovare casa soltanto per alcuni mesi. Il capoluogo lombardo è infatti la città italiana più costosa per gli affitti transitori, con un prezzo medio richiesto pari a 25,5 euro al metro quadro. Il dato supera nettamente quello nazionale e conferma quanto il mercato abitativo milanese rimanga difficile da affrontare, nonostante nell’ultimo anno sia emerso un leggero rallentamento.
La situazione è fotografata dall’analisi dedicata alle locazioni con una durata compresa tra 30 giorni e 18 mesi. Una formula utilizzata per rispondere a esigenze abitative limitate nel tempo, ma che a Milano continua a essere caratterizzata da valori particolarmente elevati.
Milano supera di oltre 7 euro la media nazionale
Il divario tra Milano e il resto del Paese appare evidente. In Italia, in media il prezzo degli affitti transitori si aggira sui 18,2 euro al metro quadro, contro i 25,5 euro registrati nel capoluogo lombardo. La differenza supera quindi i sette euro per ogni metro quadrato.
Milano occupa il primo posto tra le venti città prese in esame, precedendo altri importanti centri urbani come Bologna, Firenze e Roma. Il primato resta invariato anche se il canone medio milanese è diminuito dell’1% rispetto all’anno precedente.
Questo lieve arretramento non è sufficiente a cambiare la posizione della città nella classifica nazionale. I prezzi continuano infatti a collocarsi su livelli difficilmente paragonabili a quelli della maggior parte degli altri capoluoghi italiani. Anche una variazione negativa contenuta assume quindi un peso relativo, perché avviene dopo una lunga fase di crescita.
I canoni sono aumentati del 34% dal 2021
Per comprendere l’attuale situazione non basta osservare il confronto con l’anno precedente. Allargando lo sguardo al medio periodo, emerge che a Milano i prezzi degli affitti transitori sono cresciuti del 34% rispetto al 2021.
L’aumento accumulato negli ultimi anni spiega perché la riduzione dell’1% non possa ancora essere interpretata come un vero ritorno verso valori più accessibili. Il mercato sembra piuttosto essere entrato in una fase di assestamento dopo una progressione particolarmente intensa.
Un andamento simile, pur con differenze rilevanti da una città all’altra, interessa l’intero Paese. La media nazionale è salita del 35% dal 2021, mentre nell’ultimo anno l’incremento si è fermato all’1%. I dati mostrano dunque un rallentamento generale, ma i prezzi raggiunti durante la precedente fase espansiva restano elevati.
Nel caso di Milano, il ridimensionamento appare ancora più evidente perché interessa una città che partiva già da valori superiori alla media. Il modesto calo annuale interrompe la crescita, senza però cancellare l’aumento maturato nel corso degli ultimi cinque anni.
A Milano diminuiscono sia la domanda sia l’offerta
Il mercato milanese mostra segnali di raffreddamento anche sul fronte delle richieste e degli immobili disponibili. Nell’ultimo anno, la domanda di affitti transitori è scesa del 5%, mentre l’offerta ha registrato una contrazione del 4%.
La diminuzione procede quindi in modo quasi parallelo. Ci sono meno persone alla ricerca di una sistemazione temporanea, ma anche un numero inferiore di abitazioni proposte attraverso questa formula. La contemporanea riduzione dei due indicatori contribuisce a mantenere il mercato in una condizione di sostanziale equilibrio, senza produrre una discesa significativa dei canoni.
Il dato sui prezzi, limitato a un calo dell’1%, appare coerente con questo scenario. Una domanda meno vivace potrebbe favorire una maggiore stabilità, ma la minore disponibilità di alloggi impedisce che la flessione delle richieste si traduca immediatamente in una riduzione più marcata.
Milano resta così una realtà distinta nel panorama nazionale: la pressione sul mercato si attenua leggermente, mentre il costo medio continua a occupare il livello più alto tra le città analizzate.
Prezzi in rallentamento, ma le città seguono strade diverse
Il quadro italiano degli affitti transitori non è uniforme. Alcune città continuano a registrare aumenti consistenti, mentre altre mostrano una flessione. Tra i rialzi annuali più rilevanti figura Trieste, dove i canoni sono cresciuti del 29%. Seguono Torino con un aumento dell’11% e Brescia e Verona, entrambe con un incremento dell’8%.
Roma registra invece una crescita più contenuta, pari al 4%, accompagnata da un aumento della domanda della stessa entità. Sul versante opposto, Messina presenta una riduzione dell’11%, mentre a Como i prezzi scendono del 9%. Firenze perde il 2%, mentre Bologna condivide con Milano una contrazione dell’1%.
Le differenze confermano l’esistenza di mercati locali con dinamiche molto diverse. Il rallentamento nazionale non determina automaticamente una discesa generalizzata dei canoni, ma segnala la fine della fase di crescita uniforme osservata negli anni precedenti.
Milano rimane il caso più significativo per il livello raggiunto dai prezzi. I 25,5 euro al metro quadro mantengono la città saldamente al vertice, anche in presenza di domanda, offerta e canoni in lieve diminuzione. Per ora, il rallentamento ha fermato la corsa, ma non ha modificato il primato milanese.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to