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Tumore al polmone, parte lo screening gratuito in Lombardia: come funziona

22/07/2026

Close-up shot of a medical ECG monitor displaying heart rate and oxygen levels, essential for patient monitoring.

La Lombardia ha avviato un nuovo programma gratuito dedicato alla diagnosi precoce del tumore del polmone. Le prime attività si sono svolte al Policlinico San Matteo di Pavia, dove sono state effettuate tre Tac toraciche a basso dosaggio. Gli esami, eseguiti su cittadini già sottoposti a monitoraggio clinico, non hanno rilevato lesioni sospette.

L’iniziativa regionale non si concentra soltanto sull’individuazione della malattia nelle sue fasi iniziali. Il progetto comprende anche un percorso di assistenza rivolto alle persone che fumano, considerate maggiormente esposte al rischio di sviluppare una neoplasia polmonare.

Le prime Tac eseguite al Policlinico San Matteo

Pavia rappresenta il primo punto di applicazione concreta del programma. L’attività sul territorio è coordinata dall’ATS locale, mentre gli accertamenti diagnostici vengono effettuati attraverso una Tac al torace a basso dosaggio.

I primi tre cittadini coinvolti erano già inseriti in un percorso di controllo sanitario. In nessuno dei casi esaminati sono emersi segnali riconducibili a lesioni sospette. Questo primo gruppo di esami segna comunque l’avvio operativo di un progetto destinato a coinvolgere progressivamente una platea più ampia.

La Tac a basso dosaggio permette di controllare il torace attraverso un esame non invasivo, utilizzato all’interno del programma per anticipare l’eventuale individuazione della malattia. La diagnosi precoce costituisce infatti l’obiettivo centrale dello screening, che porta la prevenzione direttamente all’interno dell’organizzazione sanitaria regionale.

La gratuità degli accertamenti rappresenta un altro elemento rilevante. Il programma viene inserito nell’offerta pubblica lombarda con l’obiettivo di costruire un percorso strutturato, nel quale l’esame diagnostico costituisce soltanto una delle fasi previste.

Chi può partecipare allo screening gratuito

Nella fase iniziale, il progetto si rivolge ai cittadini con un’età compresa tra 60 e 64 anni che sono forti fumatori oppure hanno fumato in passato. L’età, quindi, non è l’unico criterio preso in considerazione: il programma guarda in modo particolare alle persone caratterizzate da una maggiore esposizione al principale fattore di rischio della malattia.

La Regione prevede successivamente di ampliare il numero dei possibili partecipanti. L’obiettivo indicato è arrivare a comprendere gradualmente la popolazione tra i 55 e i 74 anni, mantenendo l’attenzione sui soggetti maggiormente esposti.

L’allargamento non avverrà necessariamente in un’unica fase. Il programma parte da una fascia anagrafica più circoscritta e potrà estendersi nel tempo, seguendo lo sviluppo della rete sanitaria e delle attività organizzate sul territorio.

Questo approccio permette di mettere inizialmente alla prova il funzionamento del percorso, partendo dai cittadini già sottoposti a controlli e dalle persone considerate maggiormente a rischio. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle modalità di adesione per la futura platea allargata.

Dalla diagnosi precoce al sostegno per smettere di fumare

Una delle caratteristiche principali del progetto lombardo è il collegamento tra lo screening e l’assistenza contro il tabagismo. La persona che partecipa al controllo e continua a fumare viene indirizzata immediatamente al Centro Antifumo dell’ASST di Pavia.

Il cittadino non riceve quindi soltanto l’accertamento diagnostico, ma viene accompagnato anche in un percorso specialistico pensato per favorire l’abbandono del fumo. Il programma unisce così due differenti livelli di prevenzione: da una parte la ricerca anticipata di eventuali anomalie, dall’altra l’intervento sul più importante fattore di rischio associato al tumore polmonare.

Questa impostazione punta a offrire una presa in carico più completa. L’esito negativo di una Tac non conclude necessariamente il rapporto con la struttura sanitaria, soprattutto quando la persona continua a fumare. Il passaggio al servizio antifumo consente di proseguire il percorso attraverso un’assistenza dedicata.

Lo screening assume quindi una funzione più ampia rispetto al solo controllo radiologico. Diventa anche un’occasione per entrare in contatto con chi potrebbe avere bisogno di un sostegno professionale per modificare le proprie abitudini.

Una rete regionale organizzata con centri Hub e Spoke

Il piano lombardo prevede la creazione di una rete composta da centri Hub e Spoke distribuiti sul territorio. Le strutture coinvolte avranno il compito di effettuare gli esami e seguire i cittadini nelle diverse fasi del programma.

Il modello organizzativo dovrebbe consentire di integrare le attività diagnostiche con l’assistenza antifumo, evitando che i due interventi rimangano separati. La prevenzione del tumore del polmone viene così costruita come un percorso coordinato, nel quale controllo, monitoraggio e sostegno specialistico fanno parte della stessa strategia.

Il programma è stato formalmente avviato nell’intera regione ed è coerente con le indicazioni del Piano Oncologico Nazionale. Le prime Tac effettuate a Pavia rappresentano dunque l’inizio di un’attività destinata a svilupparsi anche attraverso gli altri nodi della rete.

La sfida sarà trasformare questo primo avvio in un sistema accessibile e continuativo. Per la Lombardia, il nuovo screening segna un passo importante verso una prevenzione capace di affiancare alla diagnosi anticipata un intervento concreto contro il fumo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to