Truffe ad anziane a Monza, arrestati due uomini dopo i raggiri
15/06/2026
Due uomini italiani, di 45 e 35 anni, sono stati arrestati nel pomeriggio dell’8 giugno dalle Squadre mobili delle Questure di Milano e di Monza e Brianza per due episodi avvenuti a Monza ai danni di anziane donne. Le accuse contestate sono furto in abitazione e truffa aggravata. In entrambi i casi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime sarebbero state contattate al telefono da falsi appartenenti alle Forze dell’Ordine e convinte a consegnare denaro e gioielli a persone presentatesi poi nelle loro abitazioni.
Il primo intervento dopo il pedinamento da via Arosio
Le indagini si inseriscono nell’attività di prevenzione e controllo intensificata nelle ultime settimane nei territori di Milano, Monza e Brianza per contrastare le truffe ai danni degli anziani. Nel corso di uno di questi servizi, nella tarda mattinata di lunedì 8 giugno, personale della Squadra mobile di Milano ha notato nella zona dei giardini di via Arosio, a Monza, un uomo che appariva nervoso e controllava ripetutamente il telefono cellulare.
Dopo aver ricevuto una chiamata, l’uomo è salito su un taxi ed è stato seguito fino a via Mentana. Da lì si è spostato a piedi, continuando a parlare al telefono, fino a uno stabile di via Bracco, dove è entrato dopo aver citofonato. Pochi minuti dopo è uscito rapidamente dal condominio ed è stato bloccato dagli agenti in appostamento.
Durante il controllo, nella borsa dell’uomo sono stati trovati oro, preziosi e 660 euro in contanti. Il sospettato non ha saputo fornire giustificazioni sulla provenienza dei beni. Gli agenti hanno quindi individuato al secondo piano dello stabile una donna in forte stato di agitazione, non udente e con apparecchio acustico, che ha raccontato di aver consegnato poco prima tutti i suoi preziosi a uno sconosciuto.
La telefonata del falso maresciallo e i gioielli sottratti
Secondo il racconto della vittima, la donna era stata raggiunta da più telefonate di un sedicente maresciallo dei Carabinieri, sia sull’utenza fissa sia sul cellulare. L’uomo le avrebbe riferito di una rapina in una gioielleria di Monza e l’avrebbe convinta a raccogliere in casa oro, gioielli e contanti per consentire presunte verifiche sulla legittima provenienza dei beni.
Poco dopo, un secondo uomo si sarebbe presentato al citofono qualificandosi come appartenente all’Arma. Mentre la donna era ancora impegnata al telefono con il complice, avrebbe approfittato della distrazione per portare via un sacchetto contenente sette anelli in oro, una collana in oro con orologio a ciondolo, tre collane in oro, due orologi in oro, una collana di perle, due spille, cinque medaglie e un braccialetto con ciondolo e rubini. Il valore complessivo dei beni è stato stimato in circa 20 mila euro.
Al termine degli accertamenti, sentito il pubblico ministero di turno della Procura di Monza, il 35enne, residente in provincia di Napoli, è stato arrestato per truffa.
Secondo caso a Villasanta: sottratti altri gioielli
Nelle stesse ore, personale della Squadra mobile di Monza e Brianza seguiva un altro uomo sospetto, sempre nella zona di via Arosio. L’uomo entrava e usciva più volte dalla stazione ferroviaria di Monza, mantenendo continue conversazioni telefoniche. Dopo oltre tre ore di osservazione, intorno alle 14, è salito su un taxi diretto a Villasanta.
Gli agenti lo hanno seguito fino a via Fratelli Bandiera. Da lì il sospettato si è diretto verso via Manin, dove è entrato in uno stabile dopo aver citofonato. Uscito pochi minuti dopo, è stato fermato e trovato in possesso di numerosi gioielli e di 110 euro. L’uomo avrebbe ammesso di essersi appena recato in un’abitazione per ritirare preziosi per conto di complici che avevano raggirato telefonicamente la vittima.
La donna, 78 anni, ha riferito di essere stata contattata più volte, per oltre un’ora, da persone che si erano presentate come appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Intimorita, avrebbe fornito l’indirizzo di casa e preparato parte dei gioielli, come richiesto al telefono. Il falso incaricato, presentato come funzionario del Tribunale, una volta entrato nell’abitazione avrebbe prelevato i preziosi dalla camera da letto e avrebbe convinto la vittima a togliere anche quelli che indossava.
Misure cautelari dopo i processi per direttissima
Nel corso della perquisizione, il 45enne è stato trovato con 110 euro, cinque collanine d’oro, sette anelli, cinque orecchini e due ciondoli, tutti in oro, per un valore complessivo di diverse migliaia di euro. Dopo gli accertamenti e il confronto con il pubblico ministero di turno, l’uomo è stato arrestato per furto in abitazione.
I processi per direttissima si sono svolti nella mattinata del 9 giugno. Nei confronti del 45enne, già gravato da precedenti specifici per truffa ai danni di anziani, furto, reati contro la persona e in materia di stupefacenti, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Per il 35enne, con precedenti per truffe commesse con modalità differenti, è stata invece applicata la misura del divieto di dimora in Lombardia.
A entrambe le vittime, al momento della denuncia, sono stati restituiti tutti i beni preziosi e il denaro sottratti. L’operazione conferma l’attenzione investigativa sul fenomeno dei raggiri agli anziani, spesso costruiti attraverso telefonate insistenti, falsi allarmi giudiziari e la presenza di complici incaricati di ritirare denaro o gioielli direttamente nelle abitazioni.
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