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Tetti verdi e Navigli riaperti: cosa prevede il nuovo Piano di Milano

25/07/2026

Bustling evening at Naviglio Grande in Milan during sunset.

Milano comincia a delineare una strategia di lungo periodo per tutelare il paesaggio urbano, il suolo e la biodiversità. Sono stati presentati i documenti iniziali del Piano del Verde e del Paesaggio, un progetto ancora in fase di elaborazione e destinato a orientare le future trasformazioni della città. Tra le proposte compare anche un tema discusso da anni: la riapertura dei Navigli, con il possibile collegamento tra la Martesana e la Darsena.

Una bozza aperta ai contributi fino al 31 agosto

Quello illustrato dal Comune non è ancora un documento definitivo. La bozza è stata sottoposta ai soggetti coinvolti nella procedura di verifica, chiamati a esaminarne contenuti e obiettivi. Osservazioni e contributi potranno essere presentati entro il 31 agosto, permettendo di intervenire sul progetto prima delle successive fasi del suo percorso.

Il Piano nasce con l’obiettivo di fornire alla città una visione organica. Il verde non viene considerato come un semplice insieme di parchi, giardini e alberature, ma come una componente più ampia del paesaggio milanese. L’attenzione comprende infatti il suolo, le aree naturali, i corsi d’acqua, gli spazi agricoli e tutti gli elementi che contribuiscono alla biodiversità urbana e periurbana.

Il documento preliminare è composto da due parti strettamente collegate. La prima costruisce un quadro conoscitivo del sistema del verde, analizzandone caratteristiche, potenzialità e punti critici. La seconda assume invece un carattere strategico e operativo, individuando gli interventi ritenuti prioritari per proteggere, ampliare e mettere in relazione il patrimonio ambientale cittadino.

Diciassette azioni per proteggere suolo e biodiversità

La bozza contiene 17 azioni suddivise in cinque categorie. Attraverso queste misure il Comune intende definire una serie di interventi dedicati alla tutela e alla valorizzazione delle risorse ambientali presenti nel territorio milanese.

Una parte importante del Piano riguarda la conservazione del suolo libero e non edificato. L’intenzione è proteggere gli spazi che non sono ancora stati interessati da costruzioni, insieme agli habitat, agli ecosistemi e alle aree agricole. Nel progetto rientrano anche i corsi d’acqua e gli altri elementi considerati rilevanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

Le azioni non si limitano alla protezione di ciò che esiste. Il documento prevede anche l’incremento del patrimonio verde, la connessione tra gli spazi già presenti e l’introduzione di soluzioni innovative. Il risultato dovrebbe essere un sistema più coordinato, nel quale le diverse componenti ambientali non siano trattate come realtà isolate.

Nuovi spazi vegetali su tetti, pareti e aree pavimentate

Tra gli interventi inseriti nella bozza compare la realizzazione di nuovi spazi vegetali, che potranno trovare posto anche sui tetti e sulle pareti degli edifici. Il Piano amplia quindi il concetto tradizionale di verde urbano, prendendo in considerazione superfici che normalmente non vengono associate alla presenza di vegetazione.

Un altro fronte riguarda le depavimentazioni. In alcune aree potrà essere rimossa la pavimentazione esistente per recuperare superfici da destinare al verde. Questa impostazione si inserisce nel più ampio obiettivo di preservare il suolo e valorizzare gli spazi disponibili all’interno della città.

Il documento affronta inoltre il rapporto tra le cosiddette vie verdi e le vie blu. Per favorire la loro connessione viene ipotizzata la rimozione delle interruzioni presenti lungo i corsi d’acqua. Verde e acqua diventano così parti dello stesso disegno, pensato per mettere in comunicazione elementi che oggi possono risultare separati o discontinui.

La riapertura dei Navigli torna nei progetti di Milano

Il passaggio destinato ad attirare maggiore attenzione riguarda la riapertura dei Navigli. La proposta, sostenuta dal referendum cittadino del 2011, viene inserita nel Piano del Verde e del Paesaggio e torna così all’interno della programmazione per il futuro di Milano.

Il progetto richiamato nella bozza prevede di intervenire sul collegamento mancante fra la Martesana e la Darsena, oltre che sul sistema dei Navigli nel centro della città. La prospettiva è quindi quella di recuperare una continuità oggi assente, mettendo in relazione la rete delle acque con le altre componenti ambientali considerate dal Piano.

Non si tratta, tuttavia, di un intervento immediato. Il tema resta condizionato da un ostacolo rilevante: l’elevato costo dell’operazione. Anche per questo motivo l’inserimento nel documento non equivale all’avvio dei lavori, ma conferma che l’ipotesi continua a far parte delle possibilità valutate per lo sviluppo futuro della città.

La bozza apre dunque un percorso ancora tutto da definire. Dalla tutela del suolo ai tetti verdi, passando per le depavimentazioni e il recupero dei corsi d’acqua, Milano prova a costruire una strategia capace di riunire paesaggio, natura e biodiversità. In questo quadro, il ritorno dei Navigli rappresenta il progetto più ambizioso, ma anche quello accompagnato dalle maggiori incognite.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.