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Spreco alimentare, ecco le città italiane più virtuose: Milano guida la classifica

03/07/2026

Spreco alimentare, ecco le città italiane più virtuose: Milano guida la classifica

Lo spreco alimentare continua ad avere un peso rilevante in Italia, sia dal punto di vista ambientale sia per le conseguenze economiche sulle famiglie. Ogni anno vengono gettate oltre 8,1 milioni di tonnellate di cibo, mentre il costo medio dello spreco viene stimato in circa 378 euro per persona.

Dietro queste cifre si nasconde un fenomeno complesso, che coinvolge consumatori, negozi, supermercati, ristoranti e l’intera filiera agroalimentare. Ridurre la quantità di alimenti che finiscono nei rifiuti richiede quindi un impegno condiviso, fatto di scelte più consapevoli, una migliore organizzazione degli acquisti e strumenti capaci di mettere in contatto le attività commerciali con i cittadini.

Una nuova mappa elaborata da Too Good To Go mostra quali città italiane si sono distinte maggiormente nella lotta contro lo spreco durante l’ultimo anno. Le grandi aree metropolitane occupano le prime posizioni, ma dalla classifica emerge anche una partecipazione crescente da parte dei centri di medie e piccole dimensioni.

Milano è la città italiana con il maggiore impatto

Al primo posto della classifica si trova Milano, che ha avuto il maggiore impatto nel ridurre lo spreco alimentare. Il risultato deriva dall’elevata partecipazione degli utenti, dalla presenza di numerose attività aderenti e dalla quantità significativa di pasti recuperati.

Il capoluogo lombardo conferma così il proprio ruolo di riferimento nazionale nella diffusione delle soluzioni antispreco. Bar, panetterie, ristoranti, supermercati e altri esercizi commerciali possono proporre a prezzi ridotti i prodotti rimasti invenduti, evitando che alimenti ancora consumabili vengano eliminati alla fine della giornata.

Al secondo posto si colloca Roma, dove il sistema ha raggiunto una diffusione ampia e consolidata. La capitale può contare su una rete estesa di attività e su un numero elevato di persone interessate ad acquistare prodotti alimentari a prezzi convenienti.

La vera sorpresa del podio è però Firenze. Pur essendo soltanto la nona città italiana per popolazione, il capoluogo toscano conquista la terza posizione per impatto nella riduzione dello spreco. Il dato dimostra che le dimensioni di una città non rappresentano l’unico elemento decisivo: contano anche la partecipazione della comunità e la capacità delle attività locali di aderire alle iniziative.

L'impegno di Torino e Bologna

Subito dopo Milano, Roma e Firenze si trovano Torino e Bologna. Entrambe le città hanno ottenuto risultati costanti nel tempo e mostrano un approccio ormai radicato nei confronti della lotta allo spreco alimentare.

La diffusione delle applicazioni dedicate al recupero del cibo invenduto ha trasformato un’abitudine sostenibile in un gesto quotidiano. Le persone possono prenotare confezioni di prodotti rimasti disponibili e ritirarle direttamente presso il punto vendita, pagando un prezzo inferiore rispetto al valore originario.

Questo modello offre un vantaggio alle attività commerciali, che riescono a recuperare almeno una parte del valore economico degli alimenti, e ai consumatori, che possono ridurre le spese. Dalla sua introduzione in Italia, Too Good To Go avrebbe contribuito a generare oltre 310 milioni di euro di risparmio complessivo per gli utenti.

Emilia-Romagna e Veneto protagonisti tra le città medie

La mappa non riguarda soltanto le metropoli. Tra i centri di medie dimensioni emergono diverse città dell’Emilia-Romagna, tra cui Modena, Reggio Emilia e Rimini. In Veneto si distinguono invece Verona e Padova.

Questi risultati indicano che la sensibilità nei confronti dello spreco alimentare sta crescendo anche al di fuori delle aree urbane più grandi. L’adesione delle attività commerciali permette di ampliare l’offerta disponibile, mentre il passaparola tra gli utenti favorisce la diffusione di comportamenti più responsabili.

Nel Sud Italia il risultato più significativo appartiene a Napoli. La città ha registrato un aumento percentuale a doppia cifra nel numero dei pasti salvati. A sostenere questa crescita sono stati sia il maggiore coinvolgimento dei commercianti sia la risposta positiva dei cittadini.

Napoli diventa così il principale punto di riferimento del Mezzogiorno, mostrando come il contrasto allo spreco possa svilupparsi rapidamente quando domanda e offerta riescono a incontrarsi attraverso strumenti semplici.

Cuneo, Varese e Trento sono le città che crescono di più

Un altro elemento interessante riguarda le città che hanno registrato il maggiore aumento della consapevolezza rispetto all’anno precedente. In questa categoria spiccano Cuneo, Varese e Trento.

Si tratta di realtà più piccole rispetto ai grandi capoluoghi presenti ai vertici della classifica, ma capaci di accelerare il coinvolgimento degli utenti e delle attività locali. La loro crescita conferma che il cambiamento non dipende esclusivamente dal numero di abitanti.

Anche una comunità più contenuta può ottenere risultati rilevanti quando cittadini, commercianti e istituzioni condividono lo stesso obiettivo. Il recupero di un singolo pasto può sembrare un’azione limitata, ma la somma di migliaia di gesti quotidiani produce un impatto concreto.

Ridurre lo spreco significa anche risparmiare

La lotta allo spreco alimentare assume un valore ancora maggiore in una fase caratterizzata dall’aumento del costo della vita e dei prezzi dei prodotti alimentari. Recuperare il cibo invenduto permette di coniugare sostenibilità e convenienza economica, trasformando la riduzione dei rifiuti in un’opportunità per alleggerire la spesa.

Nel 2025, attraverso Too Good To Go, sarebbero stati salvati in Italia circa 7,8 milioni di pasti, con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo più di due milioni di nuovi utenti avrebbero scaricato l’applicazione.

Secondo le stime della piattaforma, l’acquisto regolare di una Surprise Bag alla settimana e di una Box Dispensa al mese potrebbe generare un risparmio potenziale superiore agli 800 euro all’anno per persona.

La classifica delle città più virtuose racconta quindi un cambiamento che si sta estendendo su tutto il territorio nazionale. Milano mantiene la leadership, Roma e Firenze completano il podio, mentre numerosi centri più piccoli avanzano rapidamente. Salvare il cibo significa ridurre i rifiuti, limitare l’impatto ambientale e proteggere il bilancio delle famiglie.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to