Primavera record a Milano: mai così calda dal 1897 a oggi
15/06/2026
La primavera del 2026 entra negli archivi meteo di Milano con un dato netto: è stata la più calda mai registrata dall’inizio della serie storica digitalizzata, partita dal 1897. A certificarlo sono le misurazioni dell’osservatorio meteorologico Milano Duomo, attraverso la stazione di Milano Centro, collocata nella sede centrale dell’università Statale. Il trimestre ha chiuso con una temperatura media di 17,1 gradi, valore che supera ogni precedente rilevazione disponibile.
Il dato non riguarda un singolo episodio isolato. La stagione ha mostrato un quadro costante, segnato da caldo precoce, valori notturni elevati, scarsità di piogge in aprile e una fase finale di maggio con temperature pienamente estive. In primavera sono state registrate nove notti tropicali, un numero molto superiore rispetto alla media del periodo, insieme a un intervallo di 19 giorni senza precipitazioni tra la fine di marzo e la metà di aprile.
Milano archivia una primavera mai così calda
Il valore medio di 17,1 gradi colloca la primavera 2026 al primo posto nella serie storica milanese. Il confronto con i periodi climatici di riferimento rende il dato ancora più significativo. Rispetto alla media del trentennio 1991-2020, usato dall’Organizzazione meteorologica mondiale per descrivere il clima recente, l’aumento è stato di 2,3 gradi.
Il distacco cresce se il confronto viene effettuato con il trentennio 1961-1990, spesso utilizzato negli studi legati ai cambiamenti del clima. In quel caso la differenza arriva a 3,6 gradi. La stagione, quindi, non si è limitata a superare di poco i valori abituali: ha segnato uno scarto ampio, distribuito su gran parte del trimestre.
La fondazione Omd, osservatorio meteorologico Milano Duomo, ha raccolto i dati dalla stazione di Milano Centro. Le rilevazioni descrivono una primavera caratterizzata da temperature superiori alla norma sia durante il giorno sia nelle ore notturne, con una continuità che ha reso il trimestre anomalo fin dalle prime settimane.
Le notti calde hanno pesato quanto le giornate
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le temperature minime. La media primaverile delle minime è stata pari a 13,1 gradi, mentre il valore atteso sarebbe stato di 10,7 gradi. Si tratta del livello più alto mai registrato per il trimestre, un segnale che mostra quanto il caldo abbia inciso anche durante la notte.
Le massime hanno raggiunto una media di 21,9 gradi. Questo valore non rappresenta il record assoluto, perché resta alle spalle del dato del 2007, ma conferma una stagione molto calda anche nelle ore centrali della giornata. La combinazione tra minime elevate e massime sostenute ha spinto la media complessiva verso il primato.
Il mese più fuori scala è stato aprile. La temperatura media ha toccato 17,9 gradi, contro un valore normale di 14,5 gradi. Dal 1897, solo gli aprili del 2007 e del 2011 avevano fatto registrare dati più alti. Anche marzo e maggio sono rimasti sopra la media, con valori rispettivamente di 12,6 gradi e 20,8 gradi.
Maggio ha portato tre giorni da piena estate
Nel corso della primavera le temperature sono rimaste quasi sempre sopra i valori attesi. L’unica fase più fresca è arrivata nella seconda decade di maggio, quando la media è scesa a 16,9 gradi, al di sotto dei 18,8 gradi considerati normali per quel periodo.
Il quadro è cambiato in modo netto nella parte finale del mese. La seconda decade di aprile aveva già registrato una media di 18,1 gradi, con uno scarto positivo di 4,1 gradi. Il divario più marcato, però, si è verificato nell’ultima decade di maggio, quando un’ondata di caldo anticipata ha portato la media a 27 gradi, cioè 6,2 gradi oltre il riferimento climatico.
In quella fase Milano ha vissuto tre giornate consecutive con massime pari o superiori a 35 gradi. Il 27 maggio è diventato il giorno simbolo della stagione: la massima ha raggiunto 35,8 gradi, mentre la minima non è scesa sotto i 24,7 gradi. Entrambi i dati hanno fissato nuovi record mensili.
Le piogge sono mancate soprattutto ad aprile
Il caldo si è accompagnato a una primavera più asciutta del normale. Nel trimestre sono caduti 183,6 millimetri di pioggia, contro una media stagionale di 237,5 millimetri. Il deficit non è stato distribuito in modo uniforme, perché marzo e maggio hanno mostrato accumuli vicini alle attese.
A marzo sono stati misurati 61,3 millimetri, mentre maggio ha chiuso con 103,7 millimetri. Il mese più secco è stato aprile, con appena 18,6 millimetri rispetto a una media storica di 80,2 millimetri. Proprio tra la fine di marzo e la metà di aprile, la stazione meteorologica ha registrato 19 giorni consecutivi senza pioggia.
Le giornate più piovose sono state due: il 14 marzo, con 31,8 millimetri, e il 28 maggio, con 31,9 millimetri. Il primo temporale dell’anno è arrivato il 25 marzo ed è stato accompagnato da grandine. Fenomeni simili sono stati poi osservati anche nei mesi successivi della stagione.
Il vento ha raccontato un’altra parte della stagione
Oltre a caldo e piogge, le rilevazioni della fondazione Omd hanno descritto il comportamento dei venti. Nel corso del trimestre primaverile, le correnti sono arrivate con maggiore frequenza dai settori orientali. Le velocità più alte, invece, sono state legate a venti provenienti da nord-ovest.
La raffica più intensa della stagione ha raggiunto 62,7 chilometri orari. Il dato è stato registrato nel tardo pomeriggio del 26 marzo, durante un forte episodio di Föhn. Questo vento, caldo e secco, scende dalle Alpi verso la pianura e può far salire rapidamente le temperature.
La primavera 2026, quindi, lascia a Milano un insieme di dati molto chiaro: caldo persistente, notti insolitamente miti, aprile povero di piogge e una chiusura di maggio da record. Una stagione che, nei numeri dell’osservatorio Milano Duomo, supera tutte quelle finora archiviate dal 1897.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to