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Policlinico di Milano: arrivano due nuovi robot chirurgici di ultima generazione

05/08/2026

Policlinico di Milano
Foto Instagram Policlinico di Milano

Il Policlinico di Milano compie un nuovo passo nel campo della chirurgia avanzata. La struttura sanitaria si prepara ad accogliere due sistemi robotici di ultima generazione, provenienti dalla Cina, che entreranno in funzione gradualmente. Le piattaforme saranno poi integrate nel nuovo Hub chirurgico previsto all’interno del Padiglione Sforza.

L’investimento amplia le tecnologie già disponibili in ospedale e apre una fase importante per lo sviluppo degli interventi mininvasivi. Il Policlinico diventa così la prima struttura pubblica italiana a introdurre questi particolari sistemi, guardando anche a un mercato tecnologico internazionale sempre più ampio e competitivo.

Due piattaforme che si aggiungono ai robot già presenti

I nuovi dispositivi non sostituiranno le apparecchiature utilizzate attualmente. Saranno affiancati alle piattaforme robotiche già operative, aumentando la capacità dell’ospedale di programmare interventi nei settori in cui questa tecnologia è ormai consolidata.

La scelta consente al Policlinico di Milano di esplorare soluzioni sviluppate da nuovi produttori internazionali. Negli ultimi anni, infatti, anche le aziende asiatiche hanno aumentato gli investimenti nella ricerca e nella progettazione di strumenti destinati alla chirurgia. L’arrivo dei due robot provenienti dalla Cina rappresenta quindi un’apertura verso tecnologie emergenti che potranno essere valutate direttamente nell’attività clinica.

Il dato più significativo riguarda il ruolo della struttura milanese: si tratta del primo ospedale pubblico in Italia a introdurre queste piattaforme robotiche di nuova generazione.

Il nuovo Hub chirurgico avrà 26 sale operatorie

La destinazione finale dei due sistemi sarà il polo chirurgico del Padiglione Sforza, attualmente al centro del progetto di rinnovamento del Policlinico. L’Hub disporrà di 26 sale operatorie pensate per integrare differenti tecnologie all’interno dello stesso ambiente.

Robotica, strumenti digitali, imaging avanzato e tecniche mininvasive potranno così lavorare insieme. Non si tratta soltanto di inserire nuove macchine nelle sale, ma di costruire spazi organizzati fin dall’inizio per sostenere l’evoluzione della pratica chirurgica.

Il nuovo polo dovrebbe permettere alle équipe di utilizzare le piattaforme in maniera più coordinata, valorizzando le caratteristiche di ciascun sistema. L’obiettivo è ampliare le possibilità operative dell’ospedale e rendere la chirurgia robotica disponibile per un maggior numero di procedure.

In quali interventi saranno utilizzati i nuovi robot

Le piattaforme troveranno spazio nelle specialità in cui la robotica è già impiegata con maggiore frequenza. Gli ambiti indicati comprendono chirurgia addominale, urologia, ginecologia, chirurgia toracica ed epatica.

Il robot non sostituisce il medico e non svolge l’intervento autonomamente. È uno strumento controllato dal chirurgo, progettato per offrire una visualizzazione molto dettagliata dell’area da trattare e una maggiore precisione nell’esecuzione dei movimenti.

Queste caratteristiche possono aiutare l’équipe a operare in modo più controllato e a gestire i tessuti con particolare accuratezza. Per il paziente ciò può tradursi in un percorso postoperatorio più favorevole, soprattutto quando la tecnologia viene impiegata da professionisti con una preparazione specifica.

I nuovi sistemi presentano anche funzioni evolute legate alla qualità delle immagini e alla fluorescenza intraoperatoria. Quest’ultima fornisce informazioni visive aggiuntive durante l’operazione e può sostenere il lavoro dei sanitari nelle diverse fasi della procedura.

Dalla telechirurgia all’intelligenza artificiale

Le due piattaforme sono state predisposte anche per possibili sviluppi futuri. Tra le prospettive indicate rientrano la telechirurgia, una maggiore integrazione digitale e l’impiego dell’intelligenza artificiale come supporto all’attività del chirurgo.

Si tratta di funzionalità che non eliminano il controllo umano. Anche nell’eventuale utilizzo dell’AI, infatti, le decisioni e la gestione dell’intervento rimarrebbero affidate al personale sanitario. La tecnologia avrebbe il compito di fornire nuovi strumenti, immagini e informazioni utili, senza prendere il posto dell’esperienza clinica.

L’integrazione digitale potrebbe inoltre mettere in comunicazione apparecchiature e sistemi presenti nelle sale operatorie. Il nuovo Hub nasce proprio con questa impostazione: creare un ambiente nel quale le tecnologie possano essere impiegate in modo coordinato e non come elementi separati.

Formazione ed esperienza restano decisive

L’arrivo di apparecchiature più sofisticate richiede professionisti capaci di sfruttarne correttamente le funzioni. Il Policlinico dispone già di équipe con esperienza nella chirurgia robotica e prevede di continuare a investire nella formazione e nella crescita professionale del personale.

È questo il passaggio che collega l’innovazione alla qualità delle cure. Un robot avanzato, da solo, non garantisce un risultato migliore: servono competenze cliniche, organizzazione e una conoscenza approfondita degli strumenti.

Con le due nuove piattaforme e il futuro polo del Padiglione Sforza, il Policlinico di Milano punta dunque a rafforzare un modello nel quale tecnologia e assistenza procedano insieme. Al centro restano il paziente e il lavoro delle persone chiamate a trasformare le possibilità offerte dai nuovi sistemi in opportunità concrete di cura.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to