Ospedale Sacco, completata la maxi riqualificazione: rinnovati 13 edifici
18/07/2026
Si è concluso il vasto programma di riqualificazione dell’ospedale Luigi Sacco di Milano. Gli interventi, finanziati attraverso risorse nazionali e regionali, hanno coinvolto una parte consistente del complesso sanitario e sono stati portati a termine nell’arco di due anni. L’investimento complessivo è stato di circa 194 milioni di euro.
La chiusura dei cantieri è stata accompagnata da una cerimonia alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, e Maria Grazia Colombo, direttrice generale dell’Asst Fatebenefratelli Sacco. Il risultato raggiunto restituisce spazi più moderni e adeguati sia ai pazienti sia ai professionisti che lavorano ogni giorno all’interno dell’ospedale.
Un investimento da 194 milioni di euro
Le risorse utilizzate per la riqualificazione provengono dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, dal Piano nazionale complementare e da altri finanziamenti messi a disposizione da Regione Lombardia. Secondo l’assessore Bertolaso, l’operazione rappresenta uno degli interventi più rilevanti realizzati sul territorio lombardo per rinnovare un grande presidio ospedaliero.
I lavori hanno riguardato 13 edifici, una quantità corrispondente a quasi la metà dell’intero complesso del Sacco. L’intervento, quindi, non si è limitato a pochi spazi o a una manutenzione circoscritta, ma ha interessato una porzione considerevole della struttura sanitaria.
Le opere hanno coinvolto diversi aspetti degli edifici. Sono stati realizzati interventi di carattere strutturale e impiantistico, insieme agli adeguamenti richiesti dalle normative antincendio e antisismiche. Il progetto ha previsto anche un potenziamento tecnologico, inserito nel più ampio percorso di modernizzazione del presidio.
L’investimento non è stato pensato solamente per rinnovare gli immobili. L’obiettivo indicato dalla Regione è stato anche quello di migliorare la capacità del sistema sanitario di offrire ambienti sicuri, funzionali e moderni, rispondendo alle esigenze dei cittadini e di chi opera nei reparti.
Tredici edifici rinnovati senza fermare l’assistenza
Uno degli elementi più delicati dell’intero programma è stato lo svolgimento dei lavori mentre l’ospedale continuava a garantire le proprie attività. Riqualificare una struttura di queste dimensioni, preservando contemporaneamente la continuità assistenziale, ha richiesto infatti un’organizzazione particolarmente articolata.
La direttrice generale ha descritto la conclusione degli interventi come un traguardo importante per tutta l’azienda sanitaria. Il completamento del progetto rappresenta anche il superamento di una sfida complessa sotto il profilo organizzativo e progettuale, affrontata rispettando le tempistiche stabilite.
A rendere possibile il risultato è stato, secondo la direttrice, il lavoro svolto dai professionisti dell’ospedale, dagli uffici tecnici e dalle imprese coinvolte nei cantieri. A questi contributi si è aggiunto il sostegno di Regione Lombardia, che ha accompagnato e finanziato il percorso di rinnovamento.
Il completamento delle opere in soli due anni assume quindi un valore particolare. Non riguarda esclusivamente la velocità con cui sono stati eseguiti i lavori, ma anche la capacità di coordinare cantieri, attività tecniche e assistenza sanitaria all’interno dello stesso complesso.
Gli interventi sulla rete territoriale
Il programma di ammodernamento non si è fermato agli edifici dell’ospedale Sacco. Il rinnovamento ha interessato anche la rete territoriale collegata all’Asst Fatebenefratelli Sacco, attraverso ulteriori risorse provenienti dal Pnrr.
Un finanziamento di 44,5 milioni di euro ha permesso di completare tre ospedali di comunità e undici case di comunità. Queste strutture rientrano nel percorso di rafforzamento della rete sanitaria territoriale seguito dall’azienda.
Altri 14 milioni di euro sono stati destinati al potenziamento dei posti letto di terapia intensiva e semintensiva, oltre che agli interventi riguardanti i pronto soccorso. Il quadro comprende quindi più livelli dell’assistenza, dagli edifici del grande presidio milanese alle strutture distribuite sul territorio.
I diversi finanziamenti hanno consentito di intervenire su spazi, impianti, sicurezza e dotazioni tecnologiche. Ne emerge un progetto composto da più azioni coordinate, accomunate dall’obiettivo di rendere le strutture sanitarie più funzionali e adeguate alle attività che devono ospitare.
Il “modello Sacco” indicato come esempio
Il rispetto delle scadenze è uno degli aspetti maggiormente sottolineati al momento della conclusione dei lavori. Bertolaso ha parlato di un intervento realizzato a tempo di record e ha indicato l’esperienza maturata nel presidio milanese come un possibile “modello Sacco” da seguire.
Il riferimento riguarda soprattutto la capacità di portare avanti un programma di grandi dimensioni in un periodo ristretto, affrontando contemporaneamente le difficoltà legate alla continuità dei servizi. La riqualificazione ha coinvolto quasi metà del complesso ospedaliero, richiedendo una collaborazione costante tra figure sanitarie, tecniche, istituzionali e imprenditoriali.
Con la chiusura dei cantieri, il Sacco completa dunque un passaggio significativo del proprio percorso di rinnovamento. I 13 edifici interessati dispongono ora di strutture e impianti riqualificati, adeguamenti alle norme di sicurezza e un potenziamento tecnologico. Un risultato ottenuto attraverso 194 milioni di euro di investimenti e due anni di lavoro.
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