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Multe per eccesso di velocità, Milano è terza in Italia: la classifica degli incassi

12/07/2026

A close-up of a speed limit sign displaying 50 against a clear blue sky backdrop.

Gli automobilisti italiani continuano a fare i conti con autovelox, tutor e altri dispositivi utilizzati per rilevare chi supera i limiti. Le cifre riportate nei rendiconti comunali mostrano quanto pesino queste sanzioni: durante il 2025, le amministrazioni locali hanno dichiarato complessivamente più di 284 milioni di euro di proventi legati alle violazioni dell’articolo 142 del Codice della strada.

La graduatoria degli incassi riserva diverse sorprese. Milano occupa il terzo posto fra i capoluoghi di provincia, alle spalle di Firenze e Bologna. Allargando l’analisi agli altri Comuni italiani, però, emerge il risultato inatteso di un piccolo centro della Calabria che ha raccolto una somma persino superiore a quella del capoluogo lombardo.

Più di una multa su tre riguarda la velocità

Secondo il report elaborato sui rendiconti ufficiali delle amministrazioni, oltre un terzo delle sanzioni stradali emesse in Italia è collegato all’eccesso di velocità. Si tratta quindi di una delle infrazioni più frequenti sulle strade del Paese, oltre che di una voce capace di generare entrate importanti per i bilanci comunali.

Gli accertamenti possono essere effettuati attraverso diversi strumenti. Accanto agli autovelox fissi, installati stabilmente lungo alcune strade, vengono impiegati dispositivi mobili, tutor e telecamere dedicate alla rilevazione delle infrazioni. Il risultato economico complessivo supera i 284 milioni di euro per il solo 2025.

Le somme maggiori si concentrano prevedibilmente nelle grandi città, dove il numero di veicoli in circolazione è elevato. I rendiconti rivelano però che anche alcune realtà di dimensioni contenute possono registrare proventi molto alti, soprattutto quando si trovano lungo arterie percorse ogni giorno da un intenso flusso di automobili.

Firenze guida la classifica, Milano sale sul podio

Considerando esclusivamente i capoluoghi di provincia, le prime cinque città della graduatoria hanno raccolto insieme più di 46 milioni di euro. Il primato spetta nettamente a Firenze, che nel 2025 ha dichiarato 19.718.932 euro di proventi derivanti dalle multe per eccesso di velocità.

Il divario rispetto alle altre città è considerevole. Al secondo posto si trova Bologna, con un totale di 9.214.556 euro. Milano completa il podio con 6.948.884 euro, una cifra elevata ma pari a poco più di un terzo di quella registrata dal capoluogo toscano.

Subito dopo Milano compare Padova, dove le sanzioni hanno prodotto entrate per 5.725.268 euro. Genova raggiunge 4.883.831 euro, mentre Palermo si ferma a 4.226.650 euro. Ravenna occupa la posizione successiva con 3.984.320 euro.

La parte finale delle prime dieci posizioni comprende Modena, con circa 3,3 milioni di euro, Treviso, con 2,8 milioni, e Venezia, con 2,6 milioni. Colpisce invece il risultato di Roma. La Capitale, nonostante le sue dimensioni e l’enorme quantità di traffico quotidiano, si trova soltanto al dodicesimo posto, con entrate di poco superiori a 2,3 milioni di euro.

Il piccolo Comune che supera persino Milano

La graduatoria cambia aspetto quando, oltre ai capoluoghi, vengono considerati tutti i Comuni italiani. In questo caso affiorano alcune realtà molto più piccole capaci di raccogliere somme paragonabili a quelle delle grandi città.

Il caso più sorprendente arriva dalla provincia di Cosenza. Nel 2025 Villapiana ha dichiarato 6.990.889 euro di proventi, superando di circa 42mila euro il totale registrato da Milano. Il confronto appare ancora più significativo considerando le profonde differenze, per dimensioni e popolazione, tra il centro calabrese e il capoluogo lombardo.

Cifre molto simili sono state raggiunte da Fiumicino, in provincia di Roma, che ha incassato circa 6,97 milioni di euro. Seguono Galatina, nel territorio di Lecce, con più di 5,3 milioni, e Cittadella, in provincia di Padova, con circa 3,4 milioni.

Questi dati mostrano che l’entità delle entrate non dipende esclusivamente dal numero degli abitanti. La collocazione del territorio comunale e la presenza di strade molto trafficate possono avere un peso determinante, portando anche piccoli centri a occupare posizioni particolarmente alte nella graduatoria nazionale.

Con l’esodo estivo cresce l’attenzione sulle strade

Il tema della velocità assume ancora più importanza durante l’estate, quando aumentano le partenze e il numero di veicoli in viaggio. Un’indagine affidata all’istituto EMG stima che oltre 15 milioni di italiani utilizzeranno l’automobile per raggiungere la destinazione scelta per le vacanze.

I mesi estivi rappresentano un periodo particolarmente delicato per la sicurezza stradale. Nel trimestre che va da giugno ad agosto si concentra il 28% degli incidenti annuali con persone ferite, per un totale superiore a 48mila episodi. Luglio è il mese più problematico, con oltre 17mila sinistri.

La velocità eccessiva resta uno dei fattori associati agli incidenti dalle conseguenze più gravi. Le cifre raccolte dai Comuni raccontano quindi un fenomeno con due aspetti strettamente collegati: da una parte gli ingenti incassi generati dalle sanzioni, dall’altra la necessità di contenere comportamenti pericolosi in una stagione caratterizzata da milioni di spostamenti.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.