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Milano, il Consiglio Comunale approva il taser per la Polizia Locale

30/06/2026

Milano, il Consiglio Comunale approva il taser per la Polizia Locale

Dopo mesi di discussioni e una fase sperimentale durata sei mesi, il Consiglio comunale di Milano ha approvato la delibera che introduce il taser nella dotazione della polizia locale. Il provvedimento è passato al termine di una seduta particolarmente complessa, segnata dalle divisioni della maggioranza e dal contributo decisivo dei consiglieri di centrodestra.

Il risultato finale della votazione è stato di 24 favorevoli, sei contrari e un astenuto, mentre 17 consiglieri non erano presenti. Tra i voti contrari figurano quelli dei rappresentanti dei Verdi e di alcuni esponenti del Partito democratico. I numeri mostrano quanto il tema abbia diviso l’aula, anche dopo le modifiche inserite per trovare un punto di equilibrio tra le diverse posizioni.

Dal periodo di prova all’approvazione definitiva

La sperimentazione del taser era terminata nel dicembre precedente e, secondo la relazione tecnica presentata dal comandante della polizia locale Gianluca Mirabelli, aveva prodotto risultati considerati positivi.

Durante il periodo di prova, il dispositivo non sarebbe mai stato azionato contro una persona. In alcune situazioni, però, la semplice presenza dell’arma a impulsi elettrici sarebbe stata sufficiente a ridurre l’aggressività dei soggetti coinvolti, evitando un intervento più rischioso.

Questo elemento ha avuto un peso rilevante nel confronto politico. I sostenitori della delibera hanno presentato il taser come uno strumento intermedio tra il normale intervento fisico degli agenti e l’utilizzo della pistola. Una parte del centrosinistra ha invece espresso dubbi legati alle modalità di impiego, ai possibili effetti sulla salute e alla necessità di stabilire regole precise.

L’ultimo passaggio politico si è rivelato il più difficile. Prima del voto finale sono stati necessari diversi confronti per modificare il testo e convincere almeno una parte dei consiglieri inizialmente scettici.

La verifica dopo il primo anno di utilizzo

Uno degli emendamenti più importanti introduce una verifica al termine dei primi dodici mesi. Dopo un anno dall’entrata in vigore del regolamento, il comandante della polizia locale dovrà consegnare al sindaco una relazione dettagliata sull’utilizzo operativo del taser.

Il documento dovrà permettere all’amministrazione di valutare il numero degli interventi, le circostanze in cui il dispositivo è stato mostrato o utilizzato e gli eventuali problemi riscontrati dagli operatori.

La modifica ha contribuito a ottenere il sostegno di una parte del centrosinistra, ma è stata criticata dal centrodestra. Secondo alcuni esponenti dell’opposizione, la verifica rischierebbe di trasformare l’introduzione del taser in una nuova sperimentazione senza una conclusione definitiva.

La delibera contiene anche misure che riguardano il controllo del territorio. Tra gli emendamenti approvati figura infatti l’aumento delle pattuglie durante le ore serali e notturne. È stato previsto un numero minimo di mezzi operativi e la creazione di presidi fissi nelle aree della città maggiormente interessate dalla vita notturna.

Quali agenti potranno avere il taser

Il taser non verrà consegnato indistintamente a tutti i vigili. Il dispositivo entrerà nella dotazione delle unità impegnate nel presidio del territorio, nella sicurezza urbana e nelle attività di polizia giudiziaria.

L’assegnazione avverrà attraverso un provvedimento del comandante e potrà riguardare solamente gli operatori che avranno completato il percorso di formazione previsto. Ogni agente abilitato dovrà inoltre partecipare ad almeno due sessioni di formazione ogni anno.

La preparazione dovrà comprendere sia la conoscenza tecnica dell’apparecchio sia la valutazione delle condizioni nelle quali il suo impiego può essere considerato necessario. Il taser dovrà essere utilizzato esclusivamente in situazioni specifiche, in presenza di un pericolo concreto e rispettando le linee operative stabilite.

Secondo i consiglieri favorevoli, il nuovo strumento dovrebbe aumentare la protezione degli agenti durante gli interventi contro persone violente. L’obiettivo dichiarato è anche quello di ridurre le occasioni nelle quali un operatore potrebbe essere costretto a ricorrere all’arma da fuoco.

I limiti previsti dalle linee guida

La delibera richiama le indicazioni sanitarie elaborate per definire le categorie considerate maggiormente vulnerabili. In base alle regole annunciate, il taser non dovrebbe essere impiegato nei confronti di persone che si trovano in particolari condizioni di alterazione psicofisica.

Tra i casi indicati rientrano i soggetti sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o di alcol. La valutazione pratica potrebbe comunque essere complessa, soprattutto durante interventi rapidi e in contesti nei quali gli agenti dispongono di poche informazioni.

Proprio questo aspetto è stato uno dei punti più discussi dai consiglieri contrari. Le perplessità riguardano la capacità di riconoscere immediatamente lo stato della persona e il rischio che il dispositivo venga utilizzato in situazioni non pienamente compatibili con le indicazioni sanitarie.

Per i sostenitori del provvedimento, formazione, controllo e verifica annuale dovrebbero ridurre questi rischi. Il primo anno di applicazione sarà quindi determinante per capire come il taser verrà realmente inserito nelle attività della polizia locale milanese.

L’approvazione chiude una lunga fase politica, ma non mette fine al confronto. La relazione prevista dopo dodici mesi rappresenterà il primo vero bilancio del nuovo sistema e potrà riaprire il dibattito sulle regole, sui limiti e sull’effettiva utilità dello strumento.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.