Milano archivia la stagione estiva più rovente dal 1897: la media sale a 28,3 gradi
23/09/2026
Milano ha concluso una stagione destinata a occupare un posto preciso negli archivi meteorologici cittadini. Le rilevazioni compiute nel trimestre giugno-agosto indicano infatti che la media termica ha raggiunto 28,3 gradi, il valore estivo più elevato della serie iniziata nel 1897.
Il risultato supera leggermente anche il primato stabilito nel 2023 e racconta tre mesi segnati da caldo insistente, picchi vicini ai 39 gradi e un numero eccezionale di notti tropicali. Accanto alle alte temperature, i dati descrivono anche piogge concentrate in poche giornate, temporali, grandinate e raffiche di vento particolarmente forti.
Una media che allontana i riferimenti climatici
Il confronto con i periodi climatici precedenti rende ancora più evidente la portata del dato. Rispetto al riferimento calcolato fra il 1991 e il 2020, lo scarto ammonta a 3,6 °C. La distanza diventa ancora più ampia guardando al trentennio compreso fra il 1961 e il 1990: in questa circostanza l’aumento arriva a 5,1 °C. È proprio qui che il primato termico estivo di Milano assume un significato storico, perché la media stagionale si colloca al vertice di oltre un secolo di osservazioni.
Il valore medio riassume una stagione caratterizzata da temperature elevate per lunghi intervalli. Ben 77 giornate hanno oltrepassato i 30 gradi, mentre in 36 occasioni il termometro è salito al di sopra dei 35. Nella seconda parte di giugno la città ha vissuto anche una sequenza di dodici giorni consecutivi oltre tale soglia. La punta di 38,7 gradi è arrivata nella giornata del 28 giugno. Agosto ha aggiunto altri due picchi notevoli: 38,1 gradi il giorno 5 e 38,4 nella giornata seguente.
Ottanta notti tropicali e un riposo segnato dall’afa
Il caldo ha accompagnato Milano anche dopo il tramonto. Nel corso dell’estate sono state conteggiate 80 notti tropicali, espressione usata quando la minima resta almeno a 20 gradi. Per 66 notti di seguito, la serie è proseguita dal giorno 16 di giugno fino alla data del 20 agosto. La continuità del fenomeno rappresenta uno degli aspetti più rilevanti dell’intero bilancio stagionale, poiché unisce giugno, luglio e gran parte del mese seguente in una sola lunga fase di calore notturno.
Il minimo più elevato dell’estate è stato registrato il 27 giugno nella notte: durante quelle ore il termometro si è fermato a 29,2 gradi. Nella notte seguente la minima ha raggiunto 28,8 gradi; in data 31 luglio si è invece attestata a 28,1. Sono valori che, pur riguardando le ore tradizionalmente più fresche, si avvicinano alla soglia dei 30 gradi e completano il quadro tracciato dalle massime diurne.
Anche l’indice Humidex, che combina i dati termici con il tasso d’umidità per rappresentare il calore percepito, ha prodotto numeri molto elevati. Nel trimestre estivo si contano 161 ore che hanno avuto un indice almeno di 40 gradi, livello associato alla condizione di pericolo. Queste ore si distribuiscono lungo 32 giornate: dodici nel primo mese, sette nel secondo e tredici nell’ultimo. La punta dell’indice, pari a 44,7 gradi, risale alla data del 31 luglio.
Piogge abbondanti a giugno e precipitazioni concentrate
Le alte temperature hanno convissuto con una quantità significativa di pioggia, soprattutto all’inizio della stagione. Giugno ha totalizzato 139,2 mm complessivi. Di questi, 117,7 sono caduti nel periodo iniziale di dieci giorni, con 72,8 concentrati soltanto il giorno 2 di giugno. La distribuzione mostra quindi un apporto molto intenso in un intervallo ristretto, seguito da una fase estiva dominata maggiormente dal caldo.
Luglio ha raccolto 47,8 mm, rispetto a un riferimento climatico di 73,2. Agosto è arrivato a 67 millimetri, mentre il dato consueto del periodo è pari a 77. Anche nell’ultimo mese estivo la pioggia si è concentrata in un episodio preciso: nella data del 21 agosto sono caduti 37,5 mm, quindi oltre metà dell’intero totale mensile. Durante la stagione si sono verificati inoltre grandinate e temporali, elementi che hanno affiancato le fasi più calde.
Vento da est e picco stagionale alla fine di giugno
Il quadro meteorologico dell’estate milanese comprende infine il comportamento del vento. La ventilazione è arrivata prevalentemente dai quadranti orientali, mentre l’episodio più intenso si è verificato nel corso del fenomeno temporalesco avvenuto il giorno 29 di giugno. In quella circostanza il picco del vento ha raggiunto 62,3 km/h, segnando il massimo stagionale.
Il bilancio complessivo riunisce così aspetti differenti: una media termica mai raggiunta dall’avvio delle misurazioni, decine di giornate oltre le soglie più alte, una lunga successione di minime tropicali e precipitazioni spesso concentrate. A Milano, l’estate 2026 si chiude dunque con numeri capaci di superare persino quelli del 2023 e di fissare un nuovo riferimento nella storia meteorologica della città.