Lombardia, svolta contro l'obesità: fondi per prevenzione, cure e farmaci
23/09/2026
La Lombardia sceglie una strategia più ampia per affrontare un problema sanitario che coinvolge centinaia di migliaia di famiglie. La nuova legge dedicata all'obesità, approvata all'unanimità dall'assemblea regionale, mette insieme informazione, individuazione precoce dei rischi, assistenza sanitaria e sostegno nell'acquisto dei medicinali.
L'obiettivo è trasformare la classificazione come patologia cronica in servizi concreti, collegando meglio strutture ospedaliere, professionisti del territorio e iniziative sociali.
Risorse divise tra prevenzione e assistenza
Per il periodo compreso fra il 2026 e il 2028, lo stanziamento raggiunge tre milioni e 300 mila euro complessivi. Di questa somma, 900 mila euro sono destinati alle attività informative e alle azioni preventive; altri due milioni e 400 mila serviranno a potenziare l'organizzazione dei servizi. La ripartizione mostra come il provvedimento voglia intervenire sia prima della comparsa delle complicazioni sia quando occorre avviare un trattamento continuativo.
Il quadro numerico aiuta a comprendere la portata del problema. In Lombardia le persone sovrappeso sono più di due milioni e 600 mila, mentre quelle che convivono con l'obesità oltrepassano quota 880 mila.
Tra gli adulti, l'eccesso ponderale interessa 43 persone ogni cento; nella fascia infantile dagli otto ai dieci anni il fenomeno coinvolge più di un bambino su quattro. Si tratta dunque di una questione capace di incidere sul benessere personale e, nello stesso tempo, sull'equilibrio dell'intero sistema sanitario.
Un'assistenza coordinata tra territorio e ospedali
La legge contiene otto articoli e costruisce un modello basato sulla collaborazione tra competenze differenti. Verrà definito un Ppdta specifico per la patologia, cioè un itinerario che riunirà prevenzione, diagnosi, trattamento e assistenza, affiancato da una rete lombarda dedicata. In questo modo il paziente potrà essere seguito lungo le varie fasi, dalla valutazione iniziale alla terapia, evitando che ogni struttura proceda in maniera isolata.
Un tavolo stabile avrà il compito di coordinare il nuovo assetto. Ne faranno parte società scientifiche, medici che operano nell'assistenza primaria, specialisti dell'età pediatrica, rappresentanti dei pazienti, centri qualificati e direzioni regionali interessate.
Questa sede dovrà esaminare le esigenze cliniche, organizzative e sociali, proporre interventi, controllare l'efficacia dei percorsi e favorire l'integrazione fra sanità e servizi sociosanitari. La composizione potrà inoltre essere ampliata qualora emergessero nuove necessità.
La scelta di affidarsi al lavoro congiunto tra varie specialità tiene conto della complessità della malattia. Una risposta efficace richiede infatti competenze mediche, nutrizionali, psicologiche e motorie, insieme a un accompagnamento adatto alla storia personale. La continuità delle cure diventa così uno degli elementi centrali, soprattutto per chi presenta altre patologie o vive una situazione economica e sociale delicata.
Screening, educazione e movimento
Una parte importante del piano riguarda l'identificazione tempestiva dei soggetti maggiormente esposti. Gli screening dovranno facilitare l'ingresso nei percorsi assistenziali già nelle prime fasi, quando un intervento mirato può offrire maggiori opportunità. Le campagne verranno indirizzate con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili, mentre medici di famiglia e pediatri, insieme ai farmacisti, saranno coinvolti nelle attività educative.
Il programma punta anche sulla consapevolezza alimentare e su abitudini quotidiane più favorevoli alla salute, a partire dall'infanzia. Famiglie, scuole e ambienti di vita possono diventare spazi nei quali costruire comportamenti duraturi, con informazioni comprensibili e iniziative capaci di raggiungere anche chi incontra maggiori ostacoli.
Accanto all'educazione nutrizionale troveranno posto progetti organizzati di movimento e nuove palestre orientate alla salute, pensate per sostenere sia la prevenzione sia la gestione della patologia.
Il tavolo contribuirà inoltre alla preparazione degli operatori, alla circolazione delle pratiche più efficaci e alla creazione di strumenti utili per osservare l'andamento della malattia. Potranno essere attivati registri lombardi dedicati alla patologia e iniziative pubbliche di sensibilizzazione, così da mantenere alta l'attenzione anche fuori dagli ambulatori. Il collegamento tra dati, assistenza e comunicazione dovrebbe rendere più semplice riconoscere i bisogni che cambiano nel tempo.
I risultati delle misure saranno valutati attraverso un sistema dedicato; con cadenza biennale una relazione presenterà all'assemblea lombarda le attività svolte e gli effetti ottenuti. Il monitoraggio permetterà di capire quali interventi funzionano e dove occorre rafforzare la risposta.
Farmaci più accessibili e controlli sulle prescrizioni
Tra le novità di maggiore rilievo figura il sostegno della Lombardia ai trattamenti basati sui farmaci. Alcune persone che presentano un'obesità in forma grave, insieme a fragilità economica, potranno ottenere il medicinale gratuitamente oppure a un costo ridotto. Poter ricevere cure adeguate viene così collegato alla condizione clinica e alla capacità economica, affinché il prezzo del trattamento pesi meno sui pazienti più esposti.
L'applicazione della misura sarà accompagnata da verifiche sull'appropriatezza delle prescrizioni. L'amministrazione lombarda osserverà quantità prescritte, livelli di utilizzo e scorte reperibili, fornendo indicazioni omogenee ai professionisti.
Questo controllo servirà a favorire un impiego corretto dei medicinali e a ridurre il rischio di carenze. Nel suo insieme, la legge prova quindi a tenere unite prevenzione, assistenza e terapia, offrendo alla Lombardia una struttura stabile per affrontare l'obesità nel lungo periodo.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to