Lombardia: piano da 800 milioni per accelerare la transizione ecologica
24/06/2026
La Lombardia ha portato alla London Climate Action Week il bilancio delle politiche ambientali sviluppate tra il 2021 e il 2026. Nel corso dell’appuntamento internazionale, l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione ha illustrato un programma che ha mobilitato quasi 800 milioni di euro per sostenere la transizione ecologica del territorio.
La presenza lombarda si è inserita nel confronto dedicato al ruolo dei governi locali nei processi di decarbonizzazione. La Regione partecipa infatti alla Under2 Coalition, rete internazionale che riunisce amministrazioni impegnate nella riduzione delle emissioni e nelle politiche di adattamento climatico.
Dietro la cifra complessiva emergono diversi filoni di intervento. Le risorse hanno riguardato edifici pubblici, imprese, mobilità, impianti di riscaldamento, teleriscaldamento, forestazione urbana e gestione del suolo. La strategia regionale guarda inoltre alla neutralità carbonica fissata per il 2050.
Edifici e imprese assorbono la parte maggiore dei fondi
La quota principale degli investimenti, pari a 630 milioni di euro, è stata concentrata su due aree: il miglioramento energetico degli edifici pubblici e lo sviluppo dell’economia circolare nelle attività produttive.
Per quanto riguarda gli immobili pubblici e i servizi abitativi, Regione Lombardia ha attivato i bandi Seed PA ed EcoSap. I finanziamenti hanno sostenuto interventi di isolamento termico, sostituzione e rinnovamento degli impianti destinati al riscaldamento e al raffrescamento, oltre alla realizzazione di sistemi di teleriscaldamento ad alta efficienza.
Il secondo ambito ha coinvolto direttamente le imprese. Il bando Ri.Circo.Lo è stato organizzato in base alle caratteristiche delle diverse filiere industriali. Le misure hanno interessato comparti come tessile, edilizia, alimentare e gestione dei rifiuti prodotti dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
L’obiettivo dichiarato consiste nel ridurre il consumo di materie prime e favorire modelli produttivi capaci di recuperare materiali e limitare gli scarti. In questo quadro, efficienza energetica e organizzazione dei cicli industriali diventano parti della stessa politica regionale.
Nel 2026 altri 160 milioni contro le emissioni
Al bilancio del quinquennio si aggiungono 160 milioni di euro stanziati nel 2026. Questa somma è destinata a misure rivolte alla qualità dell’aria, alla mobilità e alla trasformazione degli spazi urbani.
Una parte delle risorse finanzia il programma Rinnova auto, dedicato al ricambio dei veicoli. Altri fondi sostengono la sostituzione degli impianti di riscaldamento, con l’intento di ridurre le emissioni prodotte dagli edifici.
Il programma Strade verdi concentra invece l’attenzione sulle città. Gli interventi previsti comprendono forestazione urbana, nuove piste ciclabili e opere per la de-impermeabilizzazione dei suoli. Quest’ultimo aspetto punta a restituire capacità di assorbimento alle superfici urbane, spesso coperte da cemento e asfalto.
Le politiche rivolte agli spazi pubblici assumono un peso particolare in presenza di temperature elevate, siccità ed eventi meteorologici intensi. Alberi, aree permeabili e percorsi ciclabili rientrano quindi in una strategia che collega adattamento climatico, mobilità e qualità della vita.
Una legge regionale e oltre 80 misure climatiche
Gli investimenti economici sono affiancati da provvedimenti normativi. Nel luglio 2025 la Lombardia ha approvato una legge regionale sul clima, alla quale si lega la Strategia regionale integrata per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il documento comprende oltre 80 misure rivolte a siccità, ondate di calore ed eventi estremi. La strategia cerca di preparare il territorio agli effetti del cambiamento climatico attraverso azioni distribuite tra infrastrutture, ambiente, energia e gestione delle risorse.
Durante l’intervento londinese, Maione ha richiamato anche il ruolo della Lombardia nel settore energetico nazionale. La regione rappresenterebbe il 46% dei volumi italiani del teleriscaldamento e il 22% dell’idroelettrico.
Un altro tassello riguarda la Strategia Regionale Idrogeno, pensata per sostenere la decarbonizzazione delle industrie nelle quali la riduzione delle emissioni risulta più complessa. Il percorso regionale combina quindi fonti rinnovabili, reti termiche, innovazione tecnologica e trasformazione dei processi produttivi.
Da Londra il percorso verso la neutralità climatica
La partecipazione alla London Climate Action Week ha offerto alla Regione uno spazio di confronto con amministrazioni e rappresentanti internazionali. Maione ha preso parte alla Under2 States and Regions Dialogue, organizzata nel contesto del summit promosso con Bloomberg Philanthropies.
L’assessore ha descritto la linea regionale come un approccio fondato su pragmatismo, tecnologia e responsabilità delle istituzioni. Secondo la posizione espressa a Londra, protezione dell’ambiente e crescita economica possono procedere insieme, soprattutto in una regione caratterizzata da una forte presenza industriale.
La missione ha previsto incontri dedicati alla sicurezza energetica, al controllo degli inquinanti e alla preparazione della COP31 in Turchia. Nell’agenda sono comparsi confronti con rappresentanti internazionali, tra i quali il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, il sindaco di Londra Sadiq Khan e la direttrice generale per il cambiamento climatico della Catalogna Sonsoles Letang.
Il quadro presentato nella capitale britannica riunisce così finanziamenti, leggi regionali e programmi operativi. Il traguardo indicato resta la neutralità carbonica entro il 2050, con un percorso che coinvolge enti pubblici, attività industriali, mobilità e pianificazione urbana.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to