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Lombardia, blocco Diesel Euro 5 dall'1 ottobre: cosa cambia in quattro città

14/09/2026

semaforo rosso

Per numerosi automobilisti lombardi si avvicina una data importante. A partire dal 1° ottobre 2026, infatti, entreranno in funzione nuove limitazioni alla circolazione dedicate ai mezzi diesel appartenenti alla categoria Euro 5. Il provvedimento riguarderà quattro grandi centri della regione e sarà applicato durante la settimana, all’interno di una fascia oraria precisa. Prima dell’avvio sarà quindi utile controllare la classe ambientale del proprio veicolo e conoscere le possibilità previste per continuare a utilizzarlo.

Diesel Euro 5, quali veicoli rientrano nelle restrizioni

Il nuovo intervento interessa principalmente le automobili Euro 5 alimentate a gasolio e registrate nel periodo compreso fra gli anni 2011 e 2015. Si tratta di mezzi ancora molto diffusi sulle strade italiane, spesso acquistati da famiglie e lavoratori che li utilizzano quotidianamente per raggiungere l’ufficio, accompagnare i figli oppure spostarsi tra comuni diversi.

La limitazione era stata programmata in precedenza, mentre un rinvio ne aveva successivamente spostato l’entrata in vigore. Adesso la scadenza si avvicina e coinvolge soprattutto le aree urbane con una popolazione superiore a centomila residenti. Le regioni interessate dal piano appartengono al Nord Italia: oltre alla Lombardia, il quadro comprende anche Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

L’obiettivo consiste nel contenere la presenza nell’aria di polveri sottili e biossido di azoto, due elementi particolarmente rilevanti nella Pianura Padana. Le caratteristiche geografiche di questo territorio favoriscono infatti l’accumulo degli inquinanti, rendendo necessarie misure capaci di produrre una riduzione concreta delle emissioni.

Le quattro città lombarde interessate dal provvedimento

In Lombardia il quadro appare già definito. Le restrizioni saranno introdotte a Milano e Monza, oltre che a Bergamo e Brescia. In queste città i diesel Euro 5 coinvolti dalla misura dovranno tenere conto dello stop dal lunedì al venerdì.

La fascia stabilita comincerà alle 7:30 del mattino e terminerà alle 19:30 della sera. Durante queste dodici ore i veicoli soggetti alla limitazione dovranno rimanere fuori dalle zone nelle quali il provvedimento risulterà attivo. La regola riguarderà dunque soprattutto gli spostamenti legati al lavoro e alle attività quotidiane, concentrati abitualmente nelle ore diurne.

Per chi possiede un’automobile acquistata diversi anni fa, la prima operazione utile consiste nell’accertare con precisione la sua categoria ambientale. L’anno di immatricolazione fornisce un’indicazione iniziale, mentre la conferma può essere trovata sul libretto del mezzo. Un altro strumento disponibile è il Portale dell’Automobilista, attraverso il quale è possibile verificare le caratteristiche associate al veicolo.

Conoscere la classe emissiva permette di organizzare in anticipo i propri tragitti e di valutare gli strumenti messi a disposizione dalla regione. Questo controllo assume particolare importanza anche perché molti proprietari potrebbero ricordare soltanto l’anno di acquisto, un dato che può essere differente rispetto alla prima registrazione dell’automobile.

Le possibili soluzioni alternative nelle altre regioni

La situazione appare ancora in fase di valutazione negli altri territori settentrionali interessati. Ogni regione può scegliere interventi differenti, purché questi riescano a ottenere un abbassamento delle emissioni paragonabile a quello previsto attraverso il fermo dei veicoli.

In Piemonte, per esempio, sono allo studio provvedimenti compensativi che potrebbero permettere di evitare l’applicazione della limitazione. Tra le possibilità considerate rientrano sostegni destinati al trasporto pubblico e iniziative collegate all’impiego di biocarburanti diesel ricavati da fonti rinnovabili.

La possibilità di adottare soluzioni diverse tiene conto anche delle esigenze di milioni di persone. Per molti cittadini l’automobile rappresenta uno strumento essenziale, soprattutto quando il luogo di lavoro risulta distante dall’abitazione oppure i collegamenti pubblici coprono soltanto una parte del percorso. La sostituzione immediata del mezzo può inoltre richiedere una spesa considerevole, motivo per cui le alternative assumono un ruolo significativo.

Sanzioni previste e possibilità offerta da MoVe-In

Il mancato rispetto delle nuove regole può comportare una sanzione economica compresa fra 168 e 679 euro. Quando la violazione viene ripetuta, è prevista anche la sospensione della patente per un periodo che può andare da quindici fino a trenta giorni. Una verifica preventiva del veicolo permette quindi di evitare conseguenze rilevanti e di programmare gli spostamenti con maggiore consapevolezza.

Per i cittadini lombardi esiste anche il servizio regionale MoVe-In. Il sistema consente di sostituire le limitazioni legate agli orari e alle giornate con un quantitativo massimo di chilometri percorribili nel corso dell’anno. In questo modo il proprietario può continuare a usare il mezzo entro una soglia assegnata.

Il conteggio avviene mediante un apparecchio satellitare installato sull’automobile. Il dispositivo registra la distanza coperta e consente di controllare il consumo del proprio tetto chilometrico. Una volta raggiunto il limite annuale, il veicolo perde la possibilità di circolare nelle aree sottoposte alla disciplina.

Con l’avvicinarsi del 1° ottobre, per gli automobilisti diventa dunque essenziale controllare la categoria del mezzo, informarsi sugli orari applicati nella propria città e valutare l’adesione a MoVe-In. Una preparazione tempestiva consentirà di affrontare il cambiamento con maggiore chiarezza e di scegliere la soluzione più adatta alle proprie necessità quotidiane.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to