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Industria in Lombardia: produzione ancora ai massimi nel secondo trimestre 2026

14/09/2026

produzione industriale

Il sistema produttivo della Lombardia chiude il periodo aprile-giugno 2026 con indicatori ancora rivolti verso l’alto. L’attività delle fabbriche è avanzata dello 0,1% in rapporto a gennaio-marzo e si è mantenuta vicina ai valori massimi raggiunti nel tempo. Il movimento appare contenuto, ma si accompagna a risultati più vivaci per giro d’affari e richieste dei clienti.

I ricavi hanno guadagnato l’1,4% in termini congiunturali. Le commesse arrivate oltreconfine sono salite del 2,5%, mentre quelle provenienti dall’Italia hanno segnato +0,5%. Ne emerge l’immagine di un apparato industriale capace di procedere anche dentro una fase globale complessa, pur con ritmi differenti tra volumi, vendite e domanda.

Il raffronto annuale rafforza il quadro

Guardando al medesimo periodo del 2025, il segnale diventa più netto. Il volume realizzato dalle industrie segna +2,1% e il valore delle vendite raggiunge un progresso del 4,4%. Anche le imprese artigiane mantengono una traiettoria favorevole: la loro attività guadagna il 2%, mentre i ricavi crescono del 2,5%.

Nel confronto breve, l’artigianato incrementa i volumi dello 0,5% e porta il proprio giro d’affari a +0,7%. Le richieste italiane avanzano anch’esse dello 0,5%, mentre quelle arrivate da altri Paesi toccano +1,4%. I numeri descrivono quindi un movimento esteso sia alle strutture industriali sia alle realtà artigiane diffuse sul territorio.

La progressione assume un valore particolare perché riguarda diverse componenti dell’economia produttiva. Vendite, ordini e quantità realizzate si muovono nella stessa direzione, sebbene con intensità diverse. Il risultato offre così una lettura più articolata rispetto al solo dato produttivo, rimasto quasi stabile fra un trimestre e l’altro.

Dall’estero arriva la spinta più dinamica

Il peso dei clienti internazionali resta decisivo per le aziende regionali. Il 39,3% del giro d’affari industriale nasce fuori dai confini italiani, un’incidenza collocata vicino ai vertici delle rilevazioni disponibili. Nel periodo aprile-giugno, proprio le richieste straniere hanno mostrato l’avanzamento congiunturale più energico.

Qualche segnale favorevole arriva pure dal mercato nazionale. Rispetto a dodici mesi prima, le commesse domestiche hanno guadagnato il 2,8% nel ramo industriale e l’1,1% tra le attività artigiane. La combinazione tra apertura internazionale e recupero interno permette al sistema lombardo di contare su più canali di domanda.

Il miglioramento degli ordini provenienti da fuori Italia incide anche sulle valutazioni riguardanti i mesi successivi. Produzione, ricavi, richieste straniere e occupazione raccolgono indicazioni migliori. Per il mercato domestico il saldo rimane sotto lo zero, ma passa da -9,5% a -2,5%, riducendo in maniera evidente la distanza tra giudizi ottimisti e prudenti.

Veicoli e chimica guidano i comparti industriali

Dietro il risultato complessivo emergono andamenti differenti. Il ramo collegato ai veicoli registra l’incremento annuale più consistente, pari al 5,5%. Seguono pelli-calzature con +3,3%, chimica con +3%, alimentare con +2,8%, meccanica con +2,4% e carta-stampa con +2,7%.

Le aree in arretramento sono tre. L’abbigliamento perde il 2,9%, il legno-mobilio lo 0,9% e la siderurgia lo 0,5%. La prevalenza di rami in espansione conferma comunque una base manifatturiera ampia e diversificata, nella quale il risultato generale deriva dal contributo di attività molto diverse tra loro.

Tra gli artigiani, la lavorazione di minerali non metallici raggiunge +6,7% e il tessile +5,6%. Risultano favorevoli anche legno-mobilio, gomma-plastica e meccanica. La siderurgia presenta invece una flessione pari al 6,3%, unica variazione negativa in questo gruppo.

Costi, fiducia e lavoro completano lo scenario

La crescita convive con una pressione più forte sugli input produttivi. I prezzi sono aumentati del 4,5% per le industrie, mentre per gli artigiani la variazione arriva a +6,4% rispetto a gennaio-marzo. Sono le variazioni trimestrali più intense osservate nell’arco di due anni. Energia, tensioni internazionali e condizioni del credito restano quindi elementi centrali nel quadro delle imprese.

Sul fronte occupazionale, nelle industrie le entrate superano le uscite e generano un saldo dello 0,3%. Per le attività artigiane, nuovi ingressi e uscite risultano invece sostanzialmente bilanciati. Anche l’uso degli ammortizzatori mantiene proporzioni limitate: la CIG ha interessato una quota del 10,2% tra le aziende industriali, incidendo per lo 0,9% sulle ore complessive. Nell’artigianato, le due percentuali scendono rispettivamente al 5,9% e allo 0,6%.

Nel complesso, il manifatturiero lombardo prosegue lungo un percorso di crescita moderata. La solidità delle vendite e l’impulso delle commesse internazionali sostengono il risultato, mentre il recupero della domanda italiana amplia la base del movimento. Restano da osservare l’evoluzione dei costi e le condizioni esterne, ma il miglioramento delle aspettative consegna alle imprese un orizzonte più favorevole rispetto ai mesi precedenti.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to