Diabete di tipo 1, lo studio della Statale di Milano: molti casi negli adulti vengono ancora sottodiagnosticati
07/06/2026
Il diabete di tipo 1 non riguarda soltanto bambini e adolescenti. Una quota significativa delle diagnosi avviene infatti in età adulta, spesso oltre i 30 anni, ma continua a essere confusa con il diabete di tipo 2, con conseguenze che possono incidere sulla tempestività delle cure e sulla gestione della malattia. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Diabetes Care e coordinato dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la University of Exeter.
La ricerca propone una nuova lettura del diabete di tipo 1 lungo tutto l’arco della vita, evidenziando come l’età influenzi manifestazione, diagnosi e trattamento della patologia autoimmune. Gli autori sottolineano che il diabete di tipo 1 non dovrebbe essere considerato esclusivamente una malattia dell’infanzia, ma una condizione che può insorgere in qualsiasi fase della vita.
La malattia cambia con l’età, ma resta la stessa
Secondo gli studiosi, le differenze cliniche osservate tra bambini, adulti e anziani non identificano forme diverse di diabete di tipo 1. Si tratta piuttosto dell’effetto dei cambiamenti biologici che accompagnano l’invecchiamento dell’organismo.
Tra i fattori individuati figurano il progressivo rimodellamento del sistema immunitario, le modificazioni della funzionalità pancreatica e l’aumento dell’insulino-resistenza. Elementi che possono alterare il modo in cui la malattia si manifesta e complicare il percorso diagnostico, soprattutto negli adulti, dove il diabete di tipo 2 è molto più diffuso.
La conseguenza è che molti pazienti ricevono inizialmente una classificazione non corretta della propria condizione, con possibili ritardi nell’avvio delle terapie più appropriate.
Screening anche per gli adulti
Tra le principali indicazioni dello studio vi è la necessità di ampliare i programmi di screening e identificazione precoce anche alla popolazione adulta. Attualmente l’attenzione è concentrata prevalentemente sui più giovani, mentre una parte rilevante dei nuovi casi emerge in età più avanzata.
“Il diabete di tipo 1 non è solo una malattia dell’infanzia”, spiega Alessandra Petrelli, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università Statale di Milano e prima autrice dello studio. Secondo la ricercatrice, per ridurre gli errori diagnostici è necessario adottare un approccio più accurato che integri dati clinici, dosaggio del C-peptide e ricerca degli autoanticorpi.
Un’identificazione tempestiva consentirebbe inoltre di sviluppare strategie preventive più efficaci e percorsi terapeutici personalizzati fin dalle prime fasi della malattia.
Crescono i pazienti anziani con diabete di tipo 1
Lo studio evidenzia anche un altro fenomeno rilevante: la prevalenza del diabete di tipo 1 è in aumento nelle fasce di età più avanzate. Sebbene il numero di nuovi casi tra gli adulti rimanga sostanzialmente stabile, il miglioramento delle cure e della sopravvivenza ha portato a una crescita della popolazione che convive con la malattia oltre i 65 anni.
In questi pazienti la gestione clinica diventa particolarmente complessa. Fragilità, malattie concomitanti, deficit sensoriali e declino cognitivo possono aumentare il rischio di ipoglicemia e rendere necessario un adattamento degli obiettivi terapeutici.
Secondo Paolo Fiorina, professore ordinario di Endocrinologia all’Università degli Studi di Milano e direttore del Centro per il diabete di tipo 1 del Centro di Ricerca Clinica Pediatrica “Romeo ed Enrica Invernizzi”, il crescente numero di anziani affetti da diabete di tipo 1 richiede modelli assistenziali sempre più personalizzati, capaci di garantire sicurezza terapeutica e qualità della vita.
Gli autori dello studio indicano quindi come priorità future il miglioramento della classificazione diagnostica, l’aggiornamento delle strategie di cura e il rafforzamento delle conoscenze scientifiche relative alla popolazione adulta e anziana, ancora poco rappresentata nella ricerca sul diabete di tipo 1.