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Caldo record in Lombardia, il piano della Regione per evitare il caos nei pronto soccorso

12/07/2026

Caldo record in Lombardia, il piano della Regione per evitare il caos nei pronto soccorso

La nuova ondata di caldo sta mettendo alla prova anche gli ospedali della Lombardia. Le temperature particolarmente elevate potrebbero provocare un aumento degli accessi nei pronto soccorso, soprattutto da parte delle persone anziane e dei soggetti più fragili. Per impedire che le strutture arrivino alla saturazione, la Regione ha predisposto un sistema di sorveglianza che coinvolge l’intera rete sanitaria, dagli assessorati alle Ats, passando per Areu e le direzioni degli ospedali pubblici e privati.

Il piano messo a punto dall’assessorato regionale al Welfare, guidato da Guido Bertolaso, prevede controlli quotidiani sui posti letto, riunioni operative e tempi massimi per il trasferimento dei pazienti. L’obiettivo è individuare subito eventuali situazioni di difficoltà e intervenire prima che l’afflusso legato al caldo provochi lunghe attese.

Nei pronto soccorso il limite viene fissato a otto ore

Uno dei punti centrali del nuovo protocollo riguarda il tempo trascorso dai pazienti nei reparti di emergenza. La cosiddetta “length of stay”, cioè la permanenza complessiva in pronto soccorso, non dovrebbe superare le otto ore.

Entro questo intervallo il paziente che necessita di ricovero dovrà essere trasferito nel reparto appropriato. La misura serve a liberare gli spazi dell’emergenza, permettendo al personale sanitario di assistere le persone che continuano ad arrivare.

Nel caso in cui una struttura superi il limite, la circolare regionale richiede l’attivazione di specifiche procedure organizzative. Gli ospedali dovranno riequilibrare le attività programmate e quelle legate al pronto soccorso, così da riportare rapidamente la durata della permanenza sotto la soglia stabilita.

Due riunioni ogni giorno per controllare gli ospedali

La Regione ha deciso di seguire l’andamento degli accessi con due collegamenti giornalieri, sette giorni su sette. Alle riunioni partecipano rappresentanti regionali, Areu, Ats, direttori sanitari e primari dei pronto soccorso degli ospedali lombardi, comprese le strutture private.

Il primo confronto viene organizzato intorno a mezzogiorno, mentre il secondo si svolge nel tardo pomeriggio. Durante le call vengono esaminati il numero dei letti disponibili, gli accessi registrati nei reparti di emergenza e le eventuali condizioni di sovraffollamento.

Ogni ospedale deve inoltre effettuare due verifiche interne, previste alle 11 e alle 15.30. Il compito è affidato a un “bed manager”, la figura incaricata di controllare quanti posti siano occupati e quanti possano essere utilizzati per nuovi ricoveri.

Questo meccanismo consente alla Regione di ottenere una fotografia aggiornata della situazione. Se un ospedale si avvicina alla saturazione, le autorità sanitarie possono conoscere immediatamente il problema e valutare le misure organizzative necessarie.

Arrivano i “cold spot” per chi soffre il caldo

Il piano regionale prevede anche l’apertura di appositi spazi climatizzati all’interno degli ospedali o delle case di comunità collegate. Questi ambienti, definiti “cold spot”, devono essere predisposti entro 24 ore e garantire condizioni adeguate alle persone provate dalle temperature elevate.

Nei locali è presente un infermiere incaricato di compiere una prima valutazione clinica. Il servizio è rivolto sia a chi raggiunge autonomamente la struttura sia ai pazienti indirizzati dalla guardia medica.

I “cold spot” possono quindi offrire una prima risposta alle persone che manifestano disturbi collegati al caldo, evitando che ogni accesso confluisca immediatamente nelle aree più congestionate del pronto soccorso. La loro attivazione assume una particolare importanza nei giorni in cui le temperature raggiungono i livelli più elevati e cresce il numero degli anziani che chiedono assistenza.

La tenuta dei pronto soccorso dipenderà ora dalla capacità delle strutture di aggiornare rapidamente i dati, organizzare i ricoveri e utilizzare in maniera efficiente i posti disponibili. Con il caldo intenso e il possibile incremento degli accessi, la Regione punta a evitare attese eccessive e a impedire che le situazioni di difficoltà si trasformino in vere emergenze ospedaliere.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to