Caricamento...

News Milano Logo News Milano

Caldo estremo, crescono i malori: boom di chiamate al 118 in Lombardia

25/06/2026

Caldo estremo, crescono i malori: boom di chiamate al 118 in Lombardia

L’aumento delle temperature in Lombardia sta producendo effetti diretti sull’attività dei servizi di emergenza. Nel giro di una settimana, gli interventi di Areu sono cresciuti del 10,3%, con una presenza maggiore di malori legati all’apparato cardiovascolare. Le aree più esposte risultano quelle di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, mentre le zone vallive sembrano registrare un impatto più contenuto.

La Regione ha rafforzato le misure previste dal Piano caldo, già avviato per proteggere anziani, persone fragili, cittadini soli e lavoratori esposti a lungo al sole. L’obiettivo è intervenire prima che il malessere si trasformi in emergenza, attraverso il coordinamento tra Ats, Asst, medici di famiglia, Case di Comunità e Pronto soccorso.

Il caldo spinge in alto le richieste di soccorso

La crescita degli interventi del 118 rappresenta il segnale più evidente delle conseguenze delle temperature elevate sulla salute. L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha spiegato che l’aumento settimanale riguarda soprattutto episodi di natura cardiovascolare. Il caldo intenso può mettere sotto pressione l’organismo e aggravare condizioni già presenti, in particolare tra le persone anziane o affette da patologie.

La distribuzione dei casi varia da un territorio all’altro. Le province della pianura meridionale e orientale risultano tra le più coinvolte, mentre le valli sembrano meno interessate. Il quadro richiede quindi interventi calibrati sulle condizioni locali e sulla presenza di cittadini esposti a rischi maggiori.

La Regione ha convocato un nuovo incontro operativo con gli enti sanitari per coordinare le attività di prevenzione, partite già ad aprile. Alla popolazione è stato rivolto l’invito a evitare l’esposizione diretta nelle ore centrali e a contattare i servizi medici ai primi segnali di malessere, senza aspettare un peggioramento dei sintomi.

Il Piano caldo protegge i cittadini più fragili

Il Piano caldo della Lombardia concentra le risorse sulle persone che potrebbero subire gli effetti più seri delle alte temperature. Gli anziani, chi vive da solo, chi affronta condizioni di difficoltà e chi lavora all’aperto rientrano tra le categorie seguite con maggiore attenzione. Il sistema collega il livello regionale con Ats, Asst e medicina territoriale, così da garantire una risposta più rapida.

I programmi delle Ats stabiliscono le modalità di sorveglianza, presa in carico e assistenza nei periodi di rischio. Per i cittadini fragili sono stati individuati quattro livelli di rischio, definiti in base all’età, alle patologie e alla presenza di familiari vicini. I servizi sanitari possono così conoscere in anticipo chi necessita di controlli frequenti e di un contatto diretto.

A luglio e ad agosto i medici di famiglia potranno effettuare visite programmate a casa dei pazienti più esposti, con procedure più immediate. Infermieri e medici aumenteranno telefonate e controlli per le persone già seguite. Le Case di Comunità manterranno aperti gli ambulatori per chi necessita di una visita o di un consiglio sanitario.

Questo modello riduce gli spostamenti nelle ore più calde e limita gli accessi ospedalieri evitabili. Il contatto anticipato, l’assistenza domestica e il monitoraggio permettono di individuare le situazioni di rischio prima che diventino urgenze.

Il Codice Calore accelera le cure in ospedale

Negli ospedali lombardi è attivo il Codice Calore, un percorso prioritario per le persone che arrivano al Pronto soccorso con disturbi riconducibili alle temperature elevate. Tra i problemi più frequenti compaiono disidratazione, svenimenti e stato confusionale, condizioni che richiedono una valutazione tempestiva.

Il personale del triage può riconoscere subito i sintomi e assegnare una priorità che non scende sotto il codice verde. Il paziente riceve liquidi, cure e assistenza con tempi di attesa ridotti. La procedura evita che i disturbi causati dal caldo vengano sottovalutati, specialmente quando colpiscono anziani o persone già fragili.

Il percorso dedicato permette inoltre agli ospedali di organizzare meglio gli accessi nei periodi di maggiore pressione. I casi legati al caldo possono essere riconosciuti rapidamente e indirizzati verso le cure più adatte, con un impiego più ordinato delle risorse disponibili.

Stop al lavoro all’aperto nelle ore più calde

La tutela riguarda anche chi svolge attività professionali sotto il sole. La Regione ha emanato un’ordinanza destinata ai settori agricolo e florovivaistico, ai cantieri edili all’aperto e alle cave. Il provvedimento prevede il divieto di attività tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui il rischio viene classificato come alto.

La valutazione dipende dalla mappa pubblicata ogni giorno dal progetto Worklimate di Inail-Cnr, con riferimento ai lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. Quando alle ore 12 viene indicato un livello elevato, la sospensione diventa obbligatoria per le categorie interessate.

La misura serve a ridurre i malori durante la fascia più calda della giornata. Insieme al Piano caldo, all’assistenza domiciliare e al Codice Calore, l’ordinanza completa un sistema di prevenzione rivolto a cittadini, sanitari, enti territoriali e imprese. L’aumento dei soccorsi mostra quanto le temperature elevate possano incidere sulla salute e quanto servano interventi coordinati.

Fabiana Fissore Avatar
Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.