Auto, la filiera lombarda accelera: l'83% dei ricavi arriva dai mercati esteri
25/08/2026
L’industria automobilistica lombarda mostra numeri che vanno ben oltre la produzione di veicoli. Il vero punto di forza della regione si trova infatti nella componentistica, un settore formato da centinaia di imprese capaci di lavorare per le principali catene di fornitura europee. I dati più recenti descrivono un comparto con 7,2 miliardi di euro di fatturato, quasi 25 mila lavoratori e una marcata presenza sui mercati internazionali.
La Lombardia si conferma così uno dei territori più importanti per l’automotive italiano. Non è soltanto una questione di dimensioni: le aziende regionali riescono anche a generare una quota di valore aggiunto superiore rispetto alla media nazionale. A sostenere il sistema sono soprattutto le realtà specializzate nella produzione di parti, motori e accessori destinati ai grandi costruttori continentali.
Un comparto con quasi 25 mila addetti
Sul territorio lombardo risultano attive 633 unità locali legate all’automotive, nelle quali lavorano complessivamente 24.610 persone. Il settore rappresenta il 2,7% dell’intera occupazione industriale regionale, un dato che permette di comprenderne l’importanza all’interno del tessuto manifatturiero.
Il peso della Lombardia appare ancora più evidente osservando il quadro nazionale. Nella regione si concentra il 20,2% delle imprese italiane attive nel settore automobilistico. In altri termini, circa una realtà su cinque ha sede o possiede una struttura produttiva sul territorio lombardo. La quota relativa ai lavoratori raggiunge invece il 15,5% del totale italiano.
La differenza tra il peso delle imprese e quello degli addetti riflette la composizione particolare della filiera regionale. Il sistema lombardo non ruota principalmente intorno ai grandi stabilimenti per l’assemblaggio completo delle automobili, ma comprende numerose aziende specializzate in singole parti e lavorazioni. Si tratta di un modello industriale diffuso, inserito direttamente nelle reti produttive che attraversano l’Europa.
La componentistica è il motore della filiera lombarda
Il ruolo centrale appartiene alla produzione di componenti e accessori. Questo sottosettore riunisce 487 unità locali e 18.452 lavoratori, rappresentando il 76,9% delle realtà lombarde dell’automotive e il 75% degli occupati complessivi.
Il confronto con il resto d’Italia mette in evidenza una specializzazione particolarmente pronunciata. A livello nazionale, le imprese che si occupano della fabbricazione di parti e motori costituiscono il 68,8% del comparto, mentre assorbono il 55,8% della forza lavoro. In Lombardia entrambe le percentuali risultano nettamente più elevate.
Questa struttura consente alle aziende regionali di inserirsi nelle catene di fornitura dei principali produttori automobilistici tedeschi ed europei. Un componente realizzato in Lombardia può quindi diventare parte di un veicolo costruito altrove, rendendo il territorio un nodo essenziale della mobilità continentale.
Il valore della filiera non dipende soltanto dalla quantità delle imprese presenti. A fare la differenza è anche la loro capacità di offrire lavorazioni tecnologiche, efficienza produttiva e flessibilità, caratteristiche indispensabili per collaborare con costruttori attivi su scala internazionale.
Ricavi per 7,2 miliardi e 2,1 miliardi di valore aggiunto
Nel 2024 le società di capitale lombarde del comparto hanno prodotto ricavi per circa 7,2 miliardi di euro, equivalenti al 10,4% del fatturato nazionale dell’automotive. Nello stesso periodo il valore aggiunto generato ha raggiunto 2,1 miliardi, pari al 13,3% del totale italiano.
Il rapporto tra valore aggiunto e ricavi si attesta mediamente al 29%. La percentuale supera di sei punti quella nazionale, ferma al 23%. Ciò significa che la filiera lombarda riesce a trasformare una parte maggiore del proprio giro d’affari in ricchezza prodotta all’interno delle aziende.
Ancora una volta, il risultato è sostenuto soprattutto dalla componentistica. Per le imprese lombarde specializzate in parti e accessori, l’incidenza raggiunge il 30%, contro il 27% registrato dallo stesso segmento sull’intero territorio italiano.
I numeri mostrano quindi un settore che non si limita a generare fatturato, ma possiede anche una significativa capacità di creare valore. La specializzazione delle aziende lombarde contribuisce a spiegare perché il comparto riesca a ottenere risultati superiori alla media nazionale.
L’83% del fatturato è collegato all’estero
La dimensione internazionale rappresenta uno degli elementi più rilevanti. Nel 2025 le esportazioni lombarde legate all’automotive hanno sfiorato i 6 miliardi di euro, raggiungendo esattamente 5,94 miliardi. La cifra corrisponde al 15,2% dell’export italiano del settore.
Il dato più significativo emerge mettendo in relazione le vendite oltreconfine con il fatturato complessivo. In Lombardia, l’83% dei ricavi delle imprese automobilistiche è riconducibile ai mercati esteri. La media italiana si ferma invece al 57%, con una distanza di 26 punti percentuali.
La forza dell’automotive lombardo dipende dunque dalla capacità di operare in uno scenario molto più ampio rispetto ai confini regionali e nazionali. Le imprese del territorio partecipano a una rete industriale europea nella quale componenti, competenze e tecnologie attraversano diversi Paesi prima di arrivare al prodotto finale.
Con una filiera altamente specializzata, una buona capacità di generare valore e una quota di esportazioni particolarmente elevata, la Lombardia assume il ruolo di piattaforma industriale europea dell’automotive. Dietro questo risultato ci sono soprattutto le aziende della componentistica, realtà spesso lontane dal grande pubblico ma decisive per il funzionamento dell’intero settore.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to