Milano, record di partenze ma boom di arrivi dall'estero: come cambia la popolazione
25/08/2026
Le grandi città italiane continuano ad attirare lavoratori, studenti e persone provenienti dall’estero, ma nello stesso tempo vedono una parte dei residenti trasferirsi verso i comuni circostanti. È questa la trasformazione fotografata dai dati relativi al triennio 2023-2025. Nei 106 capoluoghi analizzati in base alla rielaborazione del Sole 24 Ore basata sulle informazioni Istat, quasi 97 mila persone hanno scelto di spostare la propria residenza fuori dai confini cittadini, privilegiando soprattutto le aree provinciali e l’hinterland.
Il fenomeno interessa numerose zone del Paese e trova a Milano uno degli esempi più significativi. Il capoluogo lombardo conserva una forte capacità di richiamo internazionale, ma registra anche il bilancio peggiore per quanto riguarda i trasferimenti interni.
Sempre più residenti scelgono i comuni dell’hinterland
La mobilità all’interno del territorio nazionale ha determinato, nei capoluoghi considerati, una perdita complessiva pari a 56.402 residenti. Soltanto 53 città su 106 hanno chiuso il periodo con un risultato positivo legato agli spostamenti interni. La tendenza, quindi, non riguarda poche realtà isolate, ma coinvolge in modo piuttosto ampio il sistema urbano italiano.
A rendere il quadro ancora più evidente è l’andamento annuale. Nel 2023 la differenza negativa era stata di 8.472 persone. Il valore è poi salito a 23.381 nel 2024, raggiungendo quota 24.549 nel 2025. In appena tre anni, dunque, l’uscita dai capoluoghi ha mostrato una progressiva accelerazione.
Le città non perdono necessariamente la loro capacità di attrarre persone. A cambiare è soprattutto il rapporto tra centro urbano, residenza e provincia. Una parte della popolazione continua a lavorare o a svolgere le proprie attività nel capoluogo, ma preferisce stabilirsi nei comuni collocati nelle cinture urbane.
Gli arrivi dall’estero sostengono il bilancio delle città
Il risultato cambia quando vengono considerati gli spostamenti internazionali. Tra il 2023 e il 2025, gli ingressi provenienti dall’estero hanno prodotto nei capoluoghi un saldo positivo di 328.363 residenti. Si tratta di un valore quasi sei volte superiore alla perdita causata dai trasferimenti interni.
Grazie a questo contributo, il bilancio migratorio complessivo delle città rimane positivo e raggiunge 271.961 persone. I numeri mostrano così due movimenti contemporanei. Da una parte, molti residenti si spostano verso la provincia; dall’altra, i capoluoghi continuano ad accogliere un elevato numero di persone provenienti da altri Paesi.
Ne emerge un sistema urbano più internazionale, ma anche meno stabile dal punto di vista della popolazione già presente sul territorio. Le città mantengono un ruolo centrale per le opportunità offerte, mentre la scelta del luogo in cui abitare si orienta con maggiore frequenza verso l’esterno.
Milano tra record di uscite e nuovi ingressi
Milano rappresenta il caso più evidente di questa trasformazione. Nel triennio preso in esame, il capoluogo lombardo ha registrato il peggiore saldo interno tra le 106 città analizzate, con una perdita di 22.099 residenti.
Il dato non significa che Milano abbia smesso di essere attrattiva. La città ha infatti guadagnato 18.824 persone provenienti dalle altre regioni italiane. Ancora più rilevante è stato il contributo internazionale, con un saldo positivo di 45.662 residenti arrivati dall’estero.
Milano si trova quindi al centro di dinamiche apparentemente opposte. Attrae popolazione da altre parti d’Italia e dal resto del mondo, ma perde molti abitanti a favore dei comuni della propria provincia. La sua forza economica e professionale resta elevata, mentre una parte di chi già vive nell’area urbana decide di trasferire la residenza oltre i confini comunali.
Anche Roma segue una dinamica simile, sebbene con valori differenti. Nello stesso periodo ha registrato un risultato interno negativo di 3.784 persone e una perdita di 12.806 residenti verso i comuni provinciali. Gli arrivi dalle altre regioni, pari a 10.238 unità, non sono riusciti a compensare completamente queste uscite.
Determinante è stato ancora una volta l’apporto internazionale. Gli ingressi dall’estero hanno prodotto per Roma un saldo di 38.718 residenti, permettendo alla città di chiudere il triennio con un bilancio complessivo positivo di 34.934 persone.
Costi delle case, lavoro a distanza e qualità della vita
Dietro il trasferimento verso l’hinterland si trovano diversi elementi strutturali. Uno dei principali riguarda il costo sempre più elevato delle abitazioni nei grandi centri urbani. La possibilità di trovare spazi più ampi nei comuni circostanti può rendere conveniente l’allontanamento dal centro, soprattutto quando la presenza quotidiana sul posto di lavoro non è indispensabile.
La diffusione dello smart working ha infatti modificato il legame tradizionale tra abitazione e sede professionale. Se una parte delle attività può essere svolta a distanza, vivere nel cuore della città diventa una necessità meno pressante. Alle valutazioni economiche si affiancano poi quelle personali, legate agli spazi disponibili e alla qualità della vita.
I dati del triennio descrivono quindi una nuova geografia dell’abitare. I capoluoghi rimangono poli di attrazione, soprattutto per chi arriva dall’estero o da altre regioni, ma una quota crescente di residenti preferisce stabilirsi nelle aree circostanti.
Milano guida questo cambiamento e mostra con particolare chiarezza il doppio volto delle metropoli contemporanee: internazionali e dinamiche, ma sempre più circondate da un hinterland capace di richiamare chi sceglie di lasciare il centro.
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