Alter-ego in corsia: il robot teleguidato che affianca medici e pazienti arriva al Maugeri di Milano
20/06/2026
Nelle corsie dell’IRCCS Maugeri di Milano è iniziata una sperimentazione che porta la robotica assistiva a diretto contatto con pazienti, medici e operatori sanitari. Al centro del progetto c’è Alter-ego, un robot umanoide ideato dall’Istituto Italiano di Tecnologia insieme all’Università di Pisa. Il sistema è stato introdotto nella struttura milanese per verificare quale ruolo possa avere nei percorsi dedicati alle persone con patologie neurodegenerative, tra cui la sclerosi laterale amiotrofica.
L’obiettivo non consiste nel sostituire il personale sanitario. Il progetto punta a capire quali attività ripetitive o standardizzate possano essere affidate alla macchina, così da riservare più tempo alle mansioni cliniche e relazionali che richiedono esperienza, sensibilità e contatto umano. La sperimentazione coinvolge professionisti con competenze differenti e prende in esame sia l’ambiente ospedaliero sia l’assistenza prestata a distanza.
Un progetto prova la robotica nei percorsi assistenziali
L’arrivo di Alter-ego all’IRCCS Maugeri rientra nel progetto Fit4MedRob, finanziato dal Piano nazionale complementare al PNRR. La ricerca valuta l’inserimento dei robot umanoidi nei servizi destinati ai pazienti con disturbi neurodegenerativi, condizioni che spesso richiedono controlli continui, supporto nelle attività quotidiane e collaborazione costante tra struttura sanitaria e famiglia.
La sperimentazione è stata costruita attorno alle esigenze reali dei reparti. Medici, terapisti, infermieri, ricercatori, pazienti e caregiver hanno partecipato alla definizione degli scenari nei quali il robot potrebbe risultare utile. Il lavoro non si limita quindi alle capacità tecniche della macchina, ma osserva il modo in cui essa entra negli spazi di cura e interagisce con persone che possono presentare difficoltà motorie.
Il progetto considera anche l’impiego di Alter-ego nelle abitazioni. In questo contesto il robot può diventare un collegamento tra il paziente e il personale clinico, soprattutto nelle fasi in cui una presenza fisica continua risulta difficile da organizzare. La macchina rappresenta così uno strumento operativo attraverso il quale il professionista può mantenere il contatto e svolgere alcune attività a distanza.
Il piccolo robot si muove e manipola gli oggetti
Alter-ego misura circa 120 centimetri di altezza e si sposta su due ruote. Le dimensioni contenute gli permettono di muoversi nei corridoi e nelle stanze senza richiedere spazi progettati appositamente. Il sistema può essere guidato da un operatore oppure può funzionare in modalità autonoma e semi-autonoma in base al compito assegnato.
Uno degli elementi più particolari riguarda le braccia, formate da moduli cedevoli a rigidità variabile. Questi componenti svolgono una funzione simile a quella dei muscoli artificiali e aiutano il robot a eseguire movimenti adatti a un ambiente frequentato da persone fragili. L’interazione fisica richiede infatti precisione e capacità di adattamento, soprattutto quando la macchina deve avvicinarsi a un paziente o manipolare un oggetto.
Alle estremità delle braccia si trovano le mani robotiche SoftHand, dotate di più articolazioni. Grazie a queste mani, Alter-ego può afferrare e consegnare oggetti, azionare una maniglia e compiere semplici operazioni pratiche. La macchina può così offrire un supporto nelle attività quotidiane senza limitarsi alla comunicazione o allo spostamento all’interno dell’ospedale.
Articolo Precedente
Milano, bonus affitto per giovani lavoratori: requisiti, reddito e contratti ammessi
Articolo Successivo
Milano Linate Runway Run: 3.000 partecipanti tra aerei e luci aeroportuali
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to