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Affitti a Milano, i prezzi calano ma la città resta la più cara: quanto costa una stanza singola

04/08/2026

A detailed image of a hand holding a folded 50 euro banknote, with documents in the background.

Il mercato delle stanze in affitto a Milano mostra un primo segnale di rallentamento, ma il cambiamento non basta a rendere la città più accessibile. Il canone medio richiesto per una camera singola è infatti sceso a 704 euro al mese, con una diminuzione di circa il 4% rispetto all’anno precedente. Nonostante questa flessione, il capoluogo lombardo conserva il primato di città più costosa d’Italia per questa tipologia di locazione.

Il quadro nazionale presenta una contrazione ancora più evidente. In tutta Italia i prezzi medi delle singole sono diminuiti del 6,2%, un andamento collegato soprattutto alla riduzione della domanda. Milano segue quindi la stessa direzione, ma con un calo meno marcato rispetto alla media del Paese.

Il calo non cancella il primato di Milano

La discesa dei canoni rappresenta una novità importante dopo una fase caratterizzata da prezzi particolarmente elevati. Il dato deve però essere interpretato insieme al livello raggiunto dagli affitti: una stanza singola a Milano costa mediamente 704 euro ogni mese, una cifra che mantiene la città davanti agli altri grandi mercati universitari presi in esame.

La diminuzione milanese, pari a circa il 4%, risulta inoltre più contenuta rispetto al calo nazionale del 6,2%. Ciò significa che il mercato cittadino sta rallentando, ma con un’intensità inferiore rispetto a quanto osservato complessivamente in Italia.

Il nuovo scenario non può quindi essere letto come un ribaltamento delle condizioni precedenti. Si tratta piuttosto di un primo ridimensionamento delle richieste economiche, ancora insufficiente a modificare la posizione di Milano nella graduatoria nazionale. Per chi cerca una camera, il risparmio rispetto all’anno precedente può essere percepibile, ma il punto di partenza continua a essere molto alto.

I prezzi delle stanze cambiano da un quartiere all’altro

La media cittadina non descrive completamente il mercato, poiché le cifre variano sensibilmente in base alla zona. Il Centro si conferma l’area più costosa, con un canone medio di 823 euro al mese per una singola. La differenza rispetto alla media milanese è di 119 euro.

Poco più indietro si trova l’area Porta Romana-Cadore-Montenero, dove il prezzo medio mensile raggiunge 812 euro. Segue Garibaldi-Moscova-Porta Nuova con 807 euro. Le tre zone più care della città superano quindi tutte la soglia degli 800 euro e presentano valori abbastanza ravvicinati: tra la prima e la terza intercorrono appena 16 euro.

La situazione cambia spostandosi verso la parte meno onerosa del mercato. Ponte Lambro-Santa Giulia è la zona più conveniente, con una media di 571 euro mensili. Rispetto al Centro, il risparmio arriva a 252 euro al mese, mentre la differenza nei confronti della media cittadina è di 133 euro.

La distanza tra i valori estremi mostra quanto la posizione dell’alloggio continui a incidere sul canone richiesto. Anche in una fase di calo generale, il quartiere rimane quindi un elemento decisivo nel determinare la spesa necessaria per affittare una camera.

Diminuiscono anche i contatti per gli annunci

La flessione non riguarda soltanto i prezzi. Nell’arco di un anno, a Milano, i contatti complessivi generati dagli annunci sono diminuiti di oltre il 14%. Il dato viene utilizzato per misurare l’interesse manifestato dagli utenti nei confronti delle stanze disponibili.

Il calo dei contatti appare decisamente più ampio rispetto alla riduzione dei canoni. Mentre le richieste economiche sono scese di circa il 4%, l’interesse raccolto dagli annunci ha perso oltre 14 punti percentuali. I due valori descrivono aspetti differenti dello stesso mercato, ma segnalano entrambi una fase meno dinamica rispetto all’anno precedente.

Su scala nazionale, la diminuzione dei prezzi viene associata proprio a una domanda più debole. Milano si inserisce in questo contesto, pur conservando valori mensili superiori a quelli registrati nelle altre città universitarie considerate. La minore attenzione verso gli annunci, almeno per il momento, non ha dunque eliminato il divario economico che separa il capoluogo lombardo dagli altri mercati.

Il confronto con Roma mostra due tendenze opposte

Roma presenta un andamento differente. Nella Capitale il prezzo medio di una stanza singola è arrivato a 615 euro al mese e continua a crescere, con rincari particolarmente evidenti in alcune zone cittadine.

Tra Milano e Roma rimane una differenza media di 89 euro mensili. Il dato più significativo riguarda però la direzione seguita dai due mercati: nel capoluogo lombardo i canoni registrano una diminuzione, mentre nella Capitale prosegue la crescita.

Milano conserva quindi il primato nazionale nonostante il rallentamento, mentre Roma riduce indirettamente le distanze attraverso un movimento opposto. Sarà l’evoluzione dei prossimi rilevamenti a mostrare se questa divergenza rappresenti un cambiamento duraturo oppure una fase limitata.

Un mercato meno vivace ma ancora costoso

I nuovi dati restituiscono l’immagine di un mercato milanese in raffreddamento. Scendono i prezzi medi, diminuiscono i contatti per gli annunci e la domanda nazionale mostra segnali di contrazione. Allo stesso tempo, Milano rimane la città italiana più cara per affittare una stanza singola.

Il calo del 4% offre un primo elemento di discontinuità, ma non cancella le profonde differenze tra i quartieri. Si passa dai 571 euro di Ponte Lambro-Santa Giulia agli 823 euro del Centro, con Porta Romana-Cadore-Montenero e Garibaldi-Moscova-Porta Nuova ancora stabilmente sopra gli 800 euro mensili.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to