Affitti universitari, Milano resta la città più cara: 704 euro in media per una stanza
24/08/2026
I prezzi delle stanze singole diminuiscono in diverse città italiane, ma per gli studenti fuori sede trovare un alloggio continua a richiedere un investimento considerevole. Il primato dei canoni più elevati spetta ancora una volta a Milano, dove una camera costa mediamente 704 euro al mese. La cifra è leggermente inferiore a quella registrata dodici mesi prima, senza però modificare la posizione del capoluogo lombardo nel mercato nazionale degli affitti.
A Milano una stanza singola costa mediamente 704 euro
Secondo i dati di Immobiliare.it Insights relativi al 2026, il prezzo medio richiesto per una camera singola a Milano è diminuito del 3,8% su base annua. Il calo rappresenta un piccolo segnale di rallentamento dopo una lunga fase caratterizzata da canoni particolarmente elevati. Nonostante questa variazione, la città resta nettamente la più costosa d’Italia per chi cerca una stanza in un appartamento condiviso.
Il valore medio mensile continua infatti a superare la soglia dei 700 euro. Per gli universitari che arrivano da altre province o regioni, l’alloggio rimane quindi una delle principali voci di spesa. La diminuzione registrata nel corso dell’ultimo anno non è sufficiente a rendere il mercato milanese realmente accessibile, soprattutto considerando che al canone possono aggiungersi altre spese legate alla gestione dell’abitazione.
Il quadro milanese si inserisce in una tendenza nazionale più ampia. In Italia, il prezzo medio delle stanze è sceso complessivamente del 6,2%, una riduzione più marcata rispetto a quella osservata nel capoluogo lombardo. Il divario conferma la particolare resistenza dei prezzi di Milano, dove la domanda continua a concentrarsi sulle sistemazioni disponibili.
Meno contatti complessivi, ma gli annunci continuano ad attirare interesse
Il calo dei prezzi è accompagnato da una diminuzione dell’interesse generale verso gli annunci. A livello nazionale, i contatti medi ricevuti da ogni inserzione sono diminuiti del 19,8%, mentre quelli complessivi hanno registrato una contrazione vicina al 22%.
A Milano la situazione presenta caratteristiche differenti. La pressione della domanda sul singolo annuncio è cresciuta dell’1,5%, mentre il numero complessivo dei contatti è sceso di oltre il 14%. I dati mostrano dunque un mercato nel quale circolano meno richieste rispetto al passato, ma ogni sistemazione disponibile continua a richiamare una notevole attenzione.
La flessione dei contatti non si traduce automaticamente in un crollo dei canoni. Milano conserva una domanda capace di sostenere prezzi molto superiori a quelli rilevati negli altri centri universitari. La riduzione annuale appare quindi contenuta e non altera in modo sostanziale le difficoltà incontrate da chi deve trasferirsi in città.
Dal centro alla periferia, i prezzi cambiano tra i quartieri
Il costo di una camera può variare sensibilmente in base alla zona. Il centro di Milano rimane l’area più cara, con una media di 823 euro mensili, nonostante una riduzione del 2% rispetto all’anno precedente.
Subito dopo si colloca l’area di Porta Romana, Cadore e Montenero, dove la richiesta media raggiunge 812 euro al mese. In questo caso i prezzi sono aumentati dell’1,8%. Anche la zona compresa tra Garibaldi, Moscova e Porta Nuova supera abbondantemente gli 800 euro: la media è di 807 euro, con una crescita annuale del 2,5%.
Per trovare valori più bassi bisogna allontanarsi dalle aree centrali. Ponte Lambro e Santa Giulia costituiscono la zona meno costosa tra quelle considerate, con un canone medio di 571 euro mensili, in diminuzione dell’1,8%. Il risparmio rispetto al centro supera quindi i 250 euro al mese, una differenza che può incidere in maniera significativa sulla scelta dell’alloggio.
La collocazione della stanza resta pertanto uno degli elementi decisivi. Gli studenti devono valutare il prezzo insieme alla distanza dall’università e ai collegamenti disponibili, cercando un equilibrio tra sostenibilità economica e organizzazione degli spostamenti quotidiani.
Milano davanti alle altre città universitarie
Alle spalle di Milano si trovano Firenze e Roma. Nel capoluogo toscano una stanza singola costa mediamente 627 euro, mentre nella Capitale la cifra raggiunge 615 euro, con una crescita annuale del 7%. La distanza rispetto ai prezzi milanesi rimane comunque evidente.
A Bologna, invece, il canone medio è sceso del 7,5%, fermandosi a 585 euro. Bergamo ha registrato un andamento opposto, con un aumento dell’8,3% e una media di 504 euro mensili. Più contenuti i valori di Torino e Brescia, rispettivamente pari a 479 e 478 euro.
Le variazioni osservate nelle diverse città dimostrano che il calo nazionale non procede in maniera uniforme. Alcuni centri universitari presentano riduzioni importanti, mentre altri continuano a registrare aumenti. Milano segue una via intermedia: i prezzi arretrano leggermente, ma rimangono abbastanza elevati da conservare il primato nazionale.
Per gli studenti fuori sede, la ricerca di una camera nel capoluogo lombardo resta dunque complessa. I 704 euro medi mensili descrivono un mercato ancora impegnativo, nel quale anche un calo vicino al 4% produce effetti limitati. Milano costa meno rispetto a un anno fa, ma continua a essere la città italiana più cara per chi desidera affittare una stanza singola.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.