Università, Milano conquista gli studenti stranieri: sono già circa 20mila
31/08/2026
Milano consolida il proprio ruolo tra le città universitarie più internazionali d’Italia. Gli studenti provenienti dall’estero che frequentano gli atenei cittadini sono ormai circa 20mila, una presenza che sta modificando il volto delle aule e rafforzando il legame del capoluogo lombardo con il resto del mondo.
Il dato racconta un sistema accademico capace di richiamare giovani interessati a percorsi scientifici, tecnologici, economici, medici e umanistici. Dietro questa crescita si trovano la reputazione delle università, l’ampliamento dei corsi in inglese e costi generalmente più contenuti rispetto a quelli richiesti dagli atenei britannici e statunitensi.
Quasi uno studente su dieci arriva dall’estero
Nelle università milanesi risultano iscritti complessivamente circa 232mila studenti. Di questi, l’8,6% proviene da un altro Paese. È una percentuale significativa, sostenuta soprattutto dalla capacità di attrazione del Politecnico di Milano e della Bocconi, che ogni anno accolgono migliaia di giovani stranieri.
La presenza internazionale interessa tutti i livelli della formazione accademica. Gli studenti si trasferiscono a Milano per frequentare corsi di laurea triennale e magistrale, ma anche per intraprendere dottorati e attività di ricerca. La città diventa così una tappa importante all’interno di percorsi formativi che attraversano più nazioni.
La scelta dipende anche dal rapporto tra qualità dell’offerta e costi. Rispetto ad alcune destinazioni universitarie tradizionalmente molto richieste, come il Regno Unito e gli Stati Uniti, Milano può offrire condizioni economiche più accessibili, mantenendo al tempo stesso un livello accademico competitivo.
L’effetto Brexit cambia le destinazioni universitarie
La crescita degli iscritti stranieri si inserisce in una trasformazione più ampia della mobilità internazionale. Dopo la Brexit, il Regno Unito è diventato una destinazione meno conveniente per molti giovani provenienti dall’estero. Le spese più elevate e le procedure legate ai visti di studio hanno contribuito a modificare le loro preferenze.
In questo nuovo scenario, Milano ha conquistato uno spazio sempre più rilevante. Gli atenei cittadini stanno ampliando i programmi in lingua inglese, investendo nella qualità della didattica e cercando docenti con esperienze accademiche internazionali.
Alla Bocconi, per esempio, gli studenti stranieri rappresentano tra il 35 e il 40% degli iscritti ai corsi di laurea magistrale e ai dottorati. L’università può inoltre contare su una rete formata da circa 300 atenei partner distribuiti nel mondo, attraverso la quale vengono sviluppati scambi e collaborazioni.
La concorrenza internazionale rimane elevata. Per continuare ad attirare studenti, le università milanesi puntano quindi su programmi riconoscibili, collegamenti accademici globali e percorsi capaci di rispondere alle esigenze di una popolazione universitaria sempre più mobile.
Il Politecnico guida la crescita internazionale
Uno dei principali poli di attrazione è il Politecnico di Milano, dove risultano iscritti 9.478 studenti stranieri. Una parte rilevante arriva dall’Asia e sceglie soprattutto percorsi collegati all’Ingegneria e al Design.
Il richiamo esercitato dall’ateneo è legato anche alla posizione occupata da queste discipline nei ranking internazionali. La possibilità di formarsi in un ambiente riconosciuto a livello globale spinge molti giovani a trasferirsi a Milano, acquisire nuove competenze e costruire relazioni accademiche destinate a proseguire anche dopo la laurea.
Al termine degli studi, alcuni studenti rientrano nel proprio Paese portando con sé le conoscenze maturate durante l’esperienza milanese. In questo modo, le università diventano punti di collegamento tra territori diversi e alimentano una circolazione internazionale di capacità, metodi di studio ed esperienze.
Le discipline Stem attirano il maggior numero di giovani
Quattro nazionalità concentrano circa il 40% degli studenti stranieri presenti negli atenei milanesi: cinese, iraniana, indiana e turca. Le scelte riguardano in modo particolare le materie scientifiche e tecnologiche. Il 42% dei percorsi intrapresi appartiene infatti all’area Stem, che comprende settori come ingegneria e chimica.
Anche l’Università Statale presenta una componente internazionale importante. L’ateneo conta più di 59mila iscritti e la quota proveniente dall’estero si aggira intorno al 10%. Nell’anno accademico 2025/2026, la comunità straniera più numerosa è quella cinese, con 444 studenti.
L’internazionalizzazione coinvolge però anche la medicina e le discipline umanistiche. Alla Humanitas University è particolarmente alta la presenza straniera nel corso magistrale in Medicine and Surgery. Gli iscritti arrivano, tra gli altri Paesi, da Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Canada, India e Iran. Tra gli elementi di richiamo figura il modello formativo integrato con il polo ospedaliero.
La Iulm accoglie invece 630 studenti internazionali all’interno dei propri corsi di area umanistica. Il quadro mostra quindi una mobilità articolata, che supera i confini delle discipline tecnologiche e interessa una parte sempre più ampia dell’offerta accademica cittadina.
Atenei aperti anche a rifugiati politici e giovani in fuga dai conflitti
Milano rappresenta una destinazione universitaria anche per rifugiati politici e ragazzi provenienti da territori colpiti dai conflitti. Statale, Bocconi, Bicocca e Politecnico partecipano al progetto Unicore, attraverso il quale vengono create opportunità di studio sostenute da percorsi e corridoi umanitari dedicati.
Le università milanesi assumono così il ruolo di luoghi di incontro tra formazione, ricerca e mobilità internazionale. La presenza di circa 20mila studenti stranieri amplia la dimensione globale della città e porta nelle aule esperienze, lingue e percorsi differenti.
L’obiettivo degli atenei sarà consolidare questa capacità di attrazione, continuando a migliorare i programmi in inglese, la qualità dell’insegnamento e le collaborazioni con università di altri Paesi. Milano dispone già di una base solida: un sistema accademico che appare sempre più inserito nelle nuove rotte mondiali della formazione.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.