Riscaldamento in Lombardia 2026-2027: quando si accendono i termosifoni e per quante ore
28/09/2026
Per chi vive in Lombardia, l’arrivo dell’autunno porta con sé una domanda pratica: da quando si può riaccendere il riscaldamento? Nella stagione 2026-2027, il 15 ottobre è la data di riferimento per Milano e per i Comuni della fascia climatica E. Il calendario, però, rappresenta soltanto una parte della regola. Occorre considerare anche il numero massimo di ore consentite ogni giorno e la fascia in cui distribuirle. Alcune località lombarde appartengono inoltre a una categoria diversa, per la quale non valgono gli stessi limiti stagionali.
Dal 15 ottobre ad aprile: il calendario della fascia E
Nei Comuni lombardi classificati nella fascia E, il periodo ordinario di accensione inizia il 15 ottobre 2026 e si conclude il 15 aprile del 2027. Durante questi mesi si possono utilizzare i termosifoni rispettando i limiti giornalieri previsti. La data iniziale indica una possibilità, non un obbligo: si può attendere prima di avviare l’impianto e si può interromperne l’uso prima della scadenza primaverile.
Per capire quale calendario seguire bisogna guardare alla classificazione climatica del proprio Comune. Il territorio della penisola è diviso in 6 fasce, contrassegnate dalle lettere A, B, C, D, E, F. La lettera dipende dai cosiddetti gradi giorno, un parametro legato alle caratteristiche climatiche della località. Per questo un’indicazione riferita in generale alla Lombardia richiede attenzione: diversi centri della regione seguono le regole della E, mentre alcune località rientrano nella F.
Le fasce stabiliscono anche durate quotidiane differenti. Si passa dalle sei ore previste per la A alle otto della B, poi a dieci per la C e dodici per la D. La E arriva a quattordici ore; per la F, invece, il calendario descritto non prevede un limite ordinario di accensione. Conoscere la lettera attribuita al Comune è quindi il primo passo per leggere correttamente date e orari.
Quattordici ore al giorno, nella fascia tra le 5 e le 23
Per le località lombarde in fascia E, il riscaldamento può funzionare fino a 14 ore nell’arco della giornata. Queste ore vanno collocate tra le 5 e le 23. I due numeri descrivono aspetti distinti: l’intervallo disponibile va dal primo mattino alla tarda serata, mentre il funzionamento effettivo deve rimanere entro il tetto quotidiano.
La fascia dalle 5 alle 23 copre infatti diciotto ore. Il limite di accensione resta comunque di quattordici. Leggere l’orario di fine come il momento fino al quale lasciare sempre attivi i caloriferi porterebbe quindi a superare la durata consentita. La distinzione è utile soprattutto quando si programma l’impianto per più momenti della giornata: conta il totale delle ore di funzionamento.
Il calendario indica il periodo entro cui l’accensione è ammessa, mentre ciascuno può scegliere di usare il riscaldamento per un tempo inferiore. Chi decide di aspettare oltre metà ottobre, oppure di spegnere definitivamente i termosifoni prima di aprile, rimane all’interno di questo quadro. La verifica essenziale riguarda il rispetto dei limiti quando l’impianto è in funzione.
Le località della fascia F e le possibili deroghe
La situazione cambia in alcuni Comuni lombardi inseriti nella fascia F. Tra gli esempi figurano Livigno, Morbegno e Ponte di Legno, insieme a Schilpario, Selvino e Ballabio. Per queste località il riscaldamento non segue il periodo ordinario fissato per la E e non è indicato il medesimo tetto di ore giornaliere.
La differenza spiega perché la sola appartenenza alla Lombardia non basti a stabilire la regola applicabile a un’abitazione. Prima di prendere come riferimento il 15 ottobre, conviene individuare la fascia del Comune in cui si trova l’edificio. Questa verifica è particolarmente utile nelle località montane, dove può valere la classificazione F.
Il calendario può inoltre essere adattato dalle amministrazioni comunali. Quando le condizioni meteorologiche lo richiedono, i sindaci possono autorizzare un periodo di utilizzo più ampio, anticipando l’accensione oppure consentendo di proseguirla oltre la scadenza prevista.
Si tratta di una possibilità legata a decisioni locali: una giornata fredda, da sola, non cambia automaticamente le date ordinarie. Nell’articolo di riferimento non risultano deroghe già annunciate per la stagione 2026-2027.
Date e orari: perché è importante rispettarli
Il rispetto del periodo e delle ore di accensione ha anche conseguenze sul piano delle sanzioni. Per le violazioni, la cifra indicata può arrivare fino a 3.000 euro. È un importo massimo, da non leggere come la multa prevista automaticamente in ogni singolo caso.
Per orientarsi, dunque, è utile seguire un ordine semplice: individuare la fascia climatica del Comune, controllare il periodo applicabile e considerare la durata giornaliera consentita. Nelle località in E, il quadro ordinario va da metà ottobre a metà aprile, con quattordici ore complessive da collocare tra le 5 e le 23. Nei Comuni in F valgono condizioni diverse. Eventuali decisioni del sindaco possono infine modificare il periodo stagionale in risposta al meteo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to