Milano sperimenta l’housing sociale: 12 alloggi per persone vulnerabili e giovani discriminati
07/04/2026
Un intervento che intreccia politiche abitative, inclusione sociale e contrasto alle discriminazioni prende forma attraverso il nuovo progetto sperimentale approvato dalla Giunta del Comune di Milano. L’amministrazione metterà a disposizione 12 appartamenti di proprietà pubblica, situati nell’hinterland, per offrire un sostegno concreto a persone in condizioni di fragilità economica e sociale.
L’iniziativa si rivolge in particolare a nuclei monogenitoriali con difficoltà ad accedere al mercato immobiliare e a giovani allontanati dalle famiglie a causa del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere. Due categorie diverse, accomunate da un bisogno urgente di soluzioni abitative accessibili e da percorsi di accompagnamento verso l’autonomia.
Un modello temporaneo orientato all’autonomia
Gli alloggi saranno assegnati in concessione d’uso a enti del Terzo settore, che avranno il compito di gestire l’accoglienza e supportare i beneficiari nel percorso di uscita dalla vulnerabilità. Gli ospiti potranno rimanere negli appartamenti per un periodo massimo di 18 mesi, durante il quale saranno coinvolti in un progetto personalizzato.
Elemento centrale del modello è il “patto di accoglienza”, che definisce impegni e obiettivi condivisi tra Comune, enti gestori e beneficiari. A questo si affianca un accompagnamento educativo, pensato per rafforzare competenze personali e capacità di gestione autonoma della vita quotidiana.
È prevista anche una compartecipazione, seppur limitata, alle spese dell’alloggio. Una scelta che intende responsabilizzare i destinatari e rappresentare un primo passo verso una piena indipendenza abitativa.
Spazi condivisi e rete territoriale
Gli appartamenti si trovano nei comuni di Cinisello Balsamo, Brugherio e Desio e saranno concessi per dieci anni agli enti selezionati. La configurazione degli spazi prevede aree comuni accanto a zone private, con l’obiettivo di favorire una convivenza equilibrata tra condivisione e riservatezza.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio pubblico e di ampliamento dell’offerta abitativa sociale, con una particolare attenzione alle situazioni di esclusione legate non solo alla condizione economica, ma anche a fattori identitari e relazionali.
Secondo gli assessori Lamberto Bertolé e Fabio Bottero, l’iniziativa rappresenta una traduzione concreta delle politiche antidiscriminatorie adottate dal Comune, con l’intento di offrire risposte tangibili a chi si trova ai margini del sistema abitativo tradizionale. Un intervento che unisce dimensione sociale e abitativa, cercando di costruire percorsi sostenibili nel tempo e radicati nel territorio.
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