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Maturità 2026: a Milano quasi tutti ammessi, ma calano le valutazioni alte

17/06/2026

Maturità 2026: a Milano quasi tutti ammessi, ma calano le valutazioni alte

La maturità 2026 si avvicina e, nelle scuole superiori milanesi, il quadro delle ammissioni appare netto: la gran parte degli studenti di quinta arriverà all’esame di Stato. Le esclusioni restano poche e, in diversi istituti, nessun candidato è stato fermato prima delle prove. Il dato, però, racconta solo una parte della situazione. Accanto al numero ridotto di non ammessi, infatti, diversi dirigenti scolastici segnalano valutazioni meno alte rispetto agli anni precedenti, con una possibile riduzione degli studenti in grado di puntare al voto massimo.

Il tema dei crediti scolastici assume quindi un peso centrale. Nel percorso che porta al diploma, fino a 40 punti su 100 derivano dal rendimento accumulato nel triennio. Chi arriva all’esame con un punteggio più basso parte con meno margine per raggiungere il 100 e lode. Per questo, pur in presenza di ammissioni quasi generalizzate, il numero delle eccellenze potrebbe calare.

La maturità parte con pochi studenti lasciati fuori

A Milano il conto alla rovescia è ormai entrato nella fase finale. Giovedì gli studenti saranno chiamati ad affrontare la prima prova scritta, momento che apre ufficialmente l’esame conclusivo delle superiori. Nei consigli di classe delle quinte, intanto, il numero degli esclusi risulta contenuto.

In molte scuole, i casi di mancata ammissione sono legati soprattutto alla frequenza irregolare, più che a un rendimento insufficiente in senso stretto. Si tratta di situazioni isolate, spesso maturate lungo l’anno scolastico, quando alcuni ragazzi hanno progressivamente interrotto la presenza in aula o hanno dato priorità ad altri impegni.

Il quadro generale, dunque, conferma una tendenza già vista negli ultimi anni: pochi studenti restano fuori dall’esame. Resta però una differenza significativa nella qualità dei percorsi. Le valutazioni, secondo alcuni presidi, sembrano meno brillanti e questo può modificare la composizione finale dei risultati.

I crediti pesano sul voto finale

Il sistema della maturità attribuisce un ruolo rilevante al percorso svolto prima dell’esame. I 40 crediti assegnati nel triennio incidono in modo diretto sulla possibilità di arrivare ai punteggi più alti. Chi non parte dal massimo deve recuperare terreno nelle prove scritte e nel colloquio, con una strada più stretta verso la lode.

Al classico Carducci, per esempio, i non ammessi sono soltanto due. Il vicepreside Antonio Galli ha spiegato che le classi quinte presentano voti un po’ più bassi rispetto all’anno precedente. Di conseguenza, secondo la scuola, saranno meno numerosi gli studenti davvero in corsa per il massimo risultato.

Una lettura simile arriva dallo scientifico Vittorio Veneto, nel quale tutti gli alunni dell’ultimo anno sono stati ammessi. La dirigente Maria Rosaria Arena ha riferito che, rispetto al passato, si nota una presenza maggiore di studenti con insufficienze lievi.

Le scuole con tutti gli studenti ammessi

Tra gli istituti milanesi, alcuni arrivano all’esame senza bocciature. Al Vittorio Veneto, al liceo classico Beccaria e al liceo scientifico Bottoni, tutti gli studenti delle quinte potranno sostenere la maturità.

La situazione appare comunque differenziata da scuola a scuola. In alcuni casi le classi hanno mantenuto un andamento regolare durante l’anno. In altri, anche senza bocciature, emergono voti più prudenti, che riducono la platea degli studenti con punteggi molto alti.

Il tema non riguarda soltanto l’accesso all’esame, ma il profilo con cui ciascun candidato si presenta davanti alla commissione. La maturità a Milano, da questo punto di vista, sembra aprirsi con molte ammissioni e con una possibile contrazione dei risultati eccellenti. È una differenza sottile, ma rilevante per leggere il finale dell’anno scolastico.

Tra Brera e Galilei-Luxemburg restano casi isolati

All’artistico di Brera i non ammessi sono quattro su tredici quinte. Tre studenti, secondo quanto riferito dalla scuola, hanno interrotto la frequenza, mentre un altro caso riguarda insufficienze diffuse in tutte le discipline. Anche qui, quindi, il numero resta contenuto.

Al tecnico e professionale Galilei-Luxemburg, la preside Annamaria Borando ha indicato pochi casi isolati. Alcuni studenti, nel corso dell’anno, avrebbero trascurato lo studio perché impegnati nel lavoro. È un elemento che compare soprattutto negli indirizzi in cui il rapporto con il mercato del lavoro può diventare più diretto già prima del diploma.

Al Torricelli si registrano quattro non ammessi su dieci sezioni, mentre al Virgilio i non ammessi sono due. Numeri ridotti, che confermano una linea comune: la maturità 2026 vedrà la partecipazione di quasi tutti gli studenti arrivati all’ultimo anno, con bocciature limitate a casi specifici.

Matematica e materie di indirizzo restano gli ostacoli

Tra le discipline più complesse, le scuole indicano soprattutto matematica e le materie caratterizzanti dei singoli percorsi. Al tecnico Cattaneo, per esempio, le difficoltà maggiori riguardano topografia per gli studenti dell’indirizzo geometri ed economia aziendale per chi segue Afm. Anche in questo istituto i numeri restano bassi: tre non ammessi nelle otto quinte.

La preside Maria Rizzuto ha ricondotto l’andamento a una situazione in linea con gli anni precedenti. Un quadro analogo emerge al Tenca, dove i non ammessi sono due su dodici quinte. Il preside Mauro Agostino Donato Zeni ha indicato le discipline scientifiche, a partire da matematica, come le aree più difficili per gli studenti.

Al Frisi si contano due bocciati e circa una decina di abbandoni. Il dato sugli abbandoni aggiunge un elemento diverso rispetto alle semplici non ammissioni, perché segnala percorsi interrotti prima del momento conclusivo.

Il Caterina da Siena mostra un quadro diverso

Nel panorama milanese emerge poi il caso del tecnico e professionale Caterina da Siena. La dirigente Anna Patrizia Nava ha descritto alcune quinte come classi di livello molto alto, con valutazioni decisamente migliori rispetto agli anni passati, in particolare negli indirizzi moda e grafica.

In questo istituto i non ammessi sono due. La preside ha sottolineato che l’ultimo anno non dovrebbe diventare il momento in cui si chiudono conti rimasti aperti lungo il percorso scolastico. Il messaggio riguarda il senso stesso dell’ammissione: l’esame arriva alla fine di un triennio, non può essere letto come un passaggio separato dal lavoro svolto prima.

La fotografia delle scuole milanesi, quindi, resta chiara. Gli studenti esclusi dalla maturità 2026 sono pochi, ma il voto finale potrebbe risentire di crediti meno alti. La partita delle eccellenze si giocherà soprattutto lì: nel rendimento accumulato prima dell’esame e nella capacità di affrontare prove scritte e colloquio senza perdere terreno.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.