Lombardia, immunizzazione anti-VRS gratuita dal 1° settembre: chi può accedere
04/09/2026
La Lombardia ha avviato dal 1° settembre 2026 la nuova campagna gratuita di immunizzazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale, conosciuto anche con la sigla VRS. L’iniziativa è rivolta ai bambini nati a partire dal 1° aprile 2026 e mira a proteggerli dalle forme più gravi di bronchiolite prima dell’arrivo della stagione fredda, durante la quale il virus tende a circolare maggiormente.
Rispetto alle precedenti campagne, la partenza è stata anticipata di un mese. In questo modo le famiglie possono accedere alla protezione con maggiore tempestività, mentre ospedali, cliniche, pediatri e centri vaccinali possono organizzare le somministrazioni attraverso percorsi differenti in base alla data di nascita del bambino.
Una protezione basata su un anticorpo monoclonale
La procedura proposta dalla Regione Lombardia non consiste nella somministrazione di un vaccino tradizionale. L’immunizzazione avviene attraverso un anticorpo monoclonale, somministrato direttamente al bambino per garantirgli una protezione immediata contro il VRS.
La partecipazione alla campagna è completamente gratuita e avviene su base volontaria. Prima della somministrazione è richiesta la firma del consenso informato da parte dei genitori. L’obiettivo è rendere la protezione facilmente accessibile e raggiungere i bambini prima del periodo in cui aumenta la diffusione delle infezioni respiratorie.
Il Virus Respiratorio Sinciziale può essere associato a forme importanti di bronchiolite nei primi mesi di vita. Per questo motivo la campagna si concentra soprattutto sui neonati, che rappresentano la fascia maggiormente esposta al rischio di sviluppare conseguenze più serie e di richiedere assistenza ospedaliera.
Come accedere all’immunizzazione gratuita anti-VRS
Il percorso previsto cambia a seconda del periodo in cui è nato il bambino. Per i neonati che vengono alla luce tra il 1° settembre 2026 e il 31 marzo 2027, la somministrazione può avvenire direttamente nell’ospedale o nella clinica privata accreditata in cui si è svolto il parto. L’anticorpo monoclonale viene quindi offerto prima delle dimissioni dal reparto di maternità.
Questa modalità consente di proteggere il neonato fin dai suoi primi giorni di vita e semplifica l’accesso al servizio, evitando alle famiglie di dover organizzare immediatamente un appuntamento in un’altra struttura.
Per i bambini nati dal 1° aprile al 31 agosto 2026, invece, la campagna viene gestita attraverso la rete territoriale. I pediatri di libera scelta hanno il compito di contattare le famiglie interessate e concordare l’appuntamento. La somministrazione può essere effettuata nello studio del pediatra oppure presso uno dei centri vaccinali presenti sul territorio.
Le famiglie coinvolte, quindi, possono attendere le indicazioni del proprio pediatra, che fornirà tutte le informazioni necessarie sul percorso e sulle modalità previste.
Secondo le informazioni disponibili, l’anticorpo monoclonale utilizzato per l’immunizzazione presenta un buon profilo di sicurezza. Gli eventuali effetti indesiderati segnalati sono generalmente lievi e temporanei.
Tra le reazioni possibili rientra la comparsa di una lieve o moderata eruzione cutanea, che può manifestarsi entro i 14 giorni successivi alla somministrazione. Nei primi sette giorni possono inoltre verificarsi una febbre leggera oppure reazioni localizzate nel punto dell’iniezione, come un piccolo arrossamento o un gonfiore.
I genitori ricevono le informazioni necessarie prima di firmare il consenso e possono rivolgersi al pediatra per chiarire eventuali dubbi. Il confronto con il professionista sanitario permette anche di valutare la situazione specifica del bambino e di ricevere indicazioni adeguate.
Adesioni elevate e forte riduzione dei ricoveri
Le precedenti campagne realizzate in Lombardia hanno registrato un’adesione superiore al 90% della popolazione interessata. A questo risultato si è accompagnata una forte diminuzione degli accessi al Pronto Soccorso, dei casi gravi collegati al VRS e dei ricoveri in terapia intensiva.
Prima dell’introduzione dell’immunizzazione universale, in Lombardia si registravano ogni anno più di 3.500 ricoveri ospedalieri collegati al virus, con una spesa sanitaria vicina ai 15 milioni di euro. I risultati successivi hanno mostrato una netta riduzione sia delle ospedalizzazioni sia dei costi sostenuti dal sistema sanitario.
L’avvio anticipato al 1° settembre permette ora di raggiungere i bambini nati dalla primavera del 2026 e di proteggere tempestivamente anche quelli che nasceranno durante i mesi autunnali e invernali. La campagna punta così a ridurre ulteriormente le forme gravi di bronchiolite e il ricorso alle cure ospedaliere.
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