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La pioggia fa risalire i grandi laghi lombardi: recuperano il Maggiore e il Como

22/08/2026

Lago Maggiore

Le intense precipitazioni che hanno interessato la Lombardia hanno mostrato due conseguenze molto diverse. In alcune province hanno provocato disagi e accresciuto i problemi legati al dissesto idrogeologico; allo stesso tempo, però, hanno fornito un apporto importante alle riserve d’acqua regionali. I grandi laghi lombardi hanno reagito rapidamente, registrando un aumento dei livelli proprio nella parte conclusiva della stagione irrigua.

Sui bacini idrografici sono stati rilevati picchi fino a 200 millimetri di pioggia nell’arco di una sola giornata. Una quantità considerevole, che ha modificato in breve tempo la situazione del Lago Maggiore e del Lago di Como. Gli effetti hanno interessato anche il Ticino, l’Adda e, indirettamente, il Po.

Le precipitazioni rialzano i grandi laghi lombardi

Le piogge cadute negli ultimi giorni hanno permesso ai principali bacini della regione di recuperare una parte dell’acqua persa durante il precedente periodo di difficoltà. I grandi laghi rappresentano uno snodo fondamentale per la gestione delle risorse idriche lombarde, perché alimentano fiumi e canali utilizzati in agricoltura, nella produzione energetica e in numerose attività territoriali.

Il rialzo dei livelli consente di aumentare le quantità d’acqua rilasciate a valle, garantendo una maggiore disponibilità nelle zone che dipendono dai bacini lacustri. Il cambiamento arriva in una fase delicata, quando la stagione dell’irrigazione si avvicina alla conclusione e diverse aree agricole hanno ancora bisogno di una fornitura regolare.

L’impatto delle precipitazioni appare quindi più ampio rispetto al semplice innalzamento delle acque. Il recupero dei laghi si trasferisce progressivamente ai fiumi e ai canali collegati, creando benefici per diversi territori della pianura lombarda.

Il Lago Maggiore guadagna 22 centimetri

Il miglioramento più evidente riguarda il Lago Maggiore. Prima delle piogge, il livello si trovava a 45 centimetri sotto lo zero idrometrico. Dopo le precipitazioni è risalito fino a -23 centimetri, con un recupero complessivo di 22 centimetri.

L’aumento permette di modificare anche la quantità d’acqua in uscita dal bacino. Le erogazioni possono crescere di 20 metri cubi al secondo, raggiungendo una portata complessiva di 83 metri cubi al secondo. Si tratta di una disponibilità significativa per il sistema alimentato dal Ticino.

L’incremento dei rilasci garantisce risorse utili soprattutto all’agricoltura della Lomellina, del Pavese e del Basso Milanese. Tra i settori maggiormente interessati rientra quello risicolo, particolarmente legato alla presenza di una rete idrica efficiente e continua. La nuova quantità d’acqua dovrebbe consentire di accompagnare regolarmente la parte finale della stagione irrigua.

Il recupero del Lago Maggiore, pur maturato in un periodo caratterizzato da precipitazioni molto intense, rappresenta dunque un segnale favorevole per una vasta area della Lombardia occidentale.

Crescono il Lago di Como e la portata dell’Adda

Un cambiamento rapido è stato osservato anche nel Lago di Como. L’innalzamento del livello ha reso possibile un aumento dell’acqua rilasciata dal bacino, contribuendo a superare le criticità che avevano coinvolto gli impianti termoelettrici situati lungo il canale Muzza.

Le conseguenze si estendono al fiume Adda, la cui portata ha raggiunto 400 metri cubi al secondo. Quest’acqua proseguirà il proprio percorso fino a confluire nel Po, offrendo un contributo importante al grande fiume dopo le difficoltà registrate nei giorni precedenti.

Il collegamento tra laghi, canali e corsi d’acqua mostra come una variazione avvenuta nei bacini possa produrre effetti anche a notevole distanza. L’acqua accumulata nelle aree settentrionali della regione viene gradualmente distribuita verso la pianura, sostenendo attività agricole e impianti che dipendono dalla regolarità dei flussi.

I benefici per l’agricoltura e il sistema idrico

Il recupero dei livelli arriva in un momento particolarmente utile per le campagne lombarde. L’aumento delle erogazioni verso il Ticino permette di rafforzare la disponibilità idrica nelle aree agricole della parte occidentale della regione, mentre la crescita dell’Adda contribuisce a migliorare il quadro lungo il suo corso e verso il Po.

La pioggia ha quindi offerto un aiuto concreto alla gestione dell’ultima fase irrigua, permettendo di distribuire maggiori quantità d’acqua senza interrompere il delicato equilibrio tra le diverse esigenze territoriali. I laghi svolgono infatti una funzione di riserva, mentre i rilasci vengono regolati in base alle necessità dei territori attraversati dai fiumi.

Il miglioramento riguarda inoltre il comparto energetico, come dimostra il superamento delle difficoltà incontrate dagli impianti presenti lungo il canale Muzza. Agricoltura, produzione di energia e gestione dei corsi d’acqua risultano strettamente collegate.

Il doppio volto delle piogge sulla Lombardia

Accanto ai benefici per laghi e fiumi rimangono le conseguenze del maltempo. Le precipitazioni hanno causato problemi soprattutto nelle province di Brescia, Sondrio e Bergamo, dove sono stati necessari interventi per affrontare le situazioni legate al dissesto idrogeologico.

La stessa quantità d’acqua che ha aiutato i bacini lacustri ha dunque creato difficoltà nei territori maggiormente esposti. Il quadro lombardo presenta perciò un equilibrio complesso: i livelli dei laghi recuperano e le riserve idriche migliorano, mentre prosegue il lavoro nelle aree colpite dagli effetti più critici delle precipitazioni.

I dati provenienti dal Lago Maggiore, dal Lago di Como e dall’Adda mostrano comunque una risposta molto rapida del sistema idrico regionale. Le piogge hanno aumentato la disponibilità d’acqua e permesso di sostenere la conclusione della stagione irrigua, con effetti destinati a raggiungere anche il Po.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to