Incendio al deposito Brt di Milano: le raccomandazioni per i residenti
09/07/2026
Un vasto incendio ha interessato il deposito Brt situato nella zona nord di Milano, tra Bovisa, Dergano e Niguarda. Le fiamme, sviluppatesi all’interno dell’area utilizzata per lo smistamento delle merci, hanno prodotto una grande quantità di fumo nero, visibile da diversi quartieri della città.
Dopo le operazioni di spegnimento, le autorità ambientali e sanitarie hanno invitato i residenti delle zone vicine a seguire alcune misure precauzionali. Le raccomandazioni sono state diffuse dal Comune di Milano sulla base delle prime verifiche effettuate dai tecnici di Arpa Lombardia e delle indicazioni fornite da Ats.
La situazione viene monitorata attraverso campionamenti dell’aria e del terreno, necessari per verificare l’eventuale presenza di sostanze prodotte dalla combustione dei materiali presenti nel deposito.
Le raccomandazioni per chi vive vicino al deposito Brt
La prima indicazione riguarda le abitazioni che si trovano nelle vicinanze dell’area colpita. I residenti sono stati invitati a mantenere chiuse porte e finestre, almeno fino alla conclusione delle verifiche sulla qualità dell’aria.
La misura serve a limitare l’ingresso nelle case del fumo e delle polveri generate dall’incendio. La stessa prudenza viene consigliata anche all’interno delle automobili che attraversano la zona, mantenendo chiusi i finestrini e limitando il ricambio di aria proveniente dall’esterno.
Le autorità hanno inoltre raccomandato di evitare lunghe permanenze all’aperto nelle immediate vicinanze del deposito. La richiesta riguarda soprattutto le persone più vulnerabili, come bambini, anziani e cittadini con disturbi respiratori.
Una particolare attenzione è stata riservata ai più piccoli. Per tutta la durata della fase precauzionale, è stato consigliato di non farli giocare nei cortili, nei giardini o negli spazi pubblici vicini all’area dell’incendio.
Stop temporaneo a frutta e verdura raccolte negli orti
Tra le indicazioni diffuse dopo il rogo compare anche quella relativa ai prodotti coltivati negli orti e nei giardini privati. Frutta e verdura raccolte nelle aree vicine al deposito non devono essere consumate, in attesa dei risultati delle analisi ambientali.
Il divieto precauzionale è legato alla possibile deposizione di polveri e residui sulle superfici degli alimenti. Le particelle trasportate dal fumo, infatti, possono ricadere sui terreni, sulle piante e sulle coltivazioni situate nell’area interessata.
Non è ancora possibile stabilire con precisione l’estensione della zona coinvolta. Per questo motivo, i tecnici stanno effettuando controlli sia sull’aria sia sul suolo, così da individuare eventuali concentrazioni anomale di sostanze inquinanti.
Le indicazioni potranno essere modificate o revocate quando saranno disponibili dati più completi. Fino a quel momento, il Comune invita i cittadini ad adottare un comportamento prudente e a seguire esclusivamente gli aggiornamenti ufficiali.
Cosa è bruciato durante l’incendio
Una parte consistente del fumo sarebbe stata prodotta dalla combustione dei container collocati presso gli accessi al deposito. Secondo quanto riferito dai Vigili del Fuoco di Milano, nell’area erano presenti circa cinquanta container.
Grazie all’intervento delle squadre di soccorso e del personale dell’azienda, circa due terzi delle strutture sarebbero stati rimossi senza riportare danni rilevanti. Una quindicina, invece, è stata raggiunta dalle fiamme.
I container erano rivestiti con materiale isolante in poliuretano, una sostanza che, quando viene esposta a temperature elevate, può generare rapidamente un fumo molto scuro e denso. Proprio questo materiale avrebbe contribuito alla formazione della grande nube osservata sopra la zona nord di Milano.
Le operazioni dei Vigili del Fuoco sono proseguite per diverse ore. Oltre allo spegnimento delle fiamme, è stato necessario raffreddare le strutture coinvolte e mettere in sicurezza l’intera area, evitando possibili riprese dell’incendio.
Perché il poliuretano produce molto fumo
Il poliuretano è un materiale sintetico utilizzato in numerosi settori. Può essere impiegato come isolante termico, rivestimento, schiuma rigida o componente flessibile. La sua struttura cambia in base alla composizione chimica e al processo con cui viene prodotto.
Quando brucia, però, il poliuretano può decomporsi rapidamente e generare fumi contenenti diverse sostanze. La quantità e la composizione dei prodotti della combustione dipendono da numerosi fattori, tra cui la temperatura raggiunta, la presenza di ossigeno e gli altri materiali coinvolti.
Per valutare i possibili effetti dell’incendio non è quindi sufficiente osservare il colore della nube. Sono necessarie analisi specifiche, condotte attraverso strumenti in grado di raccogliere e misurare gli inquinanti presenti nell’aria.
Arpa e Ats proseguono con i controlli
I tecnici di Arpa sono intervenuti durante e dopo le operazioni di spegnimento per effettuare le prime misurazioni. Le verifiche iniziali hanno portato all’adozione delle raccomandazioni precauzionali rivolte alla popolazione.
Nelle ore successive sono stati predisposti campionatori ad alto volume, apparecchi che aspirano una grande quantità di aria e permettono di raccogliere le particelle sospese. I campioni vengono poi analizzati per individuare l’eventuale presenza di sostanze legate alla combustione.
Sono previsti anche controlli sul terreno, soprattutto nelle aree in cui potrebbero essersi depositate le polveri trasportate dal vento. I risultati serviranno a stabilire quando sarà possibile revocare le limitazioni e tornare alle normali attività all’aperto.
Nel frattempo, ai residenti viene chiesto di non avvicinarsi alla zona dell’incendio per osservare le operazioni. Anche quando le fiamme risultano spente, infatti, possono continuare a essere presenti fumo, residui caldi e polveri.
Le autorità comunali diffonderanno nuovi aggiornamenti in base all’evoluzione dei monitoraggi e agli esiti delle analisi ambientali.