Illegalità, alle imprese italiane costi per 41 miliardi nel 2025
15/05/2026
L’illegalità è costata nel 2025 circa 41 miliardi di euro alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi, mettendo a rischio oltre 284mila posti di lavoro regolari. È il dato principale emerso durante la tredicesima edizione della giornata nazionale “Legalità, ci piace!”, organizzata da Confcommercio a Roma.
Furti, abusivismo e cybercriminalità tra le principali minacce
L’iniziativa, aperta dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli con la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha acceso i riflettori sull’impatto economico e sociale della criminalità sulle attività del terziario.
Secondo la ricerca dell’Ufficio Studi Confcommercio, le perdite maggiori derivano dall’abusivismo commerciale, che pesa per 10,5 miliardi di euro, seguito dall’abusivismo nella ristorazione con 8,5 miliardi, dal taccheggio con 5,4 miliardi e dalla contraffazione con 5 miliardi. A queste si aggiungono i costi legati alla criminalità organizzata e alla cybercriminalità.
Il 29% delle imprese del terziario ritiene che i livelli di sicurezza siano peggiorati. Tra i fenomeni percepiti come più in crescita figurano furti, vandalismi, aggressioni e rapine. Tre imprenditori su dieci temono inoltre che la propria attività possa essere colpita da episodi criminali.
Baby gang, mala movida e negozi chiusi
Tra le criticità richiamate dall’indagine compaiono anche le baby gang, indicate dal 22,8% delle imprese intervistate, e la cosiddetta mala movida. Un’attività su tre teme gli effetti di degrado urbano, danneggiamenti e microcriminalità collegati a questi fenomeni.
Sangalli ha sottolineato il legame diretto tra sicurezza e vitalità economica delle città, spiegando che la chiusura dei negozi produce ulteriore insicurezza. “Un negozio aperto non è soltanto un luogo di vendita”, ha dichiarato il presidente di Confcommercio, ricordando il ruolo delle attività commerciali come presidio sociale e presenza sul territorio.
Nel corso dell’iniziativa è stato evidenziato anche l’impegno degli imprenditori nella prevenzione: quasi nove imprese su dieci hanno adottato sistemi di videosorveglianza, allarmi, misure antitaccheggio e strumenti di protezione.
Le richieste di Confcommercio al Governo
Confcommercio ha presentato una serie di proposte per rafforzare la sicurezza urbana e il contrasto all’illegalità. Tra queste figurano un maggiore presidio delle forze dell’ordine nelle aree commerciali, incentivi per gli investimenti privati in sicurezza e strumenti più rapidi contro il taccheggio organizzato.
L’associazione chiede inoltre tavoli permanenti tra Prefetture, Comuni, forze dell’ordine e categorie economiche nelle zone considerate più esposte, con interventi coordinati su furti, spaccate, abusivismo, degrado e mala movida.
Nel suo intervento, il ministro Piantedosi ha definito sicurezza e legalità condizioni indispensabili per garantire crescita economica, tutela delle imprese e coesione sociale. Durante la giornata è stato anche consegnato il Premio Legalità al procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to