Estate 2026 da record a Milano: 75 giorni con temperature oltre i 30 gradi
07/09/2026
L’estate meteorologica del 2026 entra nella storia climatica di Milano e della Lombardia. Durante i mesi di giugno, luglio e agosto, le temperature hanno raggiunto valori eccezionali per intensità e durata, trasformando il caldo in una presenza quasi costante.
Nel capoluogo lombardo sono stati registrati 75 giorni con temperature massime superiori ai 30 gradi, due in più rispetto al precedente primato stabilito nel 2022. Il dato si inserisce in un quadro regionale altrettanto significativo: la stagione appena conclusa è risultata la più calda dal 1951, anno dal quale parte la serie delle rilevazioni disponibili.
Più di un mese consecutivo sopra i 30 gradi
Uno degli aspetti più rilevanti dell’estate milanese riguarda la persistenza delle temperature elevate. Dal 13 giugno al 19 luglio, per oltre un mese, le massime giornaliere hanno superato ogni giorno la soglia dei 30 gradi. Una lunga fase calda che ha interessato la città senza vere interruzioni e che ha segnato profondamente la parte iniziale della stagione.
Dopo una breve attenuazione, il caldo intenso è tornato a dominare tra il 25 luglio e il 20 agosto. Anche questa seconda fase ha contribuito a portare il numero complessivo delle giornate sopra i 30 gradi fino a quota 75. Il precedente record apparteneva all’estate del 2022, quando le giornate oltre questa soglia erano state 73.
Il nuovo primato evidenzia soprattutto la continuità del fenomeno. A rendere eccezionale l’estate 2026, infatti, è stata la capacità del caldo di mantenersi per periodi molto lunghi, occupando gran parte del trimestre e ripresentandosi dopo ogni temporanea diminuzione delle temperature.
Superati i record delle estati 2003 e 2022
Il confronto con le medie climatiche permette di comprendere meglio la portata dell’anomalia. Tra giugno e agosto, la temperatura media in Lombardia è risultata superiore di 3,1 gradi rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. Si tratta del valore più alto registrato nella serie storica regionale.
L’estate del 2026 ha così superato due stagioni rimaste a lungo tra le più calde: quella del 2003, caratterizzata da un’anomalia di 2,8 gradi, e quella del 2022, arrivata a 2,7 gradi oltre la media. Il distacco rispetto a questi precedenti conferma il carattere straordinario degli ultimi tre mesi.
La differenza di 3,1 gradi rappresenta una media calcolata sull’intera stagione e su tutto il territorio lombardo. Il dato comprende quindi le oscillazioni quotidiane, le brevi fasi meno calde e i picchi raggiunti durante le giornate più difficili. Proprio per questo assume un peso particolare nel bilancio complessivo dell’estate.
Cinque ondate di calore e punte vicine ai 40 gradi
Nel corso della stagione, la Lombardia è stata attraversata da cinque distinte ondate di calore. Le giornate più calde sono state il 28 giugno e il 5 agosto, due momenti che hanno segnato i punti estremi di una stagione già caratterizzata da valori molto elevati.
A Milano la temperatura massima ha raggiunto i 37,8 gradi. Valori ancora più alti sono stati registrati nella pianura meridionale della regione, dove il termometro ha oltrepassato i 39 gradi in alcune zone delle province di Lodi, Cremona, Mantova e Brescia.
L’alternanza tra le diverse ondate ha accompagnato quasi tutto il trimestre. Il caldo ha iniziato a manifestarsi con particolare forza già nella seconda metà di giugno, è proseguito durante luglio e ha occupato una parte consistente di agosto. La distribuzione delle giornate sopra i 30 gradi racconta quindi una stagione eccezionale tanto nei picchi quanto nella durata.
Piogge nella norma, ma concentrate in pochi giorni
Il bilancio delle precipitazioni presenta un quadro differente. Nel complesso, durante i tre mesi estivi, la quantità di pioggia è rimasta all’interno dei valori considerati normali. A cambiare è stata soprattutto la distribuzione temporale delle precipitazioni.
Nei mesi di giugno e agosto, quantitativi vicini o persino superiori alle rispettive medie mensili si sono concentrati in pochi giorni. La presenza di piogge complessivamente nella norma, quindi, si è accompagnata a lunghi periodi asciutti interrotti da episodi molto intensi.
Questa distribuzione ha inciso sulle riserve idriche, rimaste sotto la media del periodo di riferimento 2006-2025 durante l’intera stagione irrigua. Tra luglio e agosto, il deficit ha superato anche il 50 per cento. Il dato mostra come il totale delle precipitazioni, preso da solo, riesca a descrivere soltanto una parte della situazione: anche la frequenza e la regolarità delle piogge hanno avuto un ruolo importante.
Gran parte degli eventi è stata di carattere temporalesco, con grandinate intense e forti raffiche di vento. Tra il 18 e il 20 luglio diversi fenomeni hanno interessato la media e la bassa pianura lombarda, mentre il 28 agosto le stesse aree sono state nuovamente coinvolte.
L’estate 2026 si chiude così con numeri destinati a rimanere negli archivi: 75 giornate oltre i 30 gradi a Milano, cinque ondate di calore in Lombardia, una temperatura media superiore di 3,1 gradi e precipitazioni concentrate in brevi episodi. Un insieme di dati che consegna alla stagione appena terminata il primato di estate più calda registrata in Lombardia dal 1951.
Articolo Precedente
Milano, scattano le multe nella ZTL Isola: orari, regole e deroghe
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.