Bando DULD, chiarimenti su ATS e servizi territoriali
20/05/2026
Le Reti e gli operatori aderenti al Bando DULD devono ripresentare l’ATS solo se hanno modificato la propria composizione. È questo uno dei chiarimenti contenuti nell’avviso del 20 maggio 2026, che interviene su tre aspetti operativi: l’eventuale obbligo di aggiornare l’ATS, la validità degli atti già depositati e il rispetto del principio di territorialità nell’erogazione dei servizi.
ATS da ripresentare solo in caso di modifiche alla Rete
Il chiarimento riguarda anzitutto la documentazione collegata all’ATS, alla luce dell’Avviso regionale DULD attualmente in corso. Le Reti che hanno apportato modifiche alla propria composizione sono tenute a ripresentare l’atto aggiornato, sia nella struttura sia nei contenuti, in modo che la documentazione depositata rifletta l’organizzazione effettiva dei soggetti aderenti.
Per le Reti che non hanno registrato variazioni nella composizione, invece, non è previsto alcun obbligo automatico di nuovo deposito. L’ATS già presentata resta valida e non richiede ulteriori adempimenti, se non sono intervenuti cambiamenti tali da rendere necessario un aggiornamento formale.
Resta comunque aperta la possibilità di ripresentare volontariamente l’ATS anche in assenza di modifiche nella composizione, qualora la Rete ritenga utile recepire altre variazioni rispetto a quanto risulta attualmente agli atti. In questo modo l’avviso distingue tra obbligo amministrativo e facoltà di aggiornamento, evitando passaggi non necessari per gli operatori che non hanno modificato la propria configurazione.
Il nodo della territorialità nell’erogazione dei servizi
Un secondo passaggio riguarda il principio di territorialità. Il catalogo dei servizi, articolato su base territoriale, prevede che ciascun operatore aderente alla Rete disponga di una sede accreditata nell’ambito indicato, oppure possa comunque garantire l’erogazione in loco delle prestazioni attraverso una sede accreditata.
La finalità è assicurare che i servizi siano effettivamente accessibili nel territorio di riferimento della Rete, mantenendo coerenza tra ambito operativo, sede accreditata e bisogni degli utenti. Il richiamo contenuto nell’avviso serve quindi a ribadire che la presenza territoriale resta un criterio rilevante nell’attivazione dei percorsi previsti dal Bando DULD.
Il limite del sistema BES e il consenso dell’utente
L’avviso segnala però una criticità tecnica legata al sistema BES, che al momento non consente di inserire e utilizzare la sede del capofila o di un altro ente partner. La configurazione è stata sottoposta alla Regione con una richiesta di modifica, proprio per tutelare meglio il principio di territorialità e rendere più coerente la gestione delle sedi all’interno delle Reti.
Nella fase attuale, se l’ente partner che eroga il servizio non dispone di una sede operativa accreditata nel territorio di operatività della Rete, potrà comunque svolgere la prestazione presso una propria sede accreditata, anche se collocata fuori da quel territorio. Questa possibilità è subordinata al consenso dell’utente, che dovrà compilare il modulo di adesione volontaria disponibile tra gli allegati in BES.
La procedura consente di gestire i casi in cui la struttura accreditata dell’operatore non coincida con l’ambito territoriale della Rete, mantenendo una traccia formale della scelta compiuta dall’utente. Il chiarimento assume quindi un valore pratico per gli enti coinvolti, chiamati a conciliare regole amministrative, limiti della piattaforma e continuità nell’erogazione dei servizi.
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