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WTO, crescita del commercio globale in frenata: Aice spinge per la riforma

27/03/2026

WTO, crescita del commercio globale in frenata: Aice spinge per la riforma

Il commercio mondiale si presenta al 2026 con segnali di rallentamento che riportano al centro una questione rimasta a lungo sospesa: la capacità del sistema multilaterale di reggere una fase segnata da instabilità, nuove barriere e tensioni crescenti tra le principali economie. Secondo l’ultimo rapporto del WTO, la crescita degli scambi globali di merci dovrebbe fermarsi all’1,9%, dopo il 4,6% registrato nel 2025, in un contesto che risente della progressiva normalizzazione dei flussi commerciali successiva all’impennata legata ai prodotti connessi all’intelligenza artificiale e all’anticipo delle importazioni effettuate per aggirare i dazi statunitensi.

Lo scenario rischia però di diventare ancora più fragile. Se per tutto il 2026 i prezzi del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto resteranno su livelli elevati, la contrazione degli scambi potrebbe accentuarsi ulteriormente, con un calo aggiuntivo dello 0,5% e una riduzione del PIL mondiale di almeno lo 0,3%. È dentro questa cornice che si apre a Yaoundé, in Camerun, la 14ª Conferenza Ministeriale del WTO, appuntamento chiamato a misurarsi con il futuro del commercio internazionale in una delle fasi più complesse degli ultimi anni.

La Conferenza ministeriale del WTO arriva in un clima di forte incertezza

La riunione ministeriale, inaugurata questa mattina, vede la partecipazione di ministri provenienti da tutto il mondo ed è presieduta da Luc Magloire Mbarga Atangana, ministro del Commercio del Camerun. Sul tavolo ci sono le grandi questioni che da tempo attraversano il commercio globale: la capacità del WTO di restare un punto di equilibrio tra interessi divergenti, la necessità di aggiornare le regole multilaterali e il tentativo di riaprire un confronto politico che negli anni si è spesso arenato davanti a veti e blocchi incrociati.

Per la direttrice generale Ngozi Okonjo-Iweala, la Conferenza rappresenta un’occasione per superare le divisioni tra Paesi e avviare finalmente il percorso di riforma dell’organizzazione. Un passaggio che appare sempre meno rinviabile, perché il WTO continua a scontare limiti strutturali che ne hanno ridotto la capacità di incidere, proprio mentre la competizione commerciale si fa più dura e le decisioni unilaterali tornano a occupare spazio nei rapporti internazionali.

Aice appoggia la riforma proposta dalla Commissione europea

In questo contesto si inserisce la posizione di Aice, che sostiene la proposta di riforma del WTO avanzata dalla Commissione Europea. L’impostazione indicata si fonda su tre principi – prevedibilità, equità e flessibilità – e punta a superare uno dei nodi storici dell’organizzazione: il principio dell’unanimità, che da oltre venticinque anni ha finito per paralizzare, nella sostanza, gran parte delle riforme possibili sul commercio mondiale.

Il punto non è soltanto procedurale. Per Aice, rendere più efficace il WTO significa restituirgli anche un ruolo credibile come arbitro nella risoluzione delle controversie commerciali. Senza una capacità reale di intervenire sulle dispute, infatti, il sistema multilaterale perde una delle sue funzioni più importanti, proprio mentre aumentano attriti, dazi, misure difensive e iniziative protezionistiche adottate in modo sempre più frequente.

Accordi multilaterali e bilaterali come risposta al protezionismo

Nel messaggio lanciato da Aice emerge una lettura molto chiara della fase attuale: in una situazione segnata da un livello di incertezza globale difficilmente immaginabile fino a poco tempo fa, gli accordi commerciali multilaterali e bilaterali restano la risposta più efficace al protezionismo. Non si tratta soltanto di strumenti tecnici per regolare gli scambi, ma di leve economiche e politiche che possono sostenere la crescita, offrire maggiore stabilità alle imprese e ridurre il rischio di una frammentazione sempre più marcata del mercato internazionale.

È in questa chiave che Aice valuta positivamente l’entrata in vigore, sia pure in forma provvisoria, dell’accordo UE-Mercosur dal 1° maggio 2026, così come considera favorevolmente la chiusura dei negoziati per l’accordo commerciale tra Unione Europea e Australia. Due dossier diversi, ma uniti dalla stessa logica: ampliare le aree di cooperazione economica e rafforzare il quadro delle relazioni commerciali in una fase nella quale le spinte alla chiusura e al conflitto rischiano di produrre effetti pesanti sull’economia globale.

La Conferenza ministeriale di Yaoundé si apre dunque in un passaggio delicato, nel quale la discussione sulle regole del commercio mondiale non riguarda più soltanto gli addetti ai lavori, ma tocca direttamente prospettive di crescita, investimenti e stabilità internazionale. Per Aice, la direzione è netta: servono regole più efficaci, un WTO più funzionale e una politica commerciale capace di rispondere con accordi e cooperazione a un contesto dominato dall’incertezza.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to