Vinitaly, l’Università Statale di Milano porta in fiera la ricerca che ripensa la difesa della vite
10/04/2026
Al Vinitaly 2026 l’Università degli Studi di Milano si presenta con un programma fitto e ben mirato: quattro incontri e una masterclass, curati da docenti e ricercatori della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari, per portare al centro del confronto un tema che riguarda da vicino il futuro del comparto vitivinicolo, cioè la possibilità di rendere la difesa della vite più sostenibile, più precisa e più coerente con le esigenze ambientali e produttive del presente. In un contesto come quello di Vinitaly, dove si incontrano imprese, consorzi, tecnici, istituzioni e operatori della filiera internazionale, la presenza dell’ateneo milanese assume un significato che supera la dimensione accademica: la ricerca esce dai laboratori, si misura con i bisogni del settore e prova a tradursi in soluzioni applicabili.
Il fulcro di questa partecipazione è il progetto Grape4vine, iniziativa triennale finanziata da Fondazione Cariplo e sostenuta anche dal bando “Collabora e Innova” di Regione Lombardia. Il progetto coinvolge 16 ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, coordinati da Silvia Toffolatti, docente della Facoltà di Agraria, e si avvale della collaborazione del CREA di Conegliano. L’obiettivo è affrontare una delle questioni più complesse della viticoltura contemporanea: ridurre l’impatto della difesa fitosanitaria senza impoverire l’efficacia degli interventi e senza scaricare ulteriori costi ambientali sul ciclo produttivo.
Dagli scarti della filiera nuove soluzioni per peronospora e botrite
L’elemento più interessante di Grape4vine sta nell’aver costruito una ricerca capace di tenere insieme innovazione biologica, economia circolare e applicazione concreta. Il progetto ha infatti lavorato alla sintesi di prodotti biotecnologici innovativi ottenuti a partire dagli scarti della produzione vitivinicola, con l’intento di proteggere la vite da due avversità centrali come peronospora e botrite. Il principio scientifico utilizzato è quello della RNA interference, meccanismo naturale che consente di ridurre la suscettibilità della vite alla peronospora e di inibire lo sviluppo di Botrytis cinerea attraverso l’impiego di molecole di dsRNA, cioè RNA a doppio filamento.
Il dato che rende il progetto particolarmente rilevante, però, non è soltanto la sofisticazione biologica della soluzione proposta. È il fatto che queste molecole vengano prodotte utilizzando gli scarti provenienti dal vigneto e dalla cantina. In questo modo la ricerca prova a intervenire su più livelli contemporaneamente: ridurre i residui, alleggerire il peso della difesa fitosanitaria, contenere i costi di produzione delle molecole impiegate e restituire valore a materiali che altrimenti resterebbero marginali nel ciclo produttivo. Si delinea così un modello che non separa la sostenibilità ambientale dall’efficienza economica, ma tenta di farle procedere nella stessa direzione.
Vinitaly come luogo di confronto tra ricerca, imprese e decisioni pubbliche
La partecipazione al Vinitaly assume, in questa prospettiva, una funzione strategica. Non si tratta soltanto di presentare risultati scientifici a un pubblico qualificato, ma di aprire un confronto con produttori, consorzi, aziende e decisori politici, cioè con quei soggetti che possono rendere operativo il passaggio dalla sperimentazione all’applicazione diffusa. La fiera diventa quindi uno spazio di verifica e di connessione, dove la ricerca universitaria cerca interlocutori in grado di accompagnarne la maturazione industriale e istituzionale.
Il calendario degli appuntamenti conferma questa impostazione. Il 13 aprile si apre con “Vigne più intelligenti per un vino più sostenibile”, intervento del professor Lucio Brancadoro allo stand del Consorzio Vini Piceni, seguito nel pomeriggio da “Vino alimentazione e salute: questione di stile”, incontro affidato al professor Alberto Battezzati nello spazio Confcooperative Fedagripesca. Nella stessa giornata Brancadoro guiderà la masterclass “Amarone tra passato e futuro: verticale di Vaio Armaron Serego Alighieri”, mentre alle 15.30, nella Sala Salieri del Palaexpo, sarà presentato il convegno dedicato proprio a Grape4vine, organizzato dalla Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari e dal CREA.
Il programma proseguirà il 14 aprile con “Verso un settore vitivinicolo sostenibile: applicazione del concetto di blue economy”, convegno legato al progetto BluWine e organizzato dalla Facoltà insieme ad Assoenologi. Nel complesso, gli incontri costruiscono una narrazione coerente: la sostenibilità della vite e del vino non passa da un solo asse, ma da una convergenza tra difesa biologica, innovazione scientifica, cultura produttiva, salute, gestione delle risorse e capacità di ripensare l’intera filiera in chiave più evoluta.
In questo quadro, la presenza della Statale a Vinitaly restituisce l’idea di una ricerca che non si limita a osservare il cambiamento, ma prova a orientarlo. Ed è forse questo il punto più interessante dell’intero programma: mostrare che il futuro del vino, per restare credibile e competitivo, dovrà nascere sempre più spesso dall’incontro tra sapere scientifico, territorio e responsabilità produttiva.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.